Concerto per violoncello e orchestra (Schumann)

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Concerto per violoncello e orchestra
Compositore Robert Schumann
Tonalità La minore
Tipo di composizione Concerto
Numero d'opera op. 129
Epoca di composizione 11 ottobre - 1º novembre 1850
Prima esecuzione
Pubblicazione Breitkopf & Härtel 1854
Durata media 20-25 minuti
Organico

violoncello (solo), 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi

Movimenti
  • nicht zu schnell (non troppo allegro)
  • langsam (adagio)
  • sehr lebhaft (molto vivace)

Il Concerto per violoncello e orchestra in La minore, op. 129 fu composto da Robert Schumann nell'ottobre del 1850.

Il musicista tuttavia già nel 1849 pensava ad una concerto per violoncello ma lo compose solo dopo essere stato nominato direttore musicale municipale a Düsseldorf. Schumann, come suo solito, portò a termine la partitura in tempi molto brevi ma la vita di questa composizione risultò travagliata. Il compositore aveva in gioventù suonato lo strumento ma non poteva essere considerato un violoncellista; sembra che durante la stesura del concerto fosse supportato da un virtuoso dello strumento.

Il 23 marzo 1851 Christian Reimers suonò il concerto al violoncello con l'accompagnamento del pianoforte. In vista di una prima esecuzione (ufficiosa) a Düsseldorf nel maggio del 1851, Schumann prese contatto con Robert Emil Bockmühl che ruppe di lì a poco la collaborazione con l'autore in quanto non soddisfatto delle modifiche che questi apportava. Bisognerà aspettare sino al 23 aprile 1860 per avere notizia della prima esecuzione pubblica del concerto.

Il concerto rappresenta il primo ritorno di un compositore al violoncello dopo il Concerto n. 2 per violoncello e orchestra di Franz Joseph Haydn, datato 1783. Va considerato come uno dei più importanti concerti per violoncello del secolo che vedrà cimentarsi con lo stesso strumento Saint-Saëns, Čajkovskij, Lalo e Dvořák.

La composizione si articola in tre movimenti, ricchi di idee melodiche che si susseguono senza soluzione di continuità e che recano l'impronta inconfondibile del genio schumanniano. Il violoncello trova risalto essenzialmente nella tenue struttura orchestrale. Nel primo e nel terzo movimento il solista dialoga con l'orchestra senza antagonismo e con accenti quasi cameristici. Il movimento centrale è caratterizzato da una calda linea melodica.

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