Concerto per violino e orchestra n. 3 (Mozart)

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Concerto per violino n. 3 Straßburg
Compositore Wolfgang Amadeus Mozart
Tonalità Sol maggiore
Numero d'opera K1 216 / K6 216
Epoca di composizione settembre 1775, Salisburgo
Pubblicazione André, Offenbach 1807
Durata media 23 minuti
Organico
Movimenti
  1. Allegro
  2. Adagio
  3. Rondò: Allegro - Andante - Allegretto - Tempo I

Il concerto per violino e orchestra n. 3 (K 216) è il terzo di cinque concerti per lo stesso strumento (K 207, K 211, K 218, K 219), attribuibili con certezza a Mozart.
La sua composizione fu terminata il 12 settembre 1775[1].

Si tratta di un'opera che appartiene ancora allo spirito galante in cui le idee tematiche vengono giustapposte ma non sviluppate.
Il compositore si distacca con la sua genialità dai modelli del tardo-rococò affermando la propria personalità con l'inserimento di venature di malinconia, momenti emotivi.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L' Allegro iniziale è pieno di inventiva e di energia ed assembla vari spunti tematici. Il primo tema riprende il ritornello orchestrale dell'aria di Aminta "Aere tranquilli e dì sereni" dall'opera Il re pastore. Seguono altri due temi, il primo affidato ai fiati ed il secondo ai violini, che completano l'introduzione orchestrale. Solo a questo punto entra il solista che ripete il primo tema per poi introdurre materiale nuovo, impegnarsi in pezzi di bravura e reintrodurre il finale orchestrale.

Nel secondo movimento (Adagio), Mozart raggiunge momenti di grande cantabilità e commozione che ottiene sostituendo i due oboi (dal suono più squillante) con due flauti e prescrivendo agli archi l'uso della sordina. Il primo tema viene presentato dall'orchestra e quindi ripreso dal solista. Il secondo tema è introdotto dal violino per poi confluire nell'orchestra che termina il movimento soffusamente.

Il rondò finale è scritto con sezioni di diverso ritmo. Si apre con un caratteristico tema (Allegro) esposto dall'orchestra e dal quale deriva il nome Straßburg con cui è conosciuto questo concerto[2]. Al solista sono riservate le parti più brillanti. La conclusione del concerto è lasciata non al violino ma al sussurro degli oboi e dei corni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amedeo Poggi, Edgar Vallora, Mozart, Torino, Einaudi, 19912006, pp. 209 ISBN 88-06-14235-6
  2. ^ Michael Steinberg, The Concerto: A Listener's Guide, Oxford University Press, 1998. ISBN 978-0-19-513931-0

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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