Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Mozart)

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Concerto per pianoforte e orchestra n. 5
Compositore Wolfgang Amadeus Mozart
Tonalità Re maggiore
Numero d'opera K 175
Epoca di composizione Salisburgo, 1773
Organico

Un pianoforte, due oboi, due corni, due trombe, timpani e archi (violini, viole, violoncelli e contrabbassi).

Il Concerto per pianoforte ed orchestra n. 5 in Re maggiore (K 175) fu scritto da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1773, ossia a 17 anni, subito dopo il rientro a Salisburgo dal suo terzo e ultimo viaggio in Italia.

Viene considerato la sua prima composizione originale del genere, in quanto i precedenti quattro concerti (K 37, K 39, K 40 e K 41) sono in realtà dei pastiches scritti arrangiando temi e movimenti di diversi altri compositori suoi contemporanei. Tuttavia nel primo movimento di questo concerto, che costituisce un apprezzabile passo avanti verso la maturità, si notano evidenti influssi da parte del quasi coevo Concerto per clavicembalo in Fa maggiore dell'italiano Andrea Luchesi, che Mozart aveva ricevuto in dono dallo stesso autore, e che fino al 1777 farà parte del proprio repertorio personale.

In questo pezzo, inoltre, Mozart racconta sicuramente molto di se stesso: lo dimostra il fatto che egli lo riterrà la sua composizione per pianoforte più riuscita, e la eseguirà più volte in pubblico fino a pochi mesi dalla morte. Addirittura, per adattarlo alle esigenze del pubblico viennese (musicalmente differente da quello della città di Mannheim per il quale, probabilmente, il concerto era destinato), scriverà un nuovo Rondeau per il finale (il K 382).

La struttura del concerto segue i canoni tradizionali, infatti è suddivisa nei tre movimenti che seguono:

  • Allegro
  • Andante un poco adagio
  • Allegro

Esso si distingue da altre composizioni per la musica straordinaria, che secondo critici ed esegeti è considerata il segno tangibile della genialità di Mozart, in particolar modo nella parte finale del concerto.