Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 (Mozart)

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Concerto per pianoforte n. 11
Compositore Wolfgang Amadeus Mozart
Tonalità Fa maggiore
Tipo di composizione concerto
Numero d'opera K 413 (K6 387a)
Epoca di composizione Dicembre 1782 - Gennaio 1783
Durata media 24 minuti
Organico

solista (pianoforte), 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, archi

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 in Fa maggiore K 413 fu composto da Mozart insieme ai compagni K 414 e K 415, tra il 1782 e il 1783, all'indomani del suo trasferimento da Salisburgo a Vienna.

In una lettera al padre del 28 dicembre 1782, il compositore rivela le sue idee su questi tre concerti, concepiti appositamente per il vario pubblico viennese:

« Questi concerti sono una via di mezzo tra il troppo facile e il troppo difficile; sono molto brillanti, piacevoli all'orecchio, e naturali senza essere insipidi. Ci sono qua e là passaggi da cui i conoscitori possono cavare la loro soddisfazione; ma questi passaggi sono scritti in modo che i meno colti non possono non essere contenti, senza sapere il perché. »

[senza fonte]

A testimonianza della calorosa accoglienza che il pubblico viennese riservò a questo gruppo di concerti, il «Cramers Magazin» riportava questa recensione, datata 22 marzo 1783:

« Oggi il famoso Cavalier Mozart ha dato un'Accademia musicale in suo favore al Teatro Nazionale, eseguendo pezzi assai popolari. L'Accademia fu onorata dalla presenza di un foltissimo pubblico e i due nuovi concerti K 413 e K 415 che Mozart eseguì al fortepiano ottennero entusiastica approvazione. Il nostro Monarca che, contrariamente al solito, volle onorare l'Accademia, si unì all'applauso del pubblico con entusiasmo senza precedenti. »

Il concerto K 413 è strutturato in tre movimenti: un esuberante Allegro iniziale, un Larghetto tipicamente rococò e un Tempo di Menuetto conclusivo.

Il primo tempo è caratterizzato dalla presenza di temi molto semplici, con struttura armonica lineare, senza difficoltà tecniche, in cui evidente è l'adesione allo spirito musicale di J.C. Bach o ad opere di Johann Samuel Schroeter. Unico rilievo è dato alla prima entrata del solista, per la quale Mozart riserva una struttura che si inserisce in una sorta di canone degli archi, concludendo così l'esposizione dell'orchestra.

Il secondo movimento rievoca motivi di carattere rococo, per la presenza di una melodia sviluppata su un basso continuo, e presenta sonorità affini allo stesso movimento della Sonata K 322.

All'ultimo movimento è affidato l'inserimento di nuovi episodi tematici: se generalmente nei concerti di Mozart il minuetto finale si evolve in un rondo, in questo caso questa forma musicale è sviluppata per 32 battute (con alternanza tra pianoforte e orchestra) che nella riesposizione diventano 84, attraverso l'inserimento di motivi diversi.

Dati sull'opera[modifica | modifica wikitesto]

Movimenti

  • Allegro (3/4, Fa maggiore)
  • Larghetto (4/4, Si bemolle maggiore)
  • Tempo di Menuetto (3/4, Fa maggiore)

Luogo e data di composizione

Luogo e data della prima esecuzione

Prime edizioni a stampa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Minardi, Gian Paolo. I Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, Pordenone, Studio Tesi, 1990 ISBN 88-7692-245-8
  • Rattalino, Piero. Il concerto per pianoforte e orchestra, Firenze, Giunti Ricordi, 1988 ISBN 88-09-20117-5
  • Bertoglio, Chiara. Voi suonate, amici cari: La musica di Mozart fra palcoscenico e tastiera, Torino, Marco Valerio, 2005, EAN: 9788875470180
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