Concerto per pianoforte e orchestra in Sol maggiore (Ravel)

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Concerto per pianoforte in sol maggiore
Compositore Maurice Ravel
Tonalità sol maggiore
Tipo di composizione concerto
Epoca di composizione 1921-1931
Prima esecuzione Parigi, 14 gennaio 1932
Pubblicazione Editions Durand, 1932
Dedica Marguerite Long
Organico

pianoforte solista, ottavino, flauto, oboe, corno inglese, clarinetto in mi bemolle, clarinetto in si bemolle e in la, 2 fagotti, 2 corni in fa, tromba in do, trombone, timpani e percussioni, 16 violini, 6 viole, 6 violoncelli, 4 contrabbassi.

Movimenti

1. Allegramente (sol maggiore) 2. Adagio assai (mi maggiore) 3. Presto (sol maggiore)

Il Concerto per pianoforte in sol maggiore è una composizione di Maurice Ravel iniziata nel 1929 e terminata nel 1931. È contemporanea al Concerto per pianoforte per mano sinistra; le due composizioni hanno avuto la loro prima a soli due mesi di distanza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Concerto in sol maggiore è stato cominciato da Ravel subito dopo il suo viaggio negli Stati Uniti, viaggio che intraprese nel 1928. Era stato da poco diagnosticata al compositore un malattia cerebrale che di lì a dieci anni l'avrebbe portato alla morte[1]. Purtuttavia questo fu uno dei periodi più prolifici per il compositore basco, che nello stesso periodo aveva composto, oltre al succitato "Concerto per pianoforte per mano sinistra", il celebre "Bolero". In questo periodo il compositore stava studiando attentamente due brani molto dissimili tra loro: il Mozart del Quintetto per clarinetto e archi e Saint-Saens[2]. La commissione invece non fu del tutto europea. Fu Serge Koussevitzky a commissionarla per il cinquantesimo anniversario della Boston Symphony Orchestra (per il quale aveva già commissionato anche il Konzertmusik per orchestra d'archi e ottoni di Paul Hindemith, la Sinfonia di salmi di Igor Stravinsky e la Prima sinfonia di Arthur Honegger).

Stile[modifica | modifica sorgente]

Non si stacca molto dalla sua precedente produzione in quanto a colori e a disegno musicale, è invece agli antipodi del Concerto per la mano sinistra: quest'ultimo improntato alla drammaticità e al cupo tormento artistico, il primo invece felice, allegro, e, sebbene attraversato da quella vena malinconica che caratterizza il secondo movimento, in generale fresco e spumeggiante. L'orchestrazione leggera e raffinata, definita dalla scelta del minor numero di strumenti scelti però in tutte le famiglie musicali (4 ottoni, diversi tipi di legni, pochi archi e molte percussioni) pongono questo concerto da tutt'altra parte rispetto al Concerto per la mano sinistra. L'armonia è sì raveliana così come l'orchestrazione, ma gli influssi di altre musiche, oltre che dell'impressionismo e della tradizione concertistica per orchestra, si sentono ben presenti: c'è anche un po' del jazz che Ravel conosceva da molto tempo ma solo con il viaggio negli Stati Uniti aveva toccato con mano (la cosiddetta "scala blues" è utilizzata ad esempio nel primo movimento); ci sono le melodie e i ritmi baschi.

I movimenti[modifica | modifica sorgente]

Il concerto si articola in tre movimenti:

  1. Allegramente (sol maggiore)
  2. Adagio assai (mi maggiore)
  3. Presto (sol maggiore)

Il primo e l'ultimo movimento contengono dei vivaci spunti tratti da una progettata ma mai realizzata fantasia per pianoforte e orchestra intitolata "Zaspiak bat" ("Le sette province")[3]. Giochi orchestrali fatti di cadenze jazzistiche, colpi di percussione (dai più animali come l'iniziale colpo di frusta ai rintocchi di triangolo) costituiscono il primo e l'ultimo movimento, in un contesto che qualcuno ha associato alla coeva "Rapsodia in blue" di George Gershwin. Il secondo movimento invece è un dolcissimo adagio, condotto quasi esclusivamente dal pianoforte: i pochi interventi orchestrali sono affidati alle armonie degli archi e ai giochi di luce di 5 legni (flauto, oboe, corno inglese, clarinetto e fagotto) in un'alternanza musicale post-impressionista e pienamente novecentesca. Completamente assenti gli ottoni e le percussioni.

La prima esecuzione[modifica | modifica sorgente]

La prima esecuzione ebbe luogo il 14 gennaio 1932 presso la Salle Pleyel di Parigi. Gli esecutori furono la pianista Marguerite Long (alla quale il concerto è dedicato) e l'Orchestra Lamoreux diretta dallo stesso Ravel. Dopo questa prima esecuzione il concerto riscosse tale successo da essere portato in giro per tutta l'Europa[4].

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ scienzaonline.com
  2. ^ Claudio Casini, "Maurice Ravel", Edizioni Studio Tesi, 1990
  3. ^ flaminioonline.it
  4. ^ Claudio Casini, "Maurice Ravel", Edizioni Studio Tesi, 1990