Concerto n. 2 per pianoforte (Šostakovič)

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Concerto per pianoforte n. 2
Compositore Dmitrij Dmitrievič Šostakovič
Tonalità Fa maggiore
Tipo di composizione concerto
Numero d'opera Op. 102
Epoca di composizione 1957
Prima esecuzione Aula Bol'šoj, Conservatorio di Mosca, 10 maggio 1957. Direttore: Nikolai Anosov; Pianista: Maksim Šostakovič
Dedica Maksim Šostakovič
Durata media 20'
Organico

Archi: violini, viole, violoncelli, contrabbassi;

Legni: 2 flauti, ottavino, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti;

Ottoni: 4 corni;

Percussioni: timpani, rullante;

Cordofoni: pianoforte (solista).

Movimenti

1. Allegro
2. Andante
3. Allegro

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Dmitrij Šostakovič è stato composto ed eseguito per la prima volta nel 1957, con l'Orchestra filarmonica dell'URSS e Maksim Šostakovič, dedicatario dell'opera, al pianoforte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Secondo concerto per pianoforte è stato scritto dal Maestro in occasione del diploma accademico di strumentista del figlio Maksim. In esso Šostakovič sembra augurare al proprio erede quanta più gioia possibile, ma anche esprimere il sollievo ritrovato dopo la morte di Stalin, avvenuta nel 1953.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il concerto, che dura circa 20 minuti, è formato da tre movimenti:

Allegro[modifica | modifica wikitesto]

Nel Primo movimento, ma anche nei successivi, si nota un regolare transito dei temi tra il solista e il resto dell'orchestra. Un tema marziale, ma molto umoristico, è presentato fin dall'inizio, e sonorità sempre più intense si susseguono nella prima parte. Nel mezzo troviamo una cadenza del solista, che ricapitola i temi presentati.

Andante[modifica | modifica wikitesto]

Nella Seconda parte l'organico è ridotto ai soli archi, un corno e, ovviamente, al solista. Il pianista esegue il tema, mentre con la mano sinistra suona un accompagnamento. Il risultato dell'intero movimento è un canto nostalgico e malinconico, con delle sonorità davvero molto delicate.

Allegro[modifica | modifica wikitesto]

Si riprende, con l'ultimo movimenti, l'atmosfera iniziale, attraverso una serie di scale ed arpeggi. Nel movimento sono presenti esercizi del metodo Hanon. Il finale, come molte opere del compositore russo, è al "galoppo", e si chiude infatti con un grande crescendo ed una grande vivacità nella melodia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Pulcini, Šostakovič, EDT, 1988
  • Programma della stagione concertistica 2010 - 2011 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Complete concertos, Paavo Berglund (Dir.), Cristina Ortiz (Pf.), Bournemouth Symphony Orchestra (1975)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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