Concattedrale di Acquaviva delle Fonti

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Concattedrale di Sant'Eustachio
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Puglia
Località Acquaviva delle Fonti
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti
Consacrazione 1623
Stile architettonico romanico, rinascimentale, neoromanico
Inizio costruzione 1158
Completamento 1594
Il rosone

La concattedrale di Sant'Eustachio è la chiesa principale di Acquaviva delle Fonti. È concattedrale della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Costruita romanico nel XII secolo (1158) sulle rovine di un tempietto di origine messapica per volontà del feudatario normanno Roberto Gurguglione, fu ricostruita in stile rinascimentale nel XVI secolo. La chiesa in origine era dedicata all'Assunzione della Vergine Maria e solo più tardi fu intitolata al nome di sant'Eustachio martire .

La primitiva chiesa, ormai malandata e insufficiente alle necessità dell'aumentata popolazione, fu ricostruita a partire dal 1529, quando era feudatario di Acquaviva Giovanni Antonio Donato Acquaviva. Ultimata e aperta al culto nel 1594 durante il governo di Alberto Acquaviva, la chiesa fu consacrata nel 1623 in onore di Sant'Eustachio dall'arcivescovo di Bari e Canosa Ascanio Gesualdo.

Sin dall'origine fu detta “Palatina”, cioè appartenente al re (dal latino palatium che significa “palazzo reale”), probabilmente per preservarla dalle mire degli arcivescovi di Bari. Le chiese palatine per la loro giurisdizione non dipendevano dall'ordinaria potestà ecclesiastica, ma dal sovrano, il quale di solito nominava chierici di suo gradimento e da lui remunerati.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La facciata principale a cuspide, tripartita da lesene e divisa in due ordini (il primo è corinzio, il secondo dorico), è nell'insieme di stile rinascimentale, ma conserva elementi di stile romanico pugliese appartenenti alla costruzione originaria. Questi sono: il magnifico rosone, che si apre nella parte superiore della facciata, e i due capitelli posti sulla pavimentazione del sagrato a sostegno delle basi su cui poggiano i leoni (anch'essi di vaga impronta romanica), che a loro volta sostengono le colonne inquadranti il portale maggiore. L'archivolto di tale portale presenta un bassorilievo in pietra che rappresenta la conversione di sant'Eustachio. La facciata termina con un'ampia quinta triangolare, nel cui mezzo è infissa una lapide che ricorda il nome del feudatario Alberto Acquaviva. Sui tre vertici sono collocate sculture in pietra, rappresentanti san Pietro e san Paolo nei laterali e Maria Vergine seduta con il Bambino sulle ginocchia su quello centrale;

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno, con pianta a croce latina, è suddiviso in tre navate con copertura a volta. La volta maestra è sostenuta da grandi archi, che poggiano su pilastri in pietra con delle colonne a metà sporgenza in direzione dei suddetti archi. I muri perimetrali presentano delle colonne sporte a metà, sormontate da finti pilastrini sostenenti degli archetti. Le volte, come pure i pilastri e le colonne, sono ornati da stucchi. L'altare maggiore, risalente al XVI secolo, è dedicato alla Vergine di Costantinopoli. Le tele ad olio, che ornavano la chiesa primitiva, durante i lavori di ricostruzione furono donate alle chiese di San Domenico, di Santa Maria Maggiore, Sant'Agostino e Santa Maria della Libera. L'organo monumentale fu donato alla chiesa dal vescovo Tommaso Cirielli.

Cripta[modifica | modifica sorgente]

La cripta, probabilmente costruita insieme alla chiesa primitiva, è a forma di parallelogrammo ed è coperta da ventiquattro volte a crociera, sostenute da quattordici colonne marmoree di ordine ionico al centro e da pilastrini poco sporgenti dai muri perimetrali. Addossati al muro posteriore sono tre pregevoli altari. Sul primo di essi è collocato un quadro di Sant'Eustachio, ai cui lati poggiano su mensole due sculture in marmo, che rappresentano rispettivamente la moglie del santo, Teopista, e il gruppo dei figli Teopisto e Agapio.

L'altare centrale, costruito nel 1693 e dedicato al Santissimo Sacramento, è circondato da balaustre in breccia di Francia. Il paliotto, tutto in doppia lamina d'argento, presenta un tempietto ottagonale sormontato da una cupoletta e diviso in tre piani ornati da varie figurazioni. Sull'altare risalta un grande tabernacolo. Il terzo altare, realizzato nel 1753 e dedicato alla Vergine di Costantinopoli, è rivestito interamente di lamine d'argento. Su di esso domina il dipinto di fattura bizantina della suddetta Madonna che tiene in braccio il Bambino. L'immagine della Madonna è ornata da una corona d'argento con pietre preziose, mentre un'altra corona più piccola è posta sul capo del Fanciullo.

Organo[modifica | modifica sorgente]

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne, costruito nel 1905 da Carlo Vegezzi Bossi; lo strumento, nel corso del tempo, è stato oggetto di importanti restauri e rifacimenti, tra cui quello del 1968, condotto da Leonardo Consoli, e quello del 2001-2004 condotto dalla ditta organaria Continiello, durante il quale, tra le altre cose, è stata rimossa la cassa lignea, opera dell'acquavivese Paolo Tritto ed è stata fornita la nuova consolle mobile.

Lo strumento, a trasmissione elettrica, ha tre tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 30. Di seguito, la sua disposizione fonica:

Prima tastiera - Positivo
Bordone 16'
Flauto traverso 8'
Voce dulçan 8'
Viola Gamba 8'
Fugara 4'
Flauto armonico 4'
Piccolo armonico 2'
Unda maris 8'
Clarinetto 8'
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale diapason 8'
Principale dolce 8'
Bordone 8'
Dulciana 8'
Salicionale 8'
Ottava 4'
Ottava dolce 4'
Flauto camino 4'
Quinta 5.1/3'
Duodecima 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Ripieno 6 file
Tromba 8'
Terza tastiera - Espressivo
Controgamba 16'
Eufonio 8'
Principale eolina 8'
Bordone 8'
Ottava eolina 4'
Flauto 4'
Ottavina 2'
Ripieno 4 file
Viola da Gamba 8'
Concerto Viole 3 file
Voce Eterea 8'
Oboe 8'
Voce corale 8'
Pedale
Contrabbasso 16'
Violone 16'
Subbasso 16'
Ottava 8'
Bordone 8'
Violoncello 8'
Ottava 4'
Bombarda 16'

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