Comunità di pratica
Le comunità di pratica e di apprendimento sono gruppi sociali che hanno come obiettivo finale il generare conoscenza organizzata e di qualità cui ogni individuo può avere libero accesso. In queste comunità, a cui si rivolge il progetto educativo all'interno delle istituzioni dell'educazione formale, gli individui mirano a un apprendimento continuo e hanno consapevolezza delle proprie conoscenze. Non esistono differenze di tipo gerarchico: tutti hanno uguale importanza perché il lavoro di ciascuno è di beneficio all'intera comunità.
La finalità è il miglioramento collettivo. Chi entra in questo tipo di organizzazione mira a un modello di condivisione; non esistono spazi privati o individuali, in quanto tutti condividono tutto. Chi ha conoscenza e la tiene per sé è come se non l'avesse. Le comunità di pratica tendono all'eccellenza, a prendere ciò che di meglio produce ognuno dei collaboratori. Questo metodo costruttivista punta ad una conoscenza che si costruisce insieme e rappresenta un modo di vivere, lavorare e studiare.
È questa una concezione che si differenzia notevolmente dalle società di tipo individualistico. Tra queste troviamo la società occidentale dove tra gli uomini prevale la competizione e manca quella collaborazione che invece funge da motore pulsante nelle comunità di pratica.
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[modifica] Le teorie di McLuhan
Fra i più importanti teorici delle comunità di pratica c'è Marshall McLuhan. Ne Gli strumenti del comunicare egli afferma: "nel regime della tecnologia elettrica il compito dell'uomo diventa quello di imparare e di sapere; tutte le forme di ricchezza derivano dallo spostamento d'informazione".
Secondo il mito greco dell'alfabeto, prima dell'arrivo di re Cadmo (che introdusse in Grecia le lettere fonetiche), la conoscenza e il potere erano monopolio sacerdotale, in quanto la scrittura prealfabetica, con i suoi innumerevoli segni, era difficile da apprendere.
Ripercorrendo a grandi passi le più importanti innovazioni che si sono avute per la diffusione del sapere, quali l'alfabeto (IX secolo a.C.), la stampa (XV secolo d.C.) e internet (XX secolo) possiamo dire che oggi la conoscenza è patrimonio di tutti e si costruisce con la collaborazione di ogni membro della società.
Come spiega McLuhan, non c'è da meravigliarsi. Già le lettere fonetiche ed i numeri furono mezzi sufficienti per la frammentazione e la de-tribalizzazione dell'uomo. Con l'avvento della stampa, poi, si ebbe un processo di separazione (o esplosione) delle funzioni mai avutosi in precedenza che si sviluppò rapidamente a tutti i livelli e in tutti i settori; l'essenza formale della pressa tipografica, infatti, consiste “nella capacità di trasferire la conoscenza nella produzione meccanica con la frantumazione di qualsiasi processo in aspetti frammentari da calcolare in una sequenza lineare di parti mobili”. Conseguenze naturali del processo di separazione delle funzioni furono, inoltre, la separazione del pensiero dall'emozione e l'agire senza reagire.
Se la stampa nel XV secolo sfidò gli schemi collettivi dell'organizzazione medievale, oggi c'è una nuova sfida in atto: quella tra l'era elettrica e il nostro individualismo frammentato. Ed è proprio in questa era elettrica che trovano la loro giusta ed ovvia collocazione le comunità di pratica e di apprendimento. Nell'epoca odierna, infatti, tutti sono sempre e reciprocamente coinvolti e i principi che ci sono stati dati dalla stampa, ovvero il distacco e il non coinvolgimento, ormai sono diventati degli ostacoli da superare.
Viviamo in una società che oscilla tra l'individualismo e la divisione dei ruoli (dell'epoca appena conclusa) e la collaborazione e la globalizzazione (tipici dell'era elettrica). Quelli che una volta erano fattori di velocizzazione (la specializzazione, la divisione del lavoro, la catena di montaggio) oggi sono stati messi in secondo piano dalla tecnologia elettronica; l'informazione si sposta alla stessa velocità dei segnali del nostro sistema nervoso. Con i jet e l'elettricità ci è possibile toccare in poche ore ogni parte del globo (es. è possibile mangiare a New York, prendere un aereo e digerire a Parigi).
La velocità elettrica riversa istantaneamente e continuamente sugli uomini le preoccupazioni di altri uomini (es. le immagini catastrofiche che i tg ci mostrano in diretta ogni giorno da ogni parte del mondo). L'uomo sta diventando di nuovo tribale, la famiglia umana diventa di nuovo un'unica tribù e, come sta accadendo nelle comunità di pratica e di apprendimento, si capisce l'importanza del collaborare con i propri simili.
[modifica] Applicazioni del concetto
Oggi sono molte le iniziative che vedono nel lavoro di gruppo (dove con gruppo può anche intendersi l'intera umanità) l'essenza stessa della conoscenza.
Tra le più importanti ricordiamo i wiki, ovvero dei siti web (o collezioni di documenti ipertestuali) che permettono ad ogni utilizzatore di aggiungere contenuti, come nei forum, ma anche di modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori. Il Portland Pattern Repository è stato il primo wiki in assoluto ed è stato creato da Ward Cunningham nel 1995.
Altra grande iniziativa da ricordare è il web semantico, che ha come obiettivo quello di organizzare il sapere e l'informazione depositati in rete secondo un'architettura dinamica e cooperativa, che rifletta una sorta di semantica collettiva (si deva tra l'altro la nozione di intelligenza artificiale). Con questo termine si intende infatti la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove sia possibile pubblicare non più solo documenti (pagine HTML, file di testo, immagini, file multimediali…) ma anche informazioni e dati, in un formato adatto all'interrogazione, all'interpretazione e, più in generale, all'elaborazione automatica.
Entrambe le iniziative sono però in fase di sperimentazione e stanno cercando di mettere un po' di ordine nel caos del web attuale per facilitare, con l'aiuto di tutti, la diffusione del sapere, indispensabile (anche ambiguamente) in un'epoca sempre più concentrata sulla messa in valore della conoscenza individuale e collettiva.
[modifica] Bibliografia
- Hildreth, P & Kimble, C (eds.), Knowledge Networks: Innovation Through Communities of Practice, London: Idea Group Inc., 2004.
- Kimble, C, Hildreth, P & Bourdon, I. (eds.), Communities of Practice: Creating Learning Environments for Educators, Charlotte, NC: Information Age., 2008.
- Saint-Onge, H & Wallace, D, Leveraging Communities of Practice, Butterworth Heinemann, 2003.
- Wenger, E, McDermott, R & Snyder, W.M., Cultivating Communities of Practice, HBS press 2002; tr. it. Wenger, E., McDermott, R., Snyder, W.M., Coltivare comunità di pratica, Guerini e Associati, 2007.
- Wenger E, Communities of Practice: Learning, Meaning, and Identity, Cambridge University Press, 1998; tr. it. Wenger, E., Comunità di pratica, Raffaello Cortina, 2006.
- Chanal. V. Communautés de pratique et management par projet: A propos de l'ouvrage de Wenger (1998), Communities of Practice: Learning, Meaning and Identity, M@n@gement, Vol. 3, No. 1, pp. 1 - 30
- Lave, J & Wenger E, Situated Learning: Legitimate Peripheral Participation, Cambridge: Cambridge University Press, 1991.
[modifica] Voci correlate
- Apprendimento situato
- Comunità di azione
- Comunità di circostanza
- Comunità di intenti
- Comunità di interesse
- Comunità di posizione
- Comunità di pratica virtuale
- Conoscenza tacita
- Intercultura
- Problem finding
- Problem solving
- Marshall McLuhan
- Wiki
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN)Jean Lave, Etienne Wenger and communities of practice
- (EN)Review of Cultivating Communities of Practice by Etienne Wenger
- (EN)Communities of Practice: The social dimension to the virtual world?
- (FR)Comprendre les avantages et l'impact des communautés de pratique
- (FR)Qu'est devenue cette communauté? – Les communautés de pratique qui « disparaissent »
- (FR)Communautés de pratique et gestion de savoirs