Comunità dell'Africa orientale

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Comunità dell'Africa orientale
(EN) East African Community
Comunità dell'Africa orientale
Bandiera
Tipo Organizzazione internazionale
Fondazione 2000
Scopo cooperazione economica
Sede centrale Tanzania Arusha
Area di azione Africa orientale
Membri 5 stati
 
Paesi membri

La Comunità dell'Africa orientale (in inglese: East African Community - EAC) è una comunità economica africana, fondata nel 2000, che comprende Kenya, Tanzania, Uganda, Burundi e Ruanda. Ha la propria sede centrale ad Arusha, in Tanzania.

L'EAC fu fondata come primo elemento di un accordo economico (e in prospettiva anche politico) fra le nazioni membro. Nel 2004, un ulteriore trattato ha decretato l'abolizione dei dazi doganali sulle merci in circolazione all'interno dell'EAC. La libera circolazione dei beni è entrata in vigore il 1º gennaio 2005, con l'eccezione dei beni in uscita dal Kenya (il paese più ricco dei tre), che saranno soggetti a dazio fino al 2010.

L'EAC rappresenta un passo intermedio verso la prevista unione federale dei suoi membri nella Federazione dell'Africa orientale, prevista secondo i progetti iniziali per il 2013 ma attualmente ostacolata dalla contrarietà dell'opinione pubblica tanzaniana a procedere in tempi brevi.

Membri[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'EAC moderno rappresenta la reiterazione di un progetto precedente, conclusosi nel 1977 in seguito a vicende politiche turbolente nell'area. Kenya, Tanzania e Uganda, essendo state soggette al medesimo potere coloniale, collaboravano economicamente già dall'inizio del XX secolo. La rottura del 1977 portò gravi contraccolpi sull'economia dei singoli paesi, il cui sistema economico era stato di fatto sempre basato sulla collaborazione reciproca.

La riconciliazione economica fu guidata dai presidenti Moi (Kenya), Mwinyi (Tanzania) e Museveni (Uganda); il primo atto fu la firma di un trattato di cooperazione, avvenuta ad Arusha il 30 novembre 1993. Il trattato prevedeva la collaborazione non solo sul piano economico, ma anche a livello politico, sociale, culturale, scientifico, tecnologico, militare e legale. Il 30 novembre 1999 fu firmato l'accordo che sanciva la restaurazione dell'EAC, accordo divenuto operativo il 7 luglio 2000.

Lo statuto della nuova EAC prevede una serie di indicazioni di ordine socio-politico per le nazioni membro, come l'aderenza al sistema democratico, la trasparenza, la giustizia sociale, l'applicazione di principi di pari opportunità e dei diritti umani. Essa si ispira anche all'African Charter on Human and Peoples' Rights (ACHPR).

Progetti futuri[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'estensione dell'appartenenza all'EAC ad altre nazioni, fra i progetti futuri dell'organizzazione c'è l'introduzione di una moneta unica, prevista per il 2012. La moneta si chiamerà scellino dell'Africa Orientale.

Organismi dell'EAC[modifica | modifica wikitesto]

L'EAC ha un proprio organismo giuridico, la Corte di giustizia dell'Africa orientale (East African Court of Justice) e un proprio organismo giuridico, l'Assemblea legislativa dell'Africa orientale (East African Legislative Assembly).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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