Comunicazione non violenta

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La comunicazione nonviolenta (CNV), chiamata anche comunicazione empatica, comunicazione collaborativa o linguaggio giraffa[1], è un processo di comunicazione assertivo sviluppato da Marshall Rosenberg a partire dal 1960, e diffuso dal suo Centro per la comunicazione non violenta. Il termine "linguaggio giraffa" si riferisce a uno dei pupazzi-marionette che Rosenberg utilizza nei suoi seminari e conferenze per spiegare i metodi di comunicazione efficaci. Rosenberg scelse questo animale perché il suo lungo collo gli permette di avere un'ampia visione, e per il fatto che ha il cuore più grande tra i mammiferi terrestri.[1]

La comunicazione non violenta funziona come processo per la risoluzione dei conflitti. Essa si concentra su tre aspetti della comunicazione:

  • l'auto-empatia (definita come una profonda consapevolezza e compassionevole esperienza interiore)
  • l'empatia (definita come l'ascolto di un altro con profonda compassione)
  • auto-espressione onesta (esprimersi autenticamente in modo da ispirare compassione negli altri). La comunicazione non violenta si basa sull'idea che tutti gli esseri umani hanno la capacità di compassione e ricorrono alla violenza o a un comportamento che danneggia gli altri quando non riconoscono le strategie più efficaci per soddisfare i propri bisogni. Le abitudini di pensare e di parlare che portano all'uso della violenza (psicologica e fisica) sono apprese attraverso la cultura.[2]

La CNV ha influenzato molte discipline psicologiche per la risoluzione dei conflitti interpersonali, come quella del Love Lab di John Gottman.[3] .

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Vilma Costetti, Comunicazione nonviolenta
  2. ^ THE TRAVELING PEACEMAKER: A CONVERSATION WITH MARSHALL ROSENBERG
  3. ^ David Servan-Schreiber, Guarire. Una nuova strada per curare lo stress, l'ansia e la depressione senza farmaci né psicanalisi, 2003, pag 206
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