Comuni d'Italia

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Categorie: Politica, Diritto e Stato

Il comune, in Italia, è l'ente locale fondamentale, autonomo ed indipendente secondo i princìpi consolidatisi nel Medioevo, e ripresi, in modo relativamente limitato, dalla rivoluzione francese, previsto dall'art. 114 della Costituzione. Può essere suddiviso in frazioni, le quali possono a loro volta avere un limitato potere consultivo grazie alle consulte di frazione.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Mappa dei comuni italiani (aggiornata al 24 febbraio 2014)

L'Italia ha 8 057 comuni al 22 febbraio 2014[1]. Di questi, in base ai dati ISTAT dell'anno 2007, circa 500 superano i 15.000 abitanti, circa 150 superano i 50.000 abitanti, tra cui 80 capoluoghi di provincia (37 capoluoghi hanno invece popolazione inferiore ai 50.000 abitanti). Le principali differenze rispetto alla numerosità della popolazione riguardano il Piemonte composto da 1.206 Comuni (media: un Comune ogni 3.700 abitanti), la Toscana con 287 comunità (media: 13.065 abitanti), e il Molise da 136 (media: 2.351 abitanti).

Nel 1861, anno dell'unità d'Italia, i comuni erano 7.720. In corrispondenza del censimento del 1921 è stato registrato il maggior numero di comuni (9.195), mentre al censimento successivo del 1931 si registrarono 7.311 comuni, valore minimo raggiunto.[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Ogni comune appartiene a una provincia, ma la provincia non fa da tramite nei rapporti con la regione e questa in quelli con lo Stato a livello gerarchico, poiché esso, essendo dotato di personalità giuridica, può avere rapporti diretti con la regione e con lo Stato e anzi.Tutti gli enti locali sopra citati disciplinano, con proprio regolamento, in conformità allo statuto, l'ordinamento generale degli uffici e dei servizi, in base a criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di gestione e secondo i principi di professionalità e responsabilità.

I comuni possono ripartire il proprio territorio in circoscrizioni al fine di assicurare alla popolazione una più diretta partecipazione all'amministrazione. Alla circoscrizione sono delegati poteri che vanno al di là della mera funzione consultiva (per la quale possono essere previsti nello statuto del comune, previsto ai sensi del decreto legislativo 267 del 2000, testo unico, ed introdotto dalla legge Bassanini, appositi comitati o consulte di quartiere). La Legge Finanziaria del 2007 ha modificato i termini per la costituzione delle circoscrizioni, rendendole obbligatorie in comuni con una popolazione superiore a 250.000 abitanti (non più 100.000) ed opzionali, invece, ove la popolazione è compresa tra 100.000 e 250.000 abitanti (prima l'intervallo era 30.000 - 100.000 abitanti)

Il comune ha come organi politici il consiglio comunale, la giunta comunale e il sindaco.

Le città[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città d'Italia.

I comuni si possono fregiare del titolo di città se esso viene loro conferito con specifico provvedimento (decreto) adottato dal capo dello Stato, di iniziativa autonoma o su proposta del governo o del comune interessato.

I comuni dotati del titolo di città portano al di sopra dello stemma la corona d'oro loro spettante, salvo eccezioni[non chiaro] e con la generale esclusione della provincia di Bolzano. Gli stemmi sono assegnati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri (d.P.C.m.) su proposta del Dipartimento del cerimoniale dello Stato – Ufficio onorificenze e araldica pubblica (ripartizione della Presidenza del Consiglio nata dalla trasformazione della Consulta araldica, soppressa ai sensi delle disposizioni finali della costituzione repubblicana).

Comuni delle regioni autonome[modifica | modifica sorgente]

Regione autonoma Valle d'Aosta[modifica | modifica sorgente]

Nella Valle d'Aosta è in vigore una corposa legislazione in materia comunale concernente sia gli aspetti organizzativi che quelli elettorali, finanziari e burocratici. La norma principale è la legge regionale n. 54 del 7 dicembre 1998, e successive modificazioni, che regola il sistema delle autonomie della valle.[3] In materia elettorale era invece già intervenuta la legge regionale n. 4 del 9 febbraio 1995, e successive modificazioni, liberamente ispirata alle riforme apportate a livello nazionale.[4] Caratteristica specifica della legislazione valdostana è l'elezione diretta del vicesindaco, che diviene così un organo inamovibile dell'amministrazione comunale.

I toponimi della Valle d'Aosta presentano un'unica forma, in lingua francese, ad eccezione di Aosta (it. Città di Aosta, fr. Ville d'Aoste), Breuil-Cervinia e dei toponimi dei comuni di Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité (in dialetto titsch) e di Issime (in francese e dialetto issimese töitschu). Ai comuni valdostani spetta tuttavia una doppia denominazione, in lingua francese (commune) e in lingua italiana, che si affianca a quella in lingua tedesca per i comuni per i quali è prevista (i già citati Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime). In questo caso, la traduzione di comune in tedesco è Gemeinde (per Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité) e Gemeindeverwaltung (per Issime).

Regione autonoma Trentino-Alto Adige[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comuni mercato della provincia di Bolzano.

Nel Trentino-Alto Adige i comuni sono normati dal Testo unico delle leggi regionali approvato con decreto del presidente della Regione n. 3/L del 1º febbraio 2005.[5] A dispetto del nome, tale fonte legislativa non è un documento esauriente come accade nel corrispondente atto nazionale, ma contiene una serie di rimandi a varie leggi precedenti già in vigore. Il correlato decreto n. 1/L regola l'elezione degli organi municipali stabilendo, caso unico in Italia, il sistema elettorale proporzionale per la composizione dei consigli comunali nella Provincia autonoma di Bolzano, in modo da non alterare i rapporti di forza fra le varie comunità linguistiche.[6]

Ai comuni della Provincia autonoma di Bolzano spetta doppia denominazione, in lingua tedesca e in lingua italiana, che si affianca a quella di lingua ladina per i comuni per i quali è prevista. La traduzione di comune in ladino dolomitico è chemun o comun (ufficiale anche per i comuni ladini della Provincia autonoma di Trento), mentre in tedesco è:

  • Gemeinde, per i comuni a cui non sia stato conferito il titolo di città;
  • Stadtgemeinde, per i comuni a cui sia stato conferito il titolo di città;
  • Marktgemeinde, riservata ai comuni che già godevano del titolo di Markt nell'impero austro-ungarico, prima dell'annessione dell'Alto Adige al Regno d'Italia avvenuta a seguito della prima guerra mondiale. Ora la giunta regionale può conferire questo titolo, nel caso un comune abbia raggiunto i 5 000 abitanti e la sua traduzione italiana sarebbe ufficialmente borgata. Per ora se ne contano 16, mentre le città sono 8 e i comuni in totale 116.

Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica sorgente]

Nel Friuli-Venezia Giulia il legislatore regionale ha utilizzato solo parzialmente le facoltà concessegli dalla riforma costituzionale del 1993, lasciando espressamente in vigore le norme nazionali non incompatibili con le deliberazioni locali. Nella normativa si segnala la legge regionale n. 1 del 2006 sulle autonomie locali[7] e, in materia elettorale, la legge regionale n. 14 del 9 marzo 1995 e successive modificazioni.[8] Si noti come questa legge, come per parte statale il decreto legislativo n. 9 del 2 gennaio 1997[9] di attuazione della riforma costituzionale del 1993, fanno in più punti riferimento alla normativa nazionale vigente, che all'epoca era la legge n. 142 dell'8 giugno 1990 così come modificata nel 1993:[10] ciò sottopone i comuni della regione ad un incrocio di norme estremamente complesso e atipico, dato che oltre alla legislazione regionale e a quella nazionale non incompatibile, rimangono qui in vigore anche alcune norme nazionali del passato abrogate nel resto d'Italia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diffusione dello sloveno in Italia#Comuni tutelati e Lista di toponimi dei comuni in lingua friulana.

Per quanto concerne il bilinguismo, nelle province di Gorizia, Udine e Trieste alcuni comuni hanno un doppio nome e una doppia denominazione, in italiano e sloveno. Il comune è chiamato in questi casi občina. Nelle province di Udine, Gorizia e Pordenone alcuni comuni al nome italiano affiancano il nome in friulano. La denominazione in questi casi è comun.

Regione autonoma Siciliana[modifica | modifica sorgente]

In Sicilia, in ambito legislativo regionale, è in vigore la legge regionale 6 marzo 1986 numero 9, che gli enti territorali amministrativi portano la denominazione di "province regionali"[11].

Dal 2013 l'Assemblea regionale Siciliana ha approvato una normativa che prevede l'applicazione dello Statuto siciliano l'articolo 15[12], che prevede l'istituzione dei consorzi comunali nell'isola, che di fatto abolisce la legge regionale 9/1986.

Regione autonoma della Sardegna[modifica | modifica sorgente]

La Sardegna è l'unica regione autonoma a non aver ancora esercitato in maniera organica i suoi poteri in tema di amministrazione comunale; nell'isola si applica quindi il Testo Unico nazionale, con l'eccezione delle deroghe particolari stabilite da alcune specifiche leggi regionali. Le modifiche in materia approvate e proposte a livello centrale hanno tuttavia stimolato anche in Sardegna l'attivismo del legislatore regionale, dapprima sospendendo l'applicazione in loco delle nuove norme nazionali, e quindi annunciando con la legge regionale n. 11 del 25 maggio 2012 un imminente riordino delle autonomie locali sarde.[13]

Roma Capitale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Roma Capitale.

Dal 3 ottobre 2010 la capitale d'Italia è amministrata da un ente territoriale speciale, chiamato Roma Capitale, che sostituisce il comune. L'ente ha poteri maggiori rispetto a un comune e ha un proprio statuto che ne determina i principî e l'ordinamento.

Elenchi[modifica | modifica sorgente]

Elenco alfabetico dei comuni[modifica | modifica sorgente]

Di seguito si riporta l'elenco alfabetico dei comuni italiani:

Elenco dei comuni per regione[modifica | modifica sorgente]

Queste voci sono tabelle ordinabili per nome, provincia, superficie o numero di abitanti.

Elenco dei comuni per provincia[modifica | modifica sorgente]

Un elenco dei comuni per ciascuna provincia è disponibile nelle voci sulle singole province italiane.

Elenco dei comuni soppressi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comuni soppressi dell'Italia.

Modifiche territoriali e amministrative dei comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Modifiche territoriali e amministrative dei comuni d'Italia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Codici comuni, province e regioni
  2. ^ Studio Cittalia - ANCI
  3. ^ Sito VDA.
  4. ^ Sito VDA.
  5. ^ Testo unico sull'ordinamento comunale nel TAA.
  6. ^ Testo unico sulle elezioni comunali nel TAA.
  7. ^ Consigli regionale del FVG.
  8. ^ Testo normativo.
  9. ^ Testo normativo.
  10. ^ Testo normativo.
  11. ^ Regione Siciliana: legge regionale 9/1986 - Istituzione della provincia regionale
  12. ^ Statuto della Regione Autonoma Siciliana
  13. ^ Testo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 1996. ISBN 88-348-6210-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]