Computazione reversibile

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La computazione reversibile è un modello di computazione non convenzionale nel quale il processo di calcolo è invertibile. In particolare, si consideri una formalizzazione operazionale del calcolo, ad esempio ad automi, dove una funzione di transizione descrive l'evoluzione della macchina da uno stato ad un altro. Affinché il calcolo sia reversibile, la funzione deve necessariamente essere iniettiva.

Vi sono due tipi di reversibilità che si cerca di ottenere la reversibilità fisica e quella logica.[1]

La reversibilità fisica consentirebbe di ottenere dei risultati senza aumentare l'entropia del sistema. Per poter essere reversibile fisicamente un calcolatore deve essere anche logicamente reversibile, come affermato da Rolf Landauer[2]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Reversible and Quantum Computing Group (Revcomp)
  2. ^ Rolf Landauer, Irreversibility and heat generation in the computing process in IBM Journal of Research and Development, vol. 5, 1961, pp. 183-191.
Informatica Portale Informatica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Informatica