Composizioni di Pëtr Il'ič Čajkovskij

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1leftarrow.pngVoce principale: Pëtr Il'ič Čajkovskij.

Il vasto catalogo delle composizioni di Pëtr Il'ič Čajkovskij spazia attraverso tutti i generi, includendo sinfonie, opere, balletti, musica sinfonica, musica da camera e musica sacra.

Tra le sue composizioni più popolari (non necessariamente le più apprezzate dalla critica e dal compositore stesso), i tre balletti Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci, le ultime tre sinfonie, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 e l'Ouverture 1812.

Culturalmente distante dai compositori russi a lui contemporanei d'ispirazione nazionalista, passati alla storia come il Gruppo dei Cinque, Čajkovskij rivelò nella sua musica uno spirito cosmopolita, studiando tutta la vita la musica dell'Europa occidentale.

Pervase da una sensibilità estenuata e da una naturale eleganza, le sue partiture presentano nondimeno tratti talora distintamente russi, sia nella predilezione per il modo minore, sia soprattutto nel profilo delle melodie, talvolta ricavate dalla tradizione popolare o dalla liturgia ortodossa.

Per maggiori dettagli, commenti ed analisi sulle composizioni vedi "Cataloghi delle composizioni" (particolarmente la sezione "Works" del sito in inglese "Tchaikovsky-Research", sito accademico dedicato al compositore) e i Collegamenti esterni.

Balletti[modifica | modifica sorgente]

Bozzetto originale per il secondo atto de Il lago dei cigni, Mosca, 1877.

Il genere a cui Čajkovskij deve maggiormente la sua popolarità è quello del balletto.[1][2]

  • Il lago dei cigni (Лебединое озеро), op. 20 (1875-6). Fu il primo balletto di Čaikovskij, rappresentato, pur con qualche taglio, al Teatro Bol'šoj di Mosca, nel 1877. Fu pienamente apprezzato solo dopo la morte del musicista.
  • Lo Schiaccianoci (Щелкунчик), op. 71 (1891-2). Anche se il compositore rimase meno soddisfatto dell'impegno profuso per questo balletto, Lo Schiaccianoci è uno dei suoi lavori più popolari, anche grazie alla suite realizzata dallo stesso Čaikovskij, ed il suo fascino risiede in un peculiare sentimento di magico e di fatato legato al sogno e al ritorno a un sentire ingenuo.

Opere liriche[modifica | modifica sorgente]

(Le date tra parentesi si riferiscono all'inizio della composizione, cfr. Warrack, 1973, da p. 271, op. cit., vedi "Bibliografia").

Čajkovskij scrisse undici[3] opere liriche:

  • Il Voevoda (Воевода), op. 3 (1867-8).
  • Undina (Ундина) (1869), parzialmente perduta (distrutta dall'autore)[4].
  • L'Opričnik (Опричник) (1870-2).
  • Il fabbro Vakula (Кузнец Вакула) (1874) rappresentata a San Pietroburgo nel 1876. L'opera fu rielaborata nel 1885 con il titolo Gli stivaletti.
  • Evgenij Onegin (Евгений Онегин), op. 24 (1877-8), dall'omonimo romanzo in versi di Aleksandr Puškin, che ottenne un ampio consenso nella rappresentazione del 1881 (la prima era avvenuta nel 1879).
  • La Pulzella d'Orleans (Орлеанская дева) (1878-9), rappresentata a San Pietroburgo nel 1881.
  • Mazepa (Мазепа) (1881-3), opera in tre atti tratta da Puškin; un tipico melodramma russo che narra la storia d'amore tra un condottiero, una giovane donna ed il suo giovane innamorato, con risvolti intensi e drammatici. Venne rappresentata a Mosca nel 1884.
  • Gli stivaletti (Черевички) (1885), revisione de Il fabbro Vakula.
  • La maliarda (Чародейка) (1885-7), rappresentata a San Pietroburgo nel 1887.
  • La dama di picche (Пиковая дама) (1890), op. 68, sempre tratta da Puškin, e considerata il suo capolavoro teatrale, mostra particolari accenti di intensità macabra e angosciosa («Quest'opera ha in sé qualcosa di spaventoso», affermò lo stesso Čajkovskij). Rappresentata a San Pietroburgo nel 1890.
  • Iolanta (Иоланта) (1891), op. 69, opera in un atto, libretto del fratello del compositore, Modest, dal dramma La figlia del re René (1846) dello scrittore danese Henrik Hertz (1798-1870). Ultima creazione lirica del compositore ebbe nascita contemporanea assieme al balletto Lo Schiaccianoci, e come dittico venne presentata a San Pietroburgo nel 1892. L'amore restituisce la vista ad una fanciulla cieca dalla nascita. Mahler ebbe un interesse particolare per quest'opera che diresse ad Amburgo solo sedici giorni dopo la prima assoluta in Russia. È un lavoro strutturalmente molto particolare e con novità di stile.

Opere orchestrali[modifica | modifica sorgente]

Sinfonie[modifica | modifica sorgente]

Le prime tre sinfonie, interessanti ma un po' acerbe, presentano un legame più diretto con il nazionalismo musicale russo. Le ultime tre e la Sinfonia Manfred si soffermano su temi più intensamente sentiti da Čajkovskij, quali il fato, l'angoscia esistenziale e – in particolare la Sesta – la morte.[5]

  • Sinfonia n. 1 in sol minore, op. 13, Sogni d'Inverno (1866)
  • Sinfonia n. 2 in do minore, op. 17, Piccola Russia (1872)
  • Sinfonia n. 3 in re maggiore, op. 29, Polacca (1875)
  • Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 (1877-8), dominata dal trepidante tema musicale del "destino": «un'ombra costante che ostacola il raggiungimento della felicità, … una sorta di veleno per l'anima», che comparirà ben nove volte nel corso del primo movimento. I tempi centrali si caratterizzano per la loro magia e per la loro soave fattura, mentre il finale si presenta come estenuata ricerca della gioia umana.
  • Sinfonia Manfred, in si minore, op. 58 (1885), basata sul dramma gotico Manfred di George Gordon Byron, percorso dai temi, tipicamente romantici, della colpa e dello spirito prometeico, mentre i tempi centrali sono dominati da un delicato e avvolgente sentimento della natura.
  • Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64 (1888), ancora una volta dominata da un tema legato al "destino", ma dal profilo questa volta più morbido, che dopo avere compiuto una prima apparizione nel massiccio primo movimento, sorta di inno a un eroismo rassegnato, e dopo avere turbato i dolcissimi volteggi amorosi del secondo movimento, nel finale appare trasformato nel fulcro di uno sfarzoso inno alla Provvidenza divina.
  • Sinfonia in mi bemolle maggiore, abbozzata tra il 1891 e il 1892 e poi abbandonata. Nella primavera del 1891, per più spinte creative ed emozionali, il musicista stava pensando ad una nuova sinfonia che iniziò ad abbozzare mentre si dirigeva in America per il suo giro concertistico. Gli schizzi erano diversi, in modo minore e in mi bemolle maggiore; essi portavano anche annotazioni programmatiche (vedi quanto detto in "La morte", Biografia). Insoddisfatto, Čajkovskij tuttavia non distrusse il materiale prodotto, come in un primo momento aveva pure dichiarato: il primo tempo venne riutilizzato per la creazione del Terzo Concerto per pianoforte ed orchestra. Tra il 1951 ed il 1955 il musicologo sovietico Semën Bogatyrev produsse una versione completa della sinfonia, eseguita a Mosca (e nota come "Settima Sinfonia") il 7 febbraio 1957 ed incisa su disco più volte nel corso del tempo[6]. Le parti "mancanti" originarie erano infatti esistenti, sotto altre spoglie, nel cosiddetto Andante e Finale per pianoforte ed orchestra (curato dall'allievo Sergej Ivanovič Taneev nel 1895) e così pure il terzo tempo, rielaborato da Čajkovskij come a solo di piano dell'op. 72 (n.10) e che Bogatyrev introdusse nella propria ricostruzione[7].
  • Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74, Pathétique (1893), dominata da un programma enigmatico, forse intimamente collegato agli ultimi sentimenti di vita di Čajkovskij e perfino alla sua morte misteriosa, che, dopo l'appassionato movimento d'apertura e il successivo, etereo valzer, cui l'insolito movimento di 5/4 conferisce una sfumatura straniata e sottilmente inquieta, sembra esplodere nel parossismo d'eccitazione del terzo tempo, dai toni spettrali e accesamente visionari, densi di una gioia straripante ed equivoca, e nell'affranto Adagio lamentoso finale. Particolarmente rilevanti alcune dichiarazioni dello stesso autore in merito alla sua ultima sinfonia: «ho in essa riposto tutta la mia anima», «ed essa è penetrata da un carattere che resterà per chiunque altro un enigma».[8]

Concerti e pezzi concertanti[modifica | modifica sorgente]

  • Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore, op. 23, (1874-5). Dei tre concerti per pianoforte e orchestra è il più conosciuto e apprezzato. Fu all'inizio respinto dall'esecutore per cui era stato pensato, il pianista Nikolaj Grigorevič Rubinštejn, il quale vedeva in esso una composizione poco ricca e poco interpretabile; pertanto debuttò con Hans von Bülow a Boston nel 1875. Opera tra le più popolari del suo autore, si caratterizza per lo stile vivido e folgorante e per il grandioso incipit.
  • Sérénade mélancolique per violino e orchestra, op. 26 (1875)
  • Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33 (1876-7), Čajkovskij considerava quest'opera uno dei suoi capolavori.
  • Valse-Scherzo per violino e orchestra, op. 34 (1877)
  • Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 35 (1878), fu composto in meno di un mese tra il marzo e l'aprile 1878, ma la sua prima esecuzione ebbe luogo solo nel 1881 perché Lipót Auer, il violinista a cui Čajkovskij intendeva dedicare il lavoro, si rifiutò di interpretarla. Tuttavia nel tempo il concerto si è guadagnato una grande notorietà.
  • Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol maggiore, op. 44, (1879-80)
  • Fantasia di concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore, op. 56 (1884)
  • Pezzo capriccioso per violoncello e orchestra, op. 62 (1888)
  • Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in mi bemolle maggiore op. postuma 75, (1893), la sua storia è connessa a quella della "Sinfonia in mi bemolle maggiore". Si tratta di un Allegro brillante che altro non è se l'elaborazione del primo movimento della Sinfonia abbandonata. L'idea era quella di un concerto nei classici tre tempi, ma vista la lunghezza generale, il compositore decise di farne un concerto ad un solo movimento. Il secondo e terzo movimento, un Andante ed un Finale, vennero terminati solo nella parte solistica con schizzi della strumentazione. Alla fine del giugno 1894 l'allievo Sergej Ivanovič Taneev curò la pubblicazione del Concerto, eseguendolo il 19 gennaio 1895. In seguito, su invito di Modest I. Čajkovskij, completò ed orchestrò anche l'Andante e Finale e lo interpretò a Mosca. Successivamente ancora Taneev ritoccò la parte pianistica (1897), eseguendolo nelle sue tre parti il 17 ottobre 1898 a San Pietroburgo. Poco noto e di solito eseguito nella forma voluta da Čajkovskij, ha un tono brillante, in linea con il concertismo pianistico russo dell'epoca, ma pure rivolto al clima di fine secolo[9].
  • Andante e Finale per pianoforte e orchestra, op. postuma 79 (1893)
  • Concerto per violoncello e orchestra (abbozzo basato su un frammento di 60 battute trovato sul retro dell'abbozzo dell'ultimo movimento della sesta sinfonia)
  • Pezzo di concerto per flauto e archi, TH 247 op. posth. (1893)
Il musicista (a destra) con il pianista Aleksandr Il'ič Ziloti (Siloti) (1863-1945), celebre esecutore del Concerto n. 1 e 2 ed altro ancora, di cui approntò (dopo la morte dell'autore) proprie versioni. La foto è del 7 gennaio 1888, Lipsia.

Musica a programma e pezzi commissionati[modifica | modifica sorgente]

Di particolare pregio sono l'ouverture-fantasia Romeo e Giulietta e la fantasia sinfonica Francesca da Rimini, ispirate a due classici della letteratura.

Suite orchestrali e serenate[modifica | modifica sorgente]

Čajkovskij scrisse anche quattro suite per orchestra, composte nel periodo tra la Quarta e la Quinta sinfonia. In origine pare che fosse tentato di chiamare sinfonie anche questi lavori ma si convinse a cambiarne il titolo.

  • Suite n. 1 in re minore, op. 43 (1878–1879), dedicata a Nadežda Filaretovna von Meck
  • Suite n. 2 in do maggiore, op. 53 (1883), l'organico comprende anche quattro fisarmoniche "ad libitum".
  • Suite n. 3 in sol maggiore, op. 55 (1884), il coreografo George Balanchine (1904-1983) realizzò una famosa coreografia, Theme and Variations sul movimento finale di questa suite, New York 1947, con Alicia Alonso.
  • Suite n. 4 in sol maggiore, op. 61 (1887), il sottotitolo della composizione è "Mozartiana" basandosi interamente su pezzi di Mozart: il K. 574, 355, 618 e 455, segno dell'amore per il compositore salisburghese.
  • Serenata per archi, op. 48 (1880)
  • Lo schiaccianoci, op. 71a, suite dal balletto omonimo (1892)

Musiche di scena[modifica | modifica sorgente]

  • Il falso Dmitrij e Vasilij Šujskij (1867), musiche di scena per il dramma omonimo di Aleksandr Ostrovskij
  • La fanciulla delle nevi, op. 12 (1873), musiche di scena per il dramma omonimo di Aleksandr Ostrovskij. Ostrovskij adattò in dramma una popolare fiaba russa,[10] e la partitura che Čajkovskij scrisse per essa fu sempre uno dei suoi lavori preferiti. Contiene molta musica vocale, ma non è una cantata o un'opera.
  • I Montenegrini ricevono la notizia della dichiarazione di guerra della Russia alla Turchia (1880), musica per un quadro
  • Il Voevoda (1886), musiche di scena per una scena del dramma di Ostrovskij Un sogno sul Volga
  • Amleto, op. 67b (1891), musiche di scena per Amleto di William Shakespeare.

Pianoforte[modifica | modifica sorgente]

  • Due pezzi, op. 1 (1867)
    • Scherzo à la russe
    • Impromptu
  • Souvenir de Hapsal, op. 2, 3 pezzi (1867)
  • Valse-caprice in re maggiore, op. 4 (1868)
  • Romanza in fa minore, op. 5 (1868)
  • Valse-scherzo in la maggiore, op. 7 (1870)
  • Capriccio in sol bemolle maggiore, op. 8 (1870)
  • 3 Morceaux, op. 9 (1870)
    • 1. Rêverie
    • 2. Polka de salon
    • 3. Mazurka de salon
  • 2 Morceaux, op. 10 (1871)
    • 1. Nocturne
    • 2. Humoresque
  • 6 pezzi, op. 19 (1873)
    • 1. Rêverie du soir (Вечерние грезы) in sol minore
    • 2. Scherzo humoristique (Юмористическое скерцо) in re maggiore
    • 3. Feuillet d'album (Листок из альбом) in re maggiore
    • 4. Nocturne (Ноктюрн) in do diesis minore
    • 5. Capriccioso (Каприччиозо) in si bemolle maggiore
    • 6. Thème original et variations (Тема и вариации) in fa maggiore
  • 6 Morceaux, op. 21 (1873)
  • Gran Sonata per pianoforte in sol maggiore, op. 37 (1878)
  • Le stagioni, Op. 37a (1876), 12 pezzi ispirati a tenerissima e sognante malinconia.
  • Album pour enfants, op. 39, 24 pezzi per pianoforte (1878)
  • 12 Morceaux de difficulté moyenne, op. 40 (1878)
  • 6 Morceaux, op. 51 (1882)
  • Dumka, scena rustica russa in do minore per pianoforte, op. 59 (1886)
  • 18 Morceaux per pianoforte, op. 72 (1892). Alcuni di questi pezzi sono stati usati in un concerto per violoncello di Gaspar Cassadó.
  • Sonata per pianoforte n. 2 in do diesis minore, op. postume 80 (1865)

Musica da camera[modifica | modifica sorgente]

  • Movimento per quartetto d'archi in si bemolle maggiore, op. postuma (1865)
  • Quartetto per archi n. 1 in re maggiore, op. 11, il cui primo tempo suscitò l'ammirazione commossa di Lev Tolstoj (1871)
  • Quartetto per archi n. 2 in fa maggiore, op. 22 (1874)
  • Quartetto per archi n. 3 in mi bemolle minore, op. 30 (1875)
  • Souvenir d'un lieu cher per violino e pianoforte, op. 42 (1878)
  • Trio per pianoforte in la minore, op. 50 (1882)
  • Souvenir de Florence, sestetto per archi in re minore, op. 70 (1890)

Musica vocale[modifica | modifica sorgente]

Canzoni[modifica | modifica sorgente]

  • 6 romanze, op. 6 (1869)
  • 6 canzoni, op. 16 (1872)
  • 6 canzoni, op. 25 (1874)
  • 6 canzoni, op. 27 (1875)
  • 6 canzoni, op. 28 (1875)
  • 6 canzoni, op. 38 (1878)
  • 6 duetti con pianoforte, op.46 (1880)
  • 7 canzoni, op. 47 (1880)
  • 16 canzoni per bambini, op.54 (1883)
  • 6 canzoni, op. 57 (1884)
  • 12 canzoni, op. 60 (1886)
  • 6 canzoni, op. 63 (1887)
  • 6 canzoni su testi francesi, op.65 (1888)
  • 6 canzoni, op. 73 (1893)

Musica corale[modifica | modifica sorgente]

  • Cantata (Inno) in occasione della celebrazione del cinquantesimo giubileo del cantante Osip Petrov, per tenore, coro e orchestra, testo di Nikolaj Nekrasov (1875)
  • Inno alla Trinità (1877)
  • Liturgia di San Giovanni Crisostomo, op. 41 (1878)
  • Veglia notturna, op. 52, per coro (1881)
  • Mosca (1883)
  • 9 pezzi sacri (1884–5)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Un intero, piccolo ma denso volume di analisi dettagliata dei tre balletti, è ad opera di uno specialista inglese sul musicista, John Warrack, 1993, vedi "Bibliografia".
  2. ^ Oltre alle schede presenti nella sezione "Works" del "Tchaikovsky Research" in lingua inglese (vedi "Siti Specifici" in "Collegamenti esterni"), chi conosce il tedesco può trovare la dissertazione di uno specialista, Thomas Kohlhase, qui: http://www.tschaikowsky-gesellschaft.de/index_htm_files/Ballette.pdf.
  3. ^ Il musicista lavorò a diversi altri progetti (vedi la pagina specifica con rinvii, nel sito "Tchaikovsky Research").
  4. ^ Vedi in proposito la scheda del sito "Tchaikovsky Research"
  5. ^ Cfr. il recente volume di Ferruccio Tammaro, Čajkovskij. Il musicista, le sinfonie, 2008: studio monografico sulle sinfonie corredato di una ricca sezione critico-biografica e di apparati diversi, vedi "Letteratura e media" e "Bibliografia".
  6. ^ Il musicologo ha lasciato nella prefazione alla partitura il dettaglio dei materiali a sua disposizione e del complesso lavoro di ripristino; J.Warrack, note all'edizione discografica Melodija/EMI, 1977.
  7. ^ Tammaro, pp. 259-260, op. cit., vedi Bibliografia.
  8. ^ Anche in Tammaro, op. cit., p. 262 e capitolo XII, vedi Bibliografia. Tipica contraddizione čajkovskijana dalla critica ampiamente osservata: «...un'intenzione, invero un po' civettuola» ha scritto Tammaro (op. cit., p. 266) che ripropone il commento di Mario Bortolotto per cui «È evidente che un programma taciuto non è più tale». Aveva forse ragione il fratello Modest per cui il musicista nel momento compositivo, andava a compiere un esorcismo per cacciare tutti gli oscuri dèmoni, che lo possedevano da molto tempo, in Hofmann, op. cit., p. 160, vedi Bibliografia. Del resto se il programma non fu di fatto pubblicato esso apparve sufficientemente leggibile a parenti ed amici, quantomeno ad opera eseguita ma non soltanto. Da tempo ormai l'artista manifestava un disagio esistenziale, un presagio della propria fine, come ha scritto Hofmann (op. cit., p. 160). Peraltro in un autografo conservato a Klin, esiste un appunto sulla sua articolazione: "Il motivo sotterraneo è la Vita, con la sua antitesi in essa connaturata: il primo movimento è soltanto passione, fiducia, slancio vitale, il secondo movimento raffigura l'amore; il terzo la fine delle illusioni per l'incalzare minaccioso delle forze del male, il quarto è la Morte, cioè l'annientamento della Vita", in Bellingardi, op. cit., p. 131 Ma poi probabilmente (sempre Tammaro, op. cit., p. 266), «il programma doveva rimanere segreto anche perché non del tutto chiaro allo stesso Čajkovskij, per il quale la composizione era in fondo un lavoro di autoanalisi, di introspezione...». E non oltre che una curiosità poi l'interpretazione del premuroso Modest, sul discusso programma, in una lettera del 1907 ad un musicologo ceco, con candida ammissione di reale ignoranza (ancora Tammaro, p. 267). Quindi corrette le proposte appena citate di una ricerca intima o - più crepuscolarmente - il rituale per liberarsi dai fantasmi di un'intera vita. Non peregrina in conclusione la proposta dell'Hofmann (p. 160) di una «confessione musicale di un nichilista che vorrebbe sbarazzarsi di tutto ciò che di malvagio vi è in lui, dal momento che la sua musica implica il rifiuto di ogni consolazione, si tratti di felicità umana o religiosa - ed ugualmente la derisione di tutti i valori».
  9. ^ Bellingardi, op. cit., pp. 164-165 Tammaro, pp. 259-260, op. cit.
  10. ^ Russian Fairy Tales, Spring 1998: Snow Maiden

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Bellingardi, Invito all'ascolto di Čajkovskij, Milano, Ugo Mursia Editore, 1990. ISBN 88-425-0544-7.
  • Leonetta Bentivoglio, Ciajkovskij, l'avvelenata in la Repubblica, 24 aprile 1993, p. 33 (sezione: Cultura). URL consultato il 27 settembre 2008.
  • Nina Nicolaevna Berberova, Il ragazzo di vetro, Guanda, Parma, 1993. ISBN 88-7746-482-8. (tit. orig.: Čajkovskij: istorija odinokoj žizni letteralmente: Čajkovskij: storia di una vita solitaria, pubblicato per la prima volta da Petropolis, Berlin, 1936, trad.it. di Riccardo Mainardi della vers. francese edita da Actes Sud, Arles, 1987)
  • Briggs, John, The Collector's Tchaikovsky and the Five, New York, Philadelphia J. B. Lippincott, 1959
  • Brown, David, Tchaikovsky, a Biographical and Critical Study, W.W. Norton & Company, New York, 1978-1991: I: The Early Years,1840-1874 (ed. 1978) - ISBN 0-575-02454-2; II: The Cris Years,1874-1878 (ed.1983) - ISBN 0-393-01707-9; III: The Years of Wandering,1878-1885, (ed.1986) - ISBN 0-393-02311-7; IV: The Final Years,1885-1893, (ed 1991) - ISBN 0-393-03099-7
  • Brown, David, ed. Stanley Sadie, The New Grove Dictionary of Music and Musicians, MacMillian, London, 1980 e sgg., 20 voll. (aumentati nelle edizioni successive) (Voce sul compositore) - ISBN 0-333-23111-2
  • David Brown, Čajkovskij. Guida alla vita e all'ascolto, 2012. ISBN 9788842814979. - tit. orig. Tchaikovsky: The Man and his Music, 2007, Pegasus Books, New York, ISBN 0-571-23194-2, (trad. italiana di Alessandra Burani e Luca Fontana), il Saggiatore, Milano 2012
  • Čajkovskij, Modest Il'ič: Žizn' Petra Il'ica Ĉaikovskogo (sta per: La vita di Pëtr Il'ič Čajkovskij), 3 voll., Moskva, 1900-02; prima versione occidentale in lingua tedesca, Paul Juon, 2 voll., Moskva e Leipzig, 1901-03, poi in lingua inglese a cura di Rosa Newmarch, 1 vol., London 1905; ed. americana attuale: Modest Tchaikovsky, The Life And Letters of Peter Ilich Tchaikovsky, University Press of The Pacific, 2004 ISBN 1-4102-1612-8; ed. tedesca attuale: Modest Tschaikowsky, Das Leben Peter Iljitsch Tschaikowskys, riedizione a cura di Alexander Erhard e Thomas Kohlhase, Mainz, 2011 ISBN 978-3-7957-0778-1.
  • Claudio, Casini, Maria, Delogu, Čajkovskij, 1ª ed., Milano, Rusconi, 1993. ISBN 978-88-18-21017-0. ; ripubblicato in seguito presso Bompiani, Milano, 2005 ISBN 978-88-452-5548-9 (le citazioni nella Voce, da questo libro, fanno riferimento all'edizione 1993)
  • Claudio Casini, Patetico Ciaikovskij in la Repubblica, 10 marzo 1990, p. 8 (sezione: Mercurio-Musica). URL consultato il 27 settembre 2008.
  • Drinker Bowen, Chaterine e Meck, Barbara von, Beloved Friend; The Story of Tchaikovsky and Nadezhda von Meck, Random House, New York, 1937
  • Fernandez, Dominique, Tribunal d'honneur, Editions Grasset & Fasquelle, Paris, 1997 - ISBN 978-2246525011; poi presso LGF - Livre de Poche, Paris, 1999 ISBN 978-2253146957
  • Golèa, Antoine, Storia del Balletto, ERI, Torino, 1969 (ed. originale per Edizioni Rencontre, 1967; trad. it. di Vittoria Ottolenghi)
  • Hofmann, Michel-Rotislav, Tchaikovski, Edition du Seuil, Paris,1959
  • Holden, Anthony, Tchaikovsky: A Biography, Random House, New York, 1995 - ISBN 0-679-42006-1
  • Honaker, Michel, Croisière en meurtre majeur, Rageot, Paris, 1993 - ISBN 2-7002-0029-2
  • Honaker, Michel, La Valse des maudits, Rageot, Paris, 1999 - ISBN 978-2700225907
  • Juramie, Ghislaine, Piotr Iljic Caikovski, SugarCo Edizioni Srl, Milano, 1978 (ed. originale: Tchaikovski, Librairie Hachette, Paris, 1970; (trad. it. di Luciana Fusi e Carla Maria Casanova)
  • Kaškin, Nikolaij Dmitrievič, Vospominanija o P.I.Čajkovskom sta per: Ricordi di Čajkovskij, Moskva, 1896, ripubblicato ancora a Pietrogrado, 1924, a cura di Igor Glebov nella serie "Musicisti Russi del Passato", I
  • Lakond, Vladimir, a cura di, The Diaries of Tchaikovsky, Seconda edizione, Greenwood Press, Westport, 1976, (ristampa dell'ediz. americana 1945, W. W. Norton & Company, Inc., New York )- ISBN 0-8371-5680-7 (edizione originale russa a cura di Ippolit Il'ič Čajkovskij, Dnevniki P. I. Čajkovskogo sta per: Diari di P. I. Čajkovskij, Moskva, 1923; gli anni a cui i diari fanno riferimento sono 1873, 1884, 1886, 1887, 1888, 1889, 1890 e 1891, 10 diari;)
  • Lischke, André, Piotr Ilyitch Tchaikovski, Fayard, Paris, 1993 - ISBN 978-2213031910
  • Mann, Klaus, Sinfonia Patetica, Garzanti, Milano, 1990, (tit.orig. Symphonie Pathétique. Ein Tschaikowsky-Roman, 1935, trad. it. di Maria Teresa Mandalari dell'edizione tedesca edita da edition spangenberg, Munchen, 1989) - ISBN 88-11-66262-1; ripubblicato in seguito presso Gallucci, Roma, 2012 - ISBN 978-8861453401
  • Mioli, Piero, Ciaikovskij in Dizionario di musica classica, Milano, BUR, 2006, 2012 pagg. 316-324 - ISBN 978-8817006491
  • Newmarch, Rosa Hariett Jeaffreson, Tchaikovsky. His Life and Works. With extracts from his Writings and the Diary of his Tour abroad in 1888, Grant Richards; John Lane (ed.), London; New York, 1900 (ultima ristampa 1970)
  • Nicastro, Aldo, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1990 - ISBN 88-7692-247-4
  • Norton, Rictor, Gay Love-Letters from Tchaikovsky to his Nephew Bob Davidof, The great Queens of History, 19 October 2002, updated 5 November 2005
  • Alexandra Anatol'evna Orlova, Čajkovskij. Un autoritratto, con una prefazione di David Brown, 1990. ISBN 88-7063-172-9. - tit.orig. Tchaikovsky. A self-portrait, Oxford University Press, New York, 1990, (trad. ed ediz.it. a cura di Maria Rosaria Boccuni) EDT, Torino 1993
  • Poznansky, Alexander, «Tchaikovsky's Suicide: Myth and Reality», in 19th century Music, 11, 1988, pagg. 199-220
  • Poznansky, Alexander, Tchaikovsky, The Quest of the Inner Man, Schirmer, New York, 1991; Lime Tree, London, 1993 ISBN 0-02-871885-2
  • Poznansky, Alexander, Tchaikovsky's Last Days. A documentary study, Oxford University Press, New York e Oxford, 1996, ISBN 0-19-816596-X
  • Poznansky, Alexander, Tchaikovsky through others' eyes, Indiana University Press, Bloomington, 1999, ISBN 0-253-33545-0
  • Poznansky, Alexander e Langston, Brett, The Tchaikovsky Handbook. A guide to the man and his music, Indiana University Press, 2002; vol. 1: Catalogo tematico delle opere, Catalogo delle fotografie, Autobiografia, ISBN 0-253-33921-9; vol. 2: Catalogo delle lettere, Genealogia, Bibliografia, ISBN 0-253-33947-2
  • Poznansky, Alexander: «The Invisibile Muse: Tchaikovsky and Mrs von Meck», 2004 in "Tchaikovsky Research" (vedi "Siti specifici" in "Collegamenti esterni")
  • Poznansky, Alexander, «Tchaikovsky: A Life», 2007 in "Tchaikovsky Research" (vedi "Siti specifici" in "Collegamenti esterni").
  • Previero, Leonardo, Ciajkovskij a Firenze. Storia di un'anima, Scramasax Edizioni, Firenze, 2006 (ISBN non esistente)
  • Sachs, Harvey, (a cura di), Nel mio cuore troppo d'assoluto. Le lettere di Arturo Toscanini, Garzanti, Milano, 2003 ISBN 88-11-63761-9
  • Seroff, Victor I., Debussy, Nuova Accademia Editrice, Milano, 1960 (tit.orig. Debussy. (Musician of France), Putnam's Sons, New York, s.d. (trad.it. di Mara Andreoni)
  • Ferruccio Tammaro, Čajkovskij. Il musicista, le sinfonie, Milano, Mursia, 2008. ISBN 978-88-425-3898-1.
  • Tibaldi-Chiesa, Mary, Ciaikovsky, Garzanti, Milano, 1943
  • Volkov, Solomon, St. Pietroburgo: A Cultural History, New York, The Free Press, 1995, 1997 - ISBN 978-0684832968
  • Warrack, John, Tchaikovsky, Hamish Hamilton, London, 1973 - ISBN 978-0241024034
  • Warrack, John, note all'edizione discografica Melodija/EMI della "Settima Sinfonia" ed. Bogatïrev, 1977 [USSR Symphony Orchestra, Leo Ginzburg, HMV/MELODIYA CLASSICS, HQS 1411]
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  • Weinstock, Herbert, Tchaikovsky, Alfred A. Knopf, New York, 1943
  • Wolfurt, Kurt von (propriamente: Kurt von Wolff), Ciaikovski, seconda edizione, Nuova Accademia Editrice, Milano, 1961 (tit.orig.: Peter J. Tschaikovski [...]), Atlantis Verlag Ag., Zurich, 1952, (trad. it. di Angela Zamorani); edizione tedesca 1978 presso Atlantis Music Book - ISBN 978-3254000774

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Cataloghi delle composizioni
Musica stampata
Testi
Ascolti musicali
  • (EN) Discografia (in corso di riordino a cura del sito "Tchaikovsky Research")
  • (IT) Diversi brani liberi da diritto d'autore (Creative Commons)
  • (IT) Čajkovskij: ascolta i suoi brani musicali su Magazzini-Sonori
  • (EN) Classic Cat - Čajkovskij mp3s
  • Ouverture 1812, op. 49 (1880) - Cleveland Orchestra, dir. Artur Rodziński (reg. 14 aprile 1941).
  • Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia in Si minore (1869-1880) - Cleveland Orchestra, dir. Artur Rodziński (reg. 26 dicembre 1940).
  • Marcia slava, op. 31 (1876) - Cleveland Orchestra, dir. Artur Rodziński (reg. 26 dicembre 1940).
  • Francesca da Rimini, op.32 (1876) (arr. Stokovski) - New York Philarmonic Orchestra, dir. Leopold Stokovski (reg. 11 marzo 1947).
  • Pimpinella (da una canzone fiorentina) in Sol magg. per voce media, da Sei Romanze, op.38 n. 6 (1878) - Tenore: Enrico Caruso (reg. 1913).
  • Concerto No. 1 in Si Minore per pianoforte ed orchestra, Op. 23 (1874-75) - Solista: Vladimir Horowitz; New York Philharmonic Orchestra , dir. George Szell (reg. 4 maggio 1952).
  • Concerto per violino e orchestra, op. 35 (1878)- Solista: Jascha Heifetz; London Philharmonic Orchestra, dir. Sir John Barbirolli (reg. 25 marzo 1937).
  • Sinfonia n.4 in Fa minore, op.36 (1878) - Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, dir. Willem Mengelberg (reg. 11-15 giugno 1929)
  • Sinfonia n.5 in Mi minore, op. 64 (1888) - Cleveland Orchestra, dir. Artur Rodziński (reg. 20 dicembre 1939 e 8 gennaio 1940).
  • Sinfonia n.6 in Si minore, "Patetica", op.74 (1893) - Berlin Philharmonic Orchestra, dir. Wilhelm Furtwängler (reg. ottobre-novembre 1938).
  • Lo Schiaccianoci, suite dal balletto, op. 71a (1892) - The Philadelphia Orchestra, dir. Leopold Stokowski (reg. 26 novembre 1934).
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