Comportamenti irregolari negli scacchi

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Moderna ricostruzione del Turco, una delle più note frodi scacchistiche della storia.

Negli scacchi vengono talvolta posti in essere dei comportamenti irregolari (alcuni dei quali noti anche con l'espressione inglese cheating, coniugazione del verbo to cheat, ovvero "barare") che consistono nell'infrangere deliberatamente le regole del gioco, solitamente di nascosto, al fine di ottenere un vantaggio a favore proprio, della propria squadra o di altri giocatori con i quali si è stretto un accordo.

Il problema delle irregolarità nel gioco accompagna da sempre gli scacchi[1]. Una leggenda narra che re Canuto d'Inghilterra avrebbe addirittura fatto uccidere un nobile danese a seguito di una contesa dovuta ad una partita a scacchi irregolare[2]. Alcuni famosi inganni sono legati alle macchine per il gioco degli scacchi: la più conosciuta è quella legata all'automa noto come Il Turco, che era in realtà manovrato da un giocatore umano. Analoghi inganni sono stati realizzati nel caso di Ajeeb (1868) e Mephisto (1886). Dalla fine del XX secolo in poi, grazie allo sviluppo dei software scacchistici, alla diffusione di computer portatili o palmari e di sistemi di comunicazione senza fili, il problema è diventato principalmente l'opposto, ovvero l'uso illecito di mezzi informatici per aiutare gli umani.

Tipologie di imbroglio[modifica | modifica sorgente]

Esiste la possibilità di barare in modi ed in momenti diversi: prima, durante e dopo la partita[3]. Le modalità più comuni per avvantaggiarsi in maniera irregolare consistono nel ricevere indicazioni durante il gioco da spettatori complici, aiutarsi con un computer nell'analisi della partita in corso, alterare il proprio rating Elo, violare la regola sul tocco dei pezzi, concordare la patta con un altro giocatore colluso (a vantaggio o svantaggio di giocatori terzi), infastidire l'avversario in vario modo o fare uso di tattiche psicologiche. Alcune azioni che possono avvantaggiare un giocatore a danno dell'avversario non sono esplicitamente proibite dal regolamento (nella cui prefazione è specificato che le regole potrebbero non coprire ogni possibile situazione di gioco), dunque il ritenerle accettabili o meno dipende da un giudizio di tipo etico. Tuttavia l'articolo 12.1 del regolamento FIDE fornisce all'arbitro una certa libertà d'azione in questo senso, prevedendo che i giocatori non devono prendere iniziative che arrechino discredito alla partita[4][5]. Ad esempio, reinserire nella scacchiera, senza farsi notare, un pezzo precedentemente catturato è una mossa illegale (e quindi sanzionabile con un'aggiunta di tempo all'avversario e il ripristino sulla scacchiera della posizione immediatamente precedente), ma in un simile caso la regola 12.1 può essere invocata dall'arbitro per applicare sanzioni più pesanti (anche la vittoria a tavolino) e punire il comportamento antisportivo[6].

Gli imbrogli irregolari non devono tuttavia essere confusi con altre situazioni di gioco note come swindle[7] (che in inglese significa imbroglio, fregatura), nelle quali un giocatore in posizione chiaramente perdente tenta di ribaltare la partita sfruttando il senso di sicurezza dell'avversario e cercando di farlo cadere in qualche trappola[8]. Queste situazioni si svolgono nel pieno rispetto delle regole e non possono essere classificate come imbrogli o irregolarità, tuttavia vengono considerate da alcuni giocatori come comportamenti moralmente scorretti ed antisportivi in quanto privano l'avversario di una vittoria meritata, nonostante siano spesso sequenze di mosse affascinanti (anche se non vincenti di per sé, ma basate su un errore avversario, a differenza delle usuali combinazioni)[9].

Collusione[modifica | modifica sorgente]

Tigran Petrosjan, vincitore del torneo del candidati del 1962.

Nel corso della storia degli scacchi ci sono state molte accuse di collusione. Tipicamente si tratta di giocatori che perdono volontariamente per consentire ad un altro giocatore di ottenere qualche vantaggio (ad esempio una norma per il titolo di grande maestro), oppure che concordano fra loro la patta per avvantaggiarsi in un torneo.

Molti maestri sovietici sono stati accusati di collusione reciproca a sfavore dei giocatori non russi nel periodo tra il 1940 e il 1964, quando la scuola sovietica dominava incontrastata il panorama scacchistico internazionale. Tali accuse sono state sostenute anche da un'analisi statistica delle partite compiuta da ricercatori della Washington University in St. Louis[10][11]. I russi sono stati accusati di aver alterato in questo modo molti tornei, anche se esistono pareri discordanti sull'effettiva entità di questo cartello scacchistico.

Quello che è ritenuto uno degli apici più significativi di questo fenomeno è stato il torneo dei candidati tenutosi a Curaçao nel 1962, preliminare al campionato del mondo di scacchi del 1963. Si sono infatti conclusi con la patta tutti e dodici gli scontri diretti fra i primi tre classificati, ovvero il vincitore Tigran Petrosjan (che ha concluso con 17½ punti) e i secondi classificati ex aequo Paul Keres e Efim Geller (17 punti). Si è trattato inoltre di partite abbastanza brevi, in media solo 19 mosse ciascuna[12]. Dopo la conclusione del torneo, Bobby Fischer (arrivato quarto, con 14 punti) ha accusato i russi di essere collusi fra loro a danno dei giocatori non sovietici; secondo il giocatore americano, i primi tre classificati si sarebbero messi d'accordo per concludere con la patta i loro scontri diretti, mentre Viktor Korčnoj era d'accordo per perdere contro di loro. L'accordo per le patte è spesso ritenuto vero, anche se i tre giocatori non hanno mai confermato. In una intervista tenuta nel 2002, Jurij Averbach (che all'epoca era leader della squadra sovietica) ha giustificato i fatti sostenendo che l'ormai anziano Keres stesse solo cercando di risparmiare le proprie energie, mentre il risultato tra Petrosjan e Geller era dovuto alla grande amicizia fra i due, per i quali le patte nei loro scontri diretti non erano una novità[13]. L'accusa di Fischer a Korčnoj è invece meno credibile[14] in quanto quest'ultimo, nonostante l'insofferenza verso il regime che lo porterà a fuggire dall'Unione Sovietica nel 1976 (subendo il ritiro del passaporto e il ripudio da parte della sua ormai ex federazione) non ha mai confermato la verità di quelle supposizioni, sostenendo invece di essere rimasto stupito per le brevi patte viste nel torneo che, se effettivamente fossero state davvero concordate, sarebbero state programmate a sua insaputa. Inoltre il distacco di Fischer dal trio russo era notevole e non era necessario sacrificare volontariamente le partite di Korčnoj per assicurare il predominio dei sovietici nel torneo. Petrosjan e Geller sono stati anche accusati di aver cospirato contro lo stesso Keres, cercando di aiutare Benkő nell'ultima sfida decisiva, la partita Benkő-Keres. Pál Benkő ha infatti scritto che i due gli avevano offerto il loro aiuto per analizzare la posizione aggiornata, ma egli ha rifiutato la loro offerta[15]. La FIDE ha reagito a seguito delle pesanti accuse mosse, cambiando il formato dei successivi tornei dei candidati al fine di eliminare possibili complicità fra i partecipanti. A partire infatti dal ciclo di qualificazioni successivo per il 1966, il torneo round-robin è stato sostituito da una serie di scontri ad eliminazione diretta, con quarti di finale e semifinale al meglio delle dieci partite e una finale al meglio delle dodici.

Ausili tecnologici (cheating)[modifica | modifica sorgente]

Frederic Friedel, uno degli organizzatori dell'esperimento Pfleger-Belle.

Le potenzialità offerte dai computer nell'analisi del gioco sono cresciute tantissimo verso la fine del XX secolo e l'uso di mezzi informatici è ovviamente proibito nei tornei di scacchi. È nata invece una modalità di gioco detta scacchi avanzati, nel quale gli umani possono essere assistiti dal computer nell'analisi. Lo sviluppo e la diffusione di mezzi tecnologici di comunicazione mobili, come i cellulari, e di computer tascabili (come PDA e smartphone) ha messo a disposizione dei bari nuovi strumenti per creare vantaggi illeciti nel gioco. I dispositivi possono essere usati direttamente dal giocatore, oppure questi può tenersi in contatto con uno o più complici che si occupano dell'analisi. Nelle competizioni ufficiali ai giocatori è proibito l'abbandono dell'area di gioco senza autorizzazione dell'arbitro ed è proibito l'uso di mezzi di comunicazione elettronici, come i telefoni cellulari. È inoltre vietato ai giocatori prendere appunti (tranne l'annotazione delle mosse sul formulario di gioco) o analizzare la partita su un'altra scacchiera[16]. Le federazioni hanno sviluppato ulteriori contromisure di vario tipo, anche controlli con metal detector o perquisizioni fisiche prima dell'accesso all'area di gioco[17].

L'esperimento Pfleger-Belle[modifica | modifica sorgente]

Uno dei primi casi conosciuti di imbroglio tecnologico negli scacchi è stato un esperimento volto alla raccolta di dati per la preparazione di un articolo sull'informatica applicata agli scacchi, condotto ad Amburgo nell'agosto 1980, in occasione del Festival degli scacchi, da Frederic Friedel e Ken Thompson con l'aiuto di alcuni dipendenti di una rete televisiva tedesca. La "vittima" è stata il grande maestro Helmut Pfleger, in occasione di una simultanea da lui giocata.

Un giovane collega di Friedel, Dieter Steinwender, ha preso parte alla simultanea. Friedel era tra gli spettatori e seguiva la sua partita con un binocolo, tenendosi in contatto telefonico con Thompson, che si trovava nel New Jersey ed analizzava la partita con Belle, il primo computer espressamente progettato per gli scacchi[18], sviluppato dallo stesso Thompson presso i Bell Labs. Quando Pfleger stava per tornare sulla scacchiera di Steinwender, Friedel si faceva comunicare la migliore mossa elaborata e la trasmetteva al complice sulla scacchiera, che aveva una radio nascosta nei capelli e un auricolare. Pfleger stava vincendo tutte le scacchiere, ed ha perso solo quella contro Steinwender/Belle dove, pur essendo in vantaggio, aveva commesso un errore alla quarantanovesima mossa. L'inganno era però finalizzato allo studio scientifico, non alla frode sportiva, infatti al termine della partita gli artefici hanno intervistato subito il grande maestro, che ha detto di non aver notato niente di particolare ed è rimasto abbastanza stupito nello scoprire che una partita era stata giocata da un computer.

Un ulteriore esperimento è consistito nel selezionare cinque partite della simultanea, tra le quali quella giocata contro Belle, che sono state poi inviate a numerosi esperti di tutto il mondo con la richiesta di individuare quella giocata da un computer. La maggior parte degli informatici ha individuato correttamente la partita, mentre la maggior parte degli esperti di scacchi ha sbagliato. Una notevole eccezione è stata quella dell'allora diciassettenne Garri Kasparov, sempre molto interessato all'applicazione dei computer nello studio degli scacchi. Friedel l'ha incontrato alla cena di chiusura del campionato del mondo juniores di scacchi di Dortmund, che il giovane Garri aveva appena vinto, e gli ha mostrato le partite. Kasparov ha individuato con sicurezza la partita giusta, spiegando che era l'unica a non contenere errori tattici, che un computer non avrebbe mai commesso[19][20].

Il caso "von Neumann"[modifica | modifica sorgente]

J. von Neumann - NN [B40] Philadelphia Open, 1993
a b c d e f g h
8
Chessboard480.svg
a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
d7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
e6 pedone del nero
e5 pedone del bianco
d4 cavallo del bianco
c3 alfiere del nero
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
c2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
h1 torre del bianco
8
7 7
6 6
5 5
4 4
3 3
2 2
1 1
a b c d e f g h
La continuazione del Bianco (9. bxc3) è ovvia, tuttavia "von Neumann" vi ha riflettuto sopra per quaranta minuti.

Uno dei primi casi documentati di imbroglio tecnologico negli scacchi (se si esclude la partita Pfleger-Belle, che era principalmente un esperimento e non era volta alla frode sportiva) si è svolto nel corso del World Open del 1993. Uno sconosciuto giocatore afroamericano con una folta capigliatura di dreadlocks, privo di rating, presentatosi sotto il nome di "John von Neumann" (come il noto scienziato pioniere dell'informatica), ha totalizzato un notevole 4½/9 nella sezione Open del torneo, ottenendo anche una patta contro un grande maestro e battendo un giocatore con Elo di 2350[1].

Il giocatore si è comportato in modo insolito per tutto il torneo: indossava degli auricolari e aveva un sospetto rigonfiamento in una tasca, che emetteva strani rumori nei momenti salienti delle partite. Durante il quarto turno "von Neumann" è stato protagonista di una partita particolarmente strana, smettendo di giocare alla nona mossa e perdendo per il tempo. Nel corso del nono turno, "von Neumann" si è fermato quaranta minuti dopo l'ottava mossa riflettendo su una posizione la cui continuazione era ovvia (vedi diagramma a lato), allontanandosi poi dalla scacchiera. Al ritorno ha ripreso a giocare, vincendo la partita[20].

"Von Neumann" aveva vinto un premio di 800 $ nella categoria per i giocatori senza rating, ma le circostanze sospette hanno spinto il direttore del torneo ad interrogarlo prima della consegna del premio. Il misterioso giocatore si è rifiutato ed è andato via, senza farsi più vedere in alcun torneo di scacchi[20]. Mostrando di ignorare anche le nozioni più banali del gioco, è stato ovviamente squalificato[1].

Lampertheim Open 2002[modifica | modifica sorgente]

Durante il torneo Open di Lampertheim del 2002 un giocatore è stato squalificato durante il sesto turno dopo essere stato scoperto ad imbrogliare dall'arbitro internazionale Markus Keller. Il direttore di gara era stato messo in allerta dal suo avversario durante il sesto turno, il quale era insospettito dal fatto che il giocatore abbandonasse spesso e per lunghi periodi la scacchiera sostenendo di servirsi della toilette, soprattutto durante il proprio turno. Il giocatore aveva mostrato questo comportamento anche durante i turni precedenti. L'arbitro ha osservato il giocatore allontanarsi verso i bagni, dopo aver giocato una rapida serie di mosse, e l'ha seguito. Dalla toilette non proveniva nessun rumore e da sotto la porta si vedeva che il giocatore era rivolto di lato, così l'arbitro ha deciso di affacciarsi da una delle toilette adiacenti, scoprendo che il giocatore aveva in mano un computer palmare sul cui schermo si vedeva un programma di scacchi (Pocket Fritz) in esecuzione. L'arbitro ha squalificato dall'evento il giocatore, che ha cercato di giustificarsi sostenendo che stava solo controllando la posta elettronica, ma si è rifiutato di mostrare il PDA all'arbitro. Essendoci dei testimoni per i fatti, l'arbitro ha chiesto la squalifica del giocatore da parte della federazione[21].

HB Global Chess Challenge e World Open 2005[modifica | modifica sorgente]

Durante la HB Global Chess Challenge del 2005, tenutasi a Minneapolis, un giocatore della categoria under 2000 è stato espulso dal torneo durante l'ultimo turno per sospetti imbrogli. Gli arbitri l'avevano colto ripetutamente mentre parlava al telefono cellulare durante la partita, cosa ovviamente proibita dal regolamento, e sospettavano che tramite il telefono ricevesse indicazioni da parte di qualche complice. I suoi risultati nel torneo sono stati annullati ed è stato depositato un reclamo etico a suo carico. Lo stesso giocatore ha partecipato sei settimane dopo al World Open, dove era in lotta nelle prime tre posizioni nella sezione under 2200 e ha vinto un premio di 5833 $. Gli organizzatori dell'evento hanno cercato di espellerlo dalla manifestazione quando sono venuti a conoscenza dei suoi precedenti a Minneapolis, ma non disponendo di prove a suo carico inerenti a qualche illecito nel World Open hanno dovuto riammetterlo all'evento, dopo la sua minaccia di azioni legali[22].

Subroto Mukerjee 2006[modifica | modifica sorgente]

Un giocatore indiano di nome Umakant Sharma è stato scoperto a barare durante il torneo internazionale Subroto Mukerjee, presso Subroto Park[23] a Nuova Delhi, nel quale era in testa alla classifica[24]. Usando un auricolare bluetooth cucito nel suo berretto[25][26] riceveva indicazioni sulle mosse da dei complici, che si trovavano al di fuori dell'area di gioco e analizzavano la partita al computer. Nel settimo turno del torneo Subroto Mukerjee alcuni militari della Bhāratīya Vāyu Senā hanno perquisito i giocatori dei primi otto tavoli con un metal detector, scoprendo il trucco.

I responsabili della federazione indiana sospettavano già di lui, a seguito della sua rapidissima scalata della classifica Elo nei diciotto mesi precedenti, ottenendo anche la qualificazione per il campionato nazionale[26]. Il giocatore aveva infatti un Elo di 1933 all'inizio dell'anno e in sole 64 partite era salito a 2484, incrementando il proprio rating di oltre 500 punti. A ciò si aggiungevano diversi reclami scritti ricevuti dalla federazione, secondo i quali lo stile di gioco di Umakant era identico a quello di Pocket Fritz[23].

Umakant è stato squalificato per dieci anni dalla federazione scacchistica indiana (AICF), dopo l'esame delle testimonianze deposte dallo stesso Umakant e l'analisi dei dispositivi elettronici confiscati dagli organizzatori del torneo[27]. Alcuni giornali hanno ritenuto la sanzione troppo severa, considerando che in altri sport i colpevoli di doping e combine non subiscono in genere sospensioni così lunghe[28]. La federazione ha replicato sostenendo di voler dare un messaggio molto forte a tutti i giocatori, in quanto barare nei tornei è ritenuto da essa un fatto molto grave, non meno che imbrogliare in un esame[28].

World Open 2006[modifica | modifica sorgente]

La sede di gioco del World Open 2006.

Durante il World Open del 2006, disputato a Filadelfia, un giocatore partecipante ad una sezione minore del torneo, di nome Steve Rosenberg, era in testa prima dell'ultimo turno e la vittoria gli sarebbe valsa 18 000 $. Un arbitro del torneo ha però notato che indossava una sorta di auricolare, chiedendo di poterlo vedere. Il giocatore l'ha mostrato al direttore di gara, spiegando che si trattava di un apparecchio acustico. L'arbitro ha però annotato il nome ed il numero di serie e, grazie ad una ricerca su internet, ha scoperto che si trattava di un Phonito, una sofisticata ricetrasmittente senza fili. La centralina di questo dispositivo, più ingombrante, deve essere tenuta indosso. Il giocatore, che vestiva un pesante cappotto, ha rifiutato di farsi perquisire ed è stato squalificato dal torneo[29][30].

Durante lo stesso evento vi è stato un altro caso sospetto: Eugene Varshavsky, uno dei giocatori con il rating più basso del torneo, nelle prime partite ha sconfitto diversi giocatori molto forti, tra i quali il maestro FIDE John Bartholomew (Elo 2452) e il grande maestro Ilia Smirin (Elo 2659), giocando in entrambi i casi con i pezzi neri. Il GM Larry Christiansen ha però notato che le mosse di Varshavsky ricalcavano perfettamente quelle del motore scacchistico Shredder, per cui il direttore del torneo ha chiesto un confronto con il giocatore. Questi è corso con urgenza ai bagni, presentandosi solo dopo. Il giocatore ha acconsentito ad una perquisizione, che si è rivelata infruttuosa, tuttavia i direttori di gara non hanno avuto la possibilità di perquisire immediatamente i bagni. Nelle due rimanenti partite, il giocatore è stato sconfitto molto rapidamente da due grandi maestri[29].

Campionato del mondo 2006[modifica | modifica sorgente]

Durante il campionato del mondo del 2006 il team di Veselin Topalov ha accusato Vladimir Kramnik di possibili imbrogli, vicenda conosciuta come toiletgate[31]. Gli indizi a carico del campione russo esposti in un comunicato stampa erano, a detta dello staff di Topalov, l'uso ritenuto eccessivo della toilette privata e la somiglianza al 78% delle sue mosse con quelle suggerite da Fritz 9[32]. Non è stata esposta tuttavia nessuna prova concreta, e la debolezza degli indizi era evidente. Kramnik stesso ha fatto notare in una conferenza stampa che in una partita, dove il suo stile di gioco era simile all'87% a quello di Fritz, entrambi i giocatori non avevano notato un matto in tre mosse, che non sarebbe mai sfuggito ad un computer. Molte personalità di primo piano, come Anatolij Karpov, Boris Spasskij e Zsuzsa Polgár hanno preso le difese del giocatore russo, accusando l'uso strumentale della stampa fatto dagli uomini di Topalov[33].

Altri scandali notevoli (2007-2009)[modifica | modifica sorgente]

In una partita tra le squadre Bergen e Zoom-AAS, della sezione 2C del campionato olandese del 2007, l'arbitro ha sorpreso il capitano dell'AAS (che stava giocando in sesta scacchiera) mentre usava un PDA. Il giocatore si trovava all'esterno dell'edificio per prendere una boccata d'aria, autorizzato dall'arbitro. Il direttore di gara l'ha però seguito, cogliendolo mentre analizzava la posizione corrente della propria partita con Pocket Fritz. L'arbitro ha assegnato la vittoria all'avversario e ha segnalato il fatto alla federazione olandese: in base all'articolo 20.3 del regolamento della federazione, il giocatore è stato squalificato dalle partite di lega e di coppa olandesi per la stagione corrente e le due stagioni successive[34][35].

Nel torneo Open di Dubai del 2008 un giocatore iraniano senza titoli con un rating di 2288, M. Sadatnajafi, è stato squalificato dopo essere stato colto a ricevere suggerimenti sulle mosse tramite SMS mentre giocava contro il grande maestro Li Chao. Il giocatore è stato accusato di ricevere aiuto da parte di complici che seguivano la partita nella trasmissione in diretta via internet[36].

Nella sezione under 1600 del Norths Chess Club Centenary Year, tenutosi a Sydney nel 2009, un giocatore di 14 anni è stato scoperto da un arbitro mentre usava il programma Chessmaster su una PlayStation Portable per analizzare la partita nelle toilette, motivo per il quale è stato espulso dal torneo. Questo evento è stato il primo caso di imbroglio scacchistico in Australia ed ha fatto molto scalpore negli ambienti scacchistici locali[37].

Olimpiadi degli scacchi del 2010[modifica | modifica sorgente]

Un caso di imbroglio che ha suscitato molto clamore si è svolto durante le olimpiadi degli scacchi del 2010, tenutesi a Chanty-Mansijsk, a seguito del quale sono stati squalificati tre forti giocatori francesi. Questo è stato il primo caso nel quale tutti i giocatori coinvolti erano GM o MI legittimamente titolati. Uno di essi, il maestro internazionale Cyril Marzolo, seguiva da casa le partite nella diretta via internet e le analizzava con l'ausilio di un motore scacchistico, suggerendo la mossa migliore via SMS ad un altro giocatore, il GM Arnaud Hauchard, che si trovava tra il pubblico e suggeriva a sua volta la mossa a Sébastien Feller, grande maestro che giocava nella nazionale, tramite dei gesti prestabiliti, come l'avvicinarsi o il sedersi a certi tavoli. Gli altri giocatori della nazionale erano all'oscuro di tutto. Feller e Marzolo sono stati squalificati per cinque anni, mentre Hauchard è stato squalificato a vita[38][39].

Altri scandali notevoli (2011-2013)[modifica | modifica sorgente]

Nel campionato nazionale tedesco del 2011 il maestro FIDE Christoph Natsidis ha impiegato un software scacchistico, eseguito nel suo smartphone, durante la partita dell'ultimo turno, contro il GM Sebastian Siebrecht. Il giocatore ha confessato, ed è stato squalificato dal campionato[40].

Durante il Virginia Scholastic and Collegiate Championships del 2012, un giocatore è stato scoperto nell'usare un motore scacchistico in esecuzione sul suo PDA. Questo è stato inoltre il primo caso accertato nel quale un giocatore ha imbrogliato usando un software di analisi fingendo invece di usare un altro software, eNotate, per la notazione delle mosse, il cui impiego era consentito dalla federazione statunitense. L'arbitro era insospettito dal fatto che il giocatore, dal rating molto basso (Elo 1875), stesse battendo con facilità un giocatore noto e molto forte (Elo 2141). Il direttore di gara ha osservato la partita e ha chiesto al giocatore di poter controllare il palmare, trovando in esecuzione Pocket Fritz. Il giocatore ammise di avere barato solo in quella partita, ma i suoi risultati pregressi suggerivano la presenza di imbrogli anche nei suoi tornei precedenti; è stato squalificato dall'evento, gli è stata revocata la tessera della federazione scacchistica della Virginia ed è stato segnalato alla USCF[41].

Al Cork Congress Chess Open del 2013 un episodio di cheating è degenerato in una rissa, quando un sedicenne partecipante all'evento è stato scoperto mentre analizzava la partita sul suo smartphone: il baro era nascosto nella toilette e il suo avversario ha sfondato la porta e lo ha condotto all'esterno con la forza. Il baro è stato squalificato quattro mesi, mentre il suo avversario è stato squalificato dieci mesi per condotta violenta[42][43][44].

Il caso Ivanov[modifica | modifica sorgente]

Il maestro FIDE bulgaro Borislav Ivanov è stato ripetutamente accusato di imbrogli tecnologici. Il suo caso è nato nel corso del torneo Open di Zadar del 2012, che ha concluso in quarta posizione battendo molti giocatori di alto livello. È stato accusato di avere ottenuto quella notevole prestazione con l'inganno, ma non sono state trovate prove a suo carico e il giocatore ha ricevuto le scuse degli organizzatori dell'evento[45][46]. Nell'aprile 2013 oltre venti grandi maestri e maestri internazionali bulgari hanno firmato una petizione nella quale si impegnano a non partecipare ai tornei nei quali è presente anche Ivanov, qualora non vengano prese contromisure speciali nella prevenzione degli imbrogli[47]. Successivamente il giocatore è stato squalificato quattro mesi dalla federazione bulgara: si tratta della prima squalifica per imbrogli tecnologici basata solo su prove indiziarie senza che il giocatore fosse colto in flagrante[48]. La decisione è stata contestatata e per dirimere la questione Ivanov è stato invitato ad un confronto da tenersi con l'ausilio di un poligrafo, ma il giocatore non si è presentato[49]: si è giustificato sostenendo l'impossibilità di presentarsi a Sofia perché la data si sovrapponeva al torneo Open di Varna, al quale sosteneva di dover partecipare.

Axel Rombaldoni ha affrontato Ivanov nel corso del torneo Open Internazionale Old Capitol 2013, disertato dai principali maestri bulgari alla notizia della sua partecipazione[50][51]. Il forte maestro italiano, che ha perso entrambe le partite contro Ivanov, in un'intervista concessa a ChessBase News si è dichiarato convinto del fatto che egli stesse barando, in quanto non sembrava mai concentrato sul gioco e pareva non calcolasse nessuna mossa[52].

Nel torneo Open di Blagoevgrad 2013 Ivanov è stato osservato con attenzione da alcuni maestri presenti, in particolare dal GM Max Dlugy. In quell'occasione Ivanov aveva superato i controlli di routine previsti all'inizio di ogni turno ma aveva un modo strano di camminare e muoveva i piedi in maniera sospetta nel corso delle partite, per cui Dlugy e altri presenti avevano ipotizzato che potesse barare tramite qualche dispositivo elettronico installato nelle scarpe, delle voluminose sneaker. Messo alle strette dagli organizzatori dell'evento, ha perso per forfeit il settimo turno del torneo (nel quale doveva affrontare Dlugy) per essersi rifiutato di far controllare le sue calzature al direttore di gara[53]. Si sospettava che potesse avere al loro interno uno smartphone, controllato tramite il touchscreen mediante l'alluce o tramite i sensori di movimento con delle scosse del piede, e dal quale poteva ricevere un feedback tramite la vibrazione[54]. Al giocatore è stato comunque concesso di disputare gli ultimi due turni del torneo, che ha concluso in quindicesima posizione. Al termine dell'evento il giocatore ha annunciato di volersi ritirare dalle competizioni scacchistiche[55][56].

Dopo pochi mesi è però tornato sulla scacchiera, partecipando al torneo open di Navalmoral de la Mata, dove ha totalizzato 4,5 punti nei primi cinque turni battendo due GM e ottenendo la patta contro un terzo, ma ancora una volta il suo stile di gioco ha insospettito i partecipanti e il giocatore è stato squalificato per non aver acconsentito il completamento di un controllo anti-cheating prima del sesto turno, dopo che un suo avversario in presenza di diversi testimoni aveva individuato un dispositivo sospetto sotto la sua maglietta[57][58]. A seguito della vicenda il giocatore è stato nuovamente squalificato dalla federazione bulgara, questa volta per quattro mesi; pur non essendo state riscontrate prove dirette di cheating, le prove indiziarie a carico del giocatore sono state ritenute ancora una volta troppo forti nei suoi confronti[59].

Regola sul tocco dei pezzi[modifica | modifica sorgente]

Judit Polgár nel 2008.

Nel gioco degli scacchi, l'articolo 4 del regolamento internazionale[60] stabilisce che se il giocatore che ha il tratto tocca uno dei suoi pezzi, è obbligato a muoverlo se esso può compiere mosse legali. Inoltre, se un pezzo viene mosso e lasciato su una casa, la mossa (se non è illegale) deve considerarsi conclusa. Se il giocatore tocca un pezzo dell'avversario deve prenderlo, se possibile. La violazione di queste regole è una condotta di gioco scorretta ed irregolare, ma non è sempre facile da accertare perché spesso gli unici testimoni sono i soli giocatori[61][62].

Un famoso caso di violazione di questa regola si è verificato durante il torneo di Linares del 1994. Garri Kasparov, in una partita contro Judit Polgár, ha ritrattato una mossa che gli sarebbe potuta costare la partita, dopo che aveva lasciato il pezzo per una frazione di secondo. Kasparov vinse sulla scacchiera e i giudici di gara, nonostante avessero delle registrazioni video che confermavano la legittimità del reclamo avanzato dalla Polgár, non ribaltarono il risultato anche perché il reclamo era stato avanzato troppo tardi, un giorno dopo, mentre la giocatrice avrebbe dovuto contestare l'azione durante la partita. Il video conferma che Kasparov aveva lasciato il pezzo per un quarto di secondo; secondo lo psicologo cognitivo Robert Solso si tratta di un tempo troppo breve per compiere una scelta consapevole[63].

Un altro incidente molto famoso è accaduto durante il torneo interzonale del 1967, a Susa, nel corso di una partita tra Milan Matulović e István Bilek[64]. Matulović ha giocato una mossa perdente, ritirandola dopo aver detto J'adoube (che andrebbe detto prima di acconciare i pezzi nelle rispettive case e comunque non consente di ritrattare una mossa conclusa). Bilek ha reclamato, ma l'arbitro ha confermato la mossa. A causa di questa scorrettezza rimasta impunita, Matulović è stato soprannominato J'adoubovic[65].

Alterazioni del rating e sandbagging[modifica | modifica sorgente]

Un giocatore scorretto può cercare di alterare il proprio rating Elo sia verso l'alto che verso il basso, con molteplici scopi, come l'avanzamento immeritato nelle graduatorie o il conseguimento illegittimo di titoli scacchistici, oppure vantaggi economici dati dal vincere tornei nei quali si partecipa in categorie inferiori alla propria, sfruttando il vantaggio di affrontare avversari più deboli. L'Elo può essere ridotto artificiosamente in maniera relativamente facile, perdendo volontariamente un adeguato numero di partite, mentre un aumento irregolare è in genere più complesso e può essere ottenuto alterando volontariamente i risultati delle partite, ad esempio falsificando documenti e verbali degli incontri, od organizzando tornei, in genere privati, dall'andamento completamente irregolare.

Tra le alterazioni del rating, la cosiddetta pratica del sandbagging (coniugazione dell'inglese to sandbag, che tra le varie accezioni significa anche "zavorrare con sacchi di sabbia") consiste nel perdere alcune partite volontariamente ‒ generalmente in tornei dal costo di partecipazione ridotto ‒ per abbassare il proprio Elo al di sotto di una certa soglia, al fine di poter partecipare in seguito a tornei di categoria inferiore, nei quali si hanno maggiori possibilità di vittoria e dunque di riscuotere premi in denaro. Questa tecnica è difficile da accertare, così alcune federazioni, come quella statunitense (USCF), prevedono dei rating minimi basati su punteggi pregressi o vincite in denaro precedenti, per minimizzare gli effetti di tale pratica[66].

Il caso Ricca[modifica | modifica sorgente]

Un caso significativo di sandbagging riguardò l'Elo Italia, quando nel 1997 il candidato maestro Roberto Ricca perse volontariamente una serie di partite ottenendo un punteggio molto basso[67]. In seguito, approfittando di alcune debolezze nella regolamentazione del rating nazionale, tra le quali l'ampio intervallo fra due aggiornamenti consecutivi (6 mesi) e il fatto che nei tornei italiani l'ammissione era basata sull'eventuale Elo FIDE ma le variazioni erano calcolate in base all'Elo nazionale, giocò un gran numero di tornei in categorie inferiori alla sua, vincendoli tutti, ottenendo così un nuovo punteggio spropositatamente alto (con un incremento di 915 punti in un semestre) che lo poneva ai vertici della graduatoria nazionale. Tali risultati sono stati ottenuti nel rispetto delle regole, tuttavia la Federazione Scacchistica Italiana ha congelato l'omologazione del risultato e in seguito ha aumentato la frequenza di aggiornamento del rating da 6 a 3 mesi. Ricca ha rilasciato una dichiarazione, pubblicata su alcune riviste scacchistiche, nella quale afferma di aver preso consapevolezza delle reali potenzialità di quella tecnica solo in corso d'opera, affermando che con qualche altra accortezza avrebbe potuto ottenere un incremento molto più alto, fino a 1380 punti, e sostiene di aver agito in quel modo per far emergere le falle nel sistema di regolamentazione del rating italiano più che per trarre vantaggio personale, avendo infatti intenzione di abbandonare le competizioni scacchistiche. Ricca ha anche affermato di aver avuto a che fare con altri giocatori che si sono serviti della stessa tecnica per alterare il proprio Elo, ma su scala ridotta, in modo che il trucco non fosse notato[68][69].

Il caso birmano[modifica | modifica sorgente]

Poco tempo dopo, un grave scandalo ha coinvolto la federazione scacchistica birmana, che tramite tornei irregolari è passata dall'avere solo 6 giocatori con Elo FIDE nel 1997 (il più alto era quello di Lwin Aye, pari a 2360 punti) ad oltre 200 nel 1999 (con 16 over-2500 e 36 over-2400)[70]. La FIDE ha reagito congelando l'aggiornamento del rating dei giocatori birmani e aprendo un'inchiesta per accertare le circostanze che hanno portato all'assegnazione di tali punteggi spropositati, disponendo inoltre di non appaltare più a soggetti di terze parti la pubblicazione delle graduatorie Elo, spostandone la gestione all'interno della FIDE[71].

Il caso Crisan[modifica | modifica sorgente]

Mohr-Crisan, Vidmar Memorial, 2001
a b c d e f g h
8
Chessboard480.svg
f6 re del nero
e5 torre del nero
e3 torre del bianco
f3 pedone del bianco
e2 re del bianco
8
7 7
6 6
5 5
4 4
3 3
2 2
1 1
a b c d e f g h
La continuazione ovvia per il Nero è 57...Txe3, che porta ad una facile patta. Crisan ha giocato invece 57...Ta5?? andando a perdere la partita.

Un celebre caso ha visto come protagonista lo scacchista rumeno Alexandru Crisan, che è stato accusato di aver falsificato documenti per raggiungere addirittura la 33ª posizione nel rating mondiale (2635 punti Elo) e i titoli di maestro internazionale e di grande maestro. Una commissione della FIDE ha accusato il giocatore di aver falsificato i risultati di tornei, constatando che fosse impossibile per un giocatore ottenere i suoi risultati giocando un numero misero di partite, molto più basso rispetto ai suoi connazionali di spicco, senza partecipare alle olimpiadi e senza giocare in tornei pubblici, ma solo in tornei privati. La commissione ha richiesto a Crisan di giocare in tre distinti tornei internazionali per confermare i propri risultati: il giocatore ha partecipato solo ad un torneo, il Milan Vidmar Memorial del 2001, in Slovenia, dove ha ottenuto un misero 0.5/9 (una patta e otto sconfitte, crollando da 2635 a 2588 punti nel rating[72]), con uno stile di gioco giudicato dalla commissione FIDE come impensabile per un giocatore di quel livello (un esempio nel diagramma a lato). La commissione ha richiesto la cancellazione del rating e la revoca dei titoli di IM e GM, anche se tali provvedimenti non sono stati presi[73].

Il caso Afromeev[modifica | modifica sorgente]

Un altro caso riguardò l'uomo d'affari e scacchista russo Vladimir Afromeev, che è stato accusato di aver raggiunto, tramite tornei privati da lui organizzati nei quali totalizzava punteggi altissimi, l'Elo FIDE di 2646 (che gli è valso l'ingresso nella top 100 mondiale), il titolo di maestro internazionale e di arbitro internazionale[74]. Il giocatore è stato accusato da diversi grandi scacchisti, tra i quali il GM Alexander Baburin su Chess today[75] e il MI Igor Yagupov su 64[76]. Afromeev ha vinto una causa per diffamazione contro Yagupov presentando i verbali di gara e le ricevute d'albergo relative ai tornei in questione, che secondo i critici erano tornei fantasma. Anche l'autista di Afromeev, un uomo non titolato e privo di rating, ha ottenuto un Elo over 2440 e Afromeev avrebbe affermato che anche il suo gatto avrebbe potuto raggiungere un rating elevato, se egli avesse voluto[75][77].

Doping[modifica | modifica sorgente]

Nel gioco degli scacchi è proibito il doping, ovvero l'assunzione di sostanze capaci di alterare le prestazioni dei giocatori. La FIDE ha un proprio regolamento antidoping[78] e i principi sono stabiliti dall'articolo 14 del FIDE Handbook, secondo il quale la federazione internazionale collabora con le federazioni nazionali ed olimpiche nella lotta al doping, accettando la regolamentazione antidoping internazionale[79]. Secondo le disposizioni della FIDE, nel gioco degli scacchi è vietato l'uso di sostanze proibite dall'agenzia mondiale antidoping (WADA), in particolare anfetamine, efedrina e metilefedrina (concentrazione massima di 10 μg/ml nelle urine), pseudoefedrina (0,15 mg/ml). Oltre alle sostanze proibite dalla WADA, la FIDE pone ulteriori restrizioni sulla caffeina (solo nelle competizioni, per consumi superiori ai 400 mg)[80][81] e sulla codeina (qualora superi le dosi ad uso medico)[82]. Sono inoltre tenute in considerazione le sostanze che influenzano lo stato cognitivo[83], come modafinil (che aumenta l'attenzione e influenza la capacità di memoria), adderal (una miscela di sali anfetaminici) e metilfenidato (uno stimolante)[82].

Schematizzazione della molecola di anfetamina, una comune sostanza dopante.

Nei tornei di scacchi possono essere condotti controlli antidoping a campione, sia casuali che mirati, effettuati dal personale della Commissione Medica FIDE o da altre agenzie qualificate autorizzate dalla federazione in laboratori accreditati dalla WADA. Nei tornei internazionali la scelta del numero di controlli da effettuare e dei test mirati spetta alla Commissione Medica FIDE, e dovrebbero essere controllati almeno i primi tre classificati più un ulteriore giocatore scelto casualmente (un giocatore per ogni squadra tra le prime tre classificate più una squadra casuale, nel caso di eventi a squadre). Nei tornei nazionali, il numero di controlli da effettuare e i criteri per la selezione dei giocatori spettano invece alle federazioni nazionali[78].

Durante le olimpiadi degli scacchi del 2004, disputate a Calvià, due giocatori, Shaun Press della Papua Nuova Guinea e Bobby Miller di Bermuda, si sono rifiutati di sottoporsi al test antidoping. I due sono stati ascoltati dalla commissione disciplinare della FIDE, che ha poi deciso di cancellare i loro risultati nel torneo (Press aveva ottenuto 7,5 punti su 14, Mille 3,5 su 9), facendo scendere il punteggio totale della Papua Nuova Guinea da 23 a 15,5 e quello di Bermuda da 22 a 18,5[84].

Ha suscitato clamore un fatto accaduto durante le olimpiadi degli scacchi del 2008, tenutesi a Dresda. La nazionale Ucraina era stata sorteggiata per il test antidoping dopo l'ultimo turno, nel quale affrontava gli Stati Uniti e si giocava una possibile medaglia. Contro i pronostici, l'Ucraina è stata pesantemente sconfitta per 3,5-0,5, con Vasyl' Ivančuk battuto in prima scacchiera da Gata Kamskij. Il giocatore ucraino si è allontanato furente dall'area di gioco, prendendo a calci con violenza un pilastro in cemento e poi sparendo dalla sede dell'evento per tutta la sera[85]. Non essendosi presentato al test, il giocatore avrebbe dovuto essere considerato colpevole in base all'articolo 2.3 del regolamento antidoping FIDE[78], rischiando la cancellazione dei risultati all'olimpiade e due anni di squalifica[86]. La federazione internazionale ha tuttavia disposto di non procedere contro Ivančuk, ritenendo che la sua mancata presentazione sia stata non intenzionale, dovuta al notevole stato di alterazione causato dalla sconfitta, in aggiunta al fatto che la richiesta di presentazione al test potrebbe non essere stata compresa da Ivančuk in quanto formulata in inglese, che non è la sua lingua madre[87].

Accuse di presunti poteri psichici[modifica | modifica sorgente]

Lo sguardo di Michail Tal', definito "magnetico" da diversi avversari.

In alcuni casi sono state avanzate accuse sull'uso di presunti poteri psichici per alterare il gioco. Ad alcuni grandi giocatori è stata attribuita la capacità di incutere grande timore quando si trovavano alla scacchiera, come Garri Kasparov o Bobby Fischer, e solitamente ciò è legato al conoscerne le grandi capacità ed i precedenti notevoli[88]. Alcune accuse più bizzarre sono state rivolte a giocatori ritenuti capaci di ipnotizzare gli avversari. Ad esempio, Michail Tal' era solito alzare lo sguardo dalla scacchiera e guardare negli occhi gli avversari, che era accusato di ipnotizzare con il suo "sguardo magnetico". Un curioso aneddoto riguarda un suo incontro con Pál Benkő, nel quale il suo avversario ungaro-americano si era presentato sulla scacchiera indossando un paio di occhiali da sole che, a suo dire, servivano per proteggersi dallo sguardo del campione lettone. Tal, cui non mancava il senso dell'umorismo, si è fatto prestare un paio di occhiali da sole da Tigran Petrosjan e i due si sono affrontati entrambi muniti di occhiali scuri, con divertimento del pubblico e degli altri giocatori presenti[88].

Il campionato del mondo del 1978[modifica | modifica sorgente]

Viktor Korčnoj nel 1976. È stato lo sfidante di Karpov nel mondiale del 1978.

L'episodio più eclatante di simili accuse è accaduto nel corso del campionato del mondo del 1978 tra il sovietico Anatolij Karpov, campione in carica, e lo sfidante Viktor Korčnoj. Quest'ultimo era fuggito pochi anni prima dall'Unione Sovietica e aveva appena ottenuto la cittadinanza svizzera, motivo per cui era ritenuto un disertore ed era fortemente inviso ai sovietici. Il match è stato disputato a Baguio, nelle Filippine, ed è ritenuto il mondiale di scacchi più bizzarro della storia. Il team di Karpov comprendeva uno psicologo, il dottor Vladimir Zukhar, che durante le partite sedeva tra le prime file degli spettatori. Korčnoj era piuttosto superstizioso e, dopo la prima vittoria di Karpov nell'ottava partita, il suo team accusò Zukhar di essere un parapsicologo che usava i suoi presunti poteri occulti per confondere Korčnoj[89], generando notevoli polemiche che si aggiunsero a quelle precedenti al match. Il team di Korčnoj richiese il suo allontanamento e quando Lothar Schmid, l'arbitro capo dell'evento, dispose di far spostare Zukhar in una fila più lontana in base al fatto che il pubblico non doveva infastidire i giocatori, in una lettera Karpov in persona accusò l'arbitro di essere parziale, sostenendo che avesse travalicato i suoi poteri. Seguì una riunione di sei ore dell'organizzazione, la cui conclusione fu quella di stabilire che l'arbitro aveva autorità solo nei confronti di disturbi fisici arrecati dal pubblico, ma non su presunti disturbi soggettivi quali quelli derivanti da ipotetici poteri psichici. Nelle partite seguenti, Zukhar fu costretto a continui spostamenti nella sala, generalmente circondato e sorvegliato da uomini del team di Korčnoj, fino a quando non fu spostato in ultima fila da Campomanes in persona, allora presidente della federazione scacchistica filippina[90][91].

Come risposta, Korčnoj incluse nel suo team il parapsicologo israeliano Vladimir Bergina, licenziandolo però dopo poche partite in quanto Karpov ignorava la sua presenza. Korčnoj decise inoltre di usare degli occhiali da sole riflettenti per "proteggersi", cui seguirono ovvie contestazioni da parte di Karpov. Korčnoj impiegò un intervallo per andare in vacanza a Manila e, al ritorno, invitò in sala un gruppo di giovani studentesse di parapsicologia presso l'Università di Manila. Il giocatore naturalizzato svizzero sosteneva di beneficiare dell'aura positiva emanata dalle ragazze, ma il pragmatico team di Karpov non si è lasciato influenzare. Ben diversa fu invece la reazione della squadra sovietica quando venne a scoprire che una coppia di guru Ānanda Mārga americani, Steven Dwyer e Victoria Shepherd (noti come Dada & Didi), giunti in sala con Korčnoj a seguito delle ragazze, erano stati condannati in primo grado a diciassette anni di carcere ciascuno per l'omicidio di un diplomatico ed erano in attesa del processo di secondo grado. I due indossavano il turbante e i loro sgargianti abiti tradizionali, sedendo in posizione padmasana nei pressi della delegazione sovietica, che protestò vivamente. Nella ventesima partita i due furono costretti a vestire abiti civili e sedere normalmente, mentre dalla ventunesima partita fu proibito l'accesso all'area di gioco e alle residenze dei giocatori a tutti coloro che avessero a carico delle condanne penali. I due si trasferirono nella villa privata di Korčnoj, il quale organizzava sedute meditative assieme ai due e alle ragazze per attirare a sé presunte energie positive, fino a quando i guru furono allontanati anche da essa, dietro richiesta della squadra sovietica. In seguito furono anche arrestate tre persone che avevano chiesto 15 000 $ a Korčnoj per disporre dei loro servizi di magia nera, minacciando la sua sconfitta in caso non accettasse[90].

I precedenti sono solo alcuni dei tantissimi episodi bizzarri che sono stati al centro di polemiche prima e durante il corso dell'incontro, vinto da Karpov con un solo punto di vantaggio grazie al successo nella trentaduesima ed ultima partita. Più che da presunti poteri occulti, è verosimile ritenere invece che il gioco di Korčnoj possa essere stato influenzato negativamente dal grande spreco di energie che questi ha impiegato concentrandosi su superstizioni e occultismo, rispondendo alle provocazioni della squadra sovietica e facendosi notevolmente condizionare. Da questo punto di vista sono coincidenze significative il fatto che la prima sconfitta di Korčnoj, nell'ottava partita, sia seguita immediatamente all'apertura della guerra psicologica da parte di Karpov, che si era rifiutato di stringere la mano all'avversario prima del suo inizio, mentre la vittoria nella partita finale è stata ottenuta da Karpov quando il dottor Zukhar è tornato a sedersi in prima fila, nonostante le disposizioni degli organizzatori che lo avevano costretto a stare in fondo alla sala[92].

Imbrogli nel gioco per corrispondenza e nelle simultanee[modifica | modifica sorgente]

Derren Brown nel 2009.

Nel gioco per corrispondenza l'uso di libri e software può essere consentito o meno, a seconda delle decisioni delle federazioni o dei giocatori, per cui farne uso qualora fossero proibiti è ovviamente un modo di barare. Nel gioco per corrispondenza esiste un modo per giocare slealmente che consiste nello sfidare due giocatori contemporaneamente con colori diversi, usando le mosse dell'uno contro l'altro e praticamente facendoli giocare fra loro. Questo trucco è stato usato da un modesto giocatore contro Aleksandr Alechin e Efim Bogoljubov, anche se i due maestri hanno scoperto il trucco mentre discutevano per caso delle loro partite per corrispondenza[93].

In una esibizione simultanea un giocatore, anche se privo di conoscenze scacchistiche, può ottenere un punteggio del 50% sul totale usando lo stesso trucco del gioco per corrispondenza, ovvero affrontando un numero pari di avversari con colori alternati e limitandosi a riportare le mosse di ciascuno di essi contro qualcun altro. Nel 1972 il mago Romark ha sfidato Bobby Fischer e Boris Spasskij in una simultanea, che i due hanno rifiutato, nella quale probabilmente intendeva usare il trucco. L'illusionista Derren Brown ha usato questo stratagemma contro nove forti scacchisti britannici, tra i quali vi erano quattro grandi maestri, in una simultanea tenuta in una puntata del suo show televisivo Trick of the Mind. Nonostante Brown si definisse altamente scadente nel gioco, ha concluso la simultanea con quattro vittorie, due patte e tre sconfitte. Ha fatto giocare quattro dei giocatori contro altri quattro, ma si sospetta comunque che la manifestazione fosse ulteriormente truccata, in quanto Brown ha vinto anche la nona partita contro un giocatore over 2200, sicuramente troppo forte per essere battuto da un dilettante, e ha predetto correttamente il numero di pezzi che sarebbero rimasti in ogni scacchiera alla fine della simultanea[93].

Cheating nel gioco online[modifica | modifica sorgente]

Nei server dedicati al gioco online, come FICS o Playchess, è usualmente vietato l'impiego di software di analisi, salvo in aree dedicate alle competizioni fra motori scacchistici o al gioco degli scacchi avanzati. Una delle forme di imbroglio più comune consiste nell'uso di motori per vincere e aumentare il proprio rating. I gestori dei server possono adottare diverse tipologie di controlli, come l'analisi delle partite per individuare lo stile di gioco di un motore e il rilevamento di altri programmi eseguiti in background. Un'altra modalità di imbroglio è l'uso di sockpuppet, utenze fittizie che vengono fatte perdere contro una utenza principale per aumentare il rating di quest'ultima. In questi casi sono solitamente previste sanzioni come l'azzeramento del rating o il ban dell'utenza[94].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Minutes of the Chess Cheating conference in New York, ChessBase, 11 gennaio 2007. URL consultato il 29 marzo 2011 (archiviato il 26 maggio 2014).
  2. ^ Kling, Horwitz, op. cit., p.136
  3. ^ Cheating Accusations in Mental Sports, Too in The New York Times, 8 agosto 2006. URL consultato il 1º gennaio 2007 (archiviato il 26 maggio 2014).
  4. ^ "The players shall take no action that will bring the game of chess into disrepute." Cfr. Laws of Chess, FIDE. URL consultato il 30 luglio 2012 (archiviato il 24 agosto 2014).
  5. ^ Traduzione italiana FSI del regolamento, cfr. Regolamento FIDE degli scacchi - traduzione in italiano. URL consultato il 22 agosto 2013.
  6. ^ Geurt Gijssen, Unusual Events or Are There Still Normal Games?, The Chess Cafe, pp. 8. URL consultato il 30 luglio 2012 (archiviato il 26 maggio 2014).
  7. ^ Frederic Friedel, A history of cheating in chess (1). URL consultato il 24 agosto 2013 (archiviato il 26 maggio 2014).
  8. ^ Brace, op. cit., p. 276
  9. ^ Horowitz, Reinfeld, op. cit., p. 7.
  10. ^ Cheating in world chess championships is nothing new, study suggests. URL consultato il 1º gennaio 2007 (archiviato il 26 maggio 2014).
  11. ^ Did the Soviets Collude? A Statistical Analysis of Championship Chess 1940–64. URL consultato il 1º gennaio 2007 (archiviato il 26 maggio 2014).
  12. ^ Timman, op. cit., p. 25.
  13. ^ Taylor Kingston, Yuri Averbakh, An Interview with History, Part 2, chesscafe.com, 2002. URL consultato il 22 agosto 2013 (archiviato il 26 maggio 2014).
  14. ^ Nagesh Havanur, recensione di "Curaçao 1962" di Jan Timman (2005), Chessvile, ristampa da Kingpin magazine No. 38, 2006. (archiviato il 29 giugno 2012).
  15. ^ Pal Benko, Jeremy Silman, John Watson, Pal Benko: My Life, Games and Compositions, Siles Press, 2003.
  16. ^ Fide Laws of Chess, art. 12.3
  17. ^ World Cup 1.2: Polgar, Nepo out, Ushenina still in, ChessBase, 12 agosto 2013. URL consultato il 23 agosto 2013 (archiviato il 26 maggio 2014).
  18. ^ Non era il primo computer in grado di giocare a scacchi, ma il primo il cui hardware era specificamente ottimizzato per questo scopo.
  19. ^ H. J. van den Herik, B. Monien, Advances in Computer Games, vol. 9, Universiteit Maastricht, 2001.
  20. ^ a b c Frederic Friedel, A history of cheating in chess (2), ChessBase. URL consultato il 24 agosto 2013 (archiviato il 26 maggio 2014).
  21. ^ Scandal in Lampertsheim – cheating in the loo, ChessBase, 7 gennaio 2003. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 26 maggio 2014).
  22. ^ Blockade Chess Cheaters USCF Petition, SeniorChess. URL consultato il 29 marzo 2011 (archiviato il 26 maggio 2014).
  23. ^ a b (EN) Player expelled for technology misuse in The Hindu, 6 dicembre 2006, Chennai, India. URL consultato il 28 dicembre 2006 (archiviato il 26 maggio 2014).
  24. ^ (EN) But loo and blue chequered the mind game. URL consultato il 2 gennaio 2007 (archiviato il 26 maggio 2014).
  25. ^ Vince col bluetooth: squalificato, La Gazzetta dello Sport, 27 dicembre 2006. URL consultato il 14 maggio 2013 (archiviato il 26 maggio 2014).
  26. ^ a b (EN) Chess player caught cheating with wireless device. URL consultato il 28 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2007).
  27. ^ (EN) Verdict on chess cheating this week, The Telegraph, 12 dicembre 2006. URL consultato il 28 dicembre 2006 (archiviato il 26 maggio 2014).
  28. ^ a b (EN) Umakant Shama banned for 10 years (Chennai, India). (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2007).
  29. ^ a b Cheating Accusations at the World Open, ChessBase, 10 agosto 2006. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
  30. ^ Cheating at the World Open – more details, 17 agosto 2006. URL consultato il 2 settembre 2013 (archiviato il 24 agosto 2014).
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  32. ^ Silvio Danailov accuses Kramnik of using Fritz 9, ChessBase, 4 ottobre 2006. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
  33. ^ Zsusa Polgár, Danailov makes a stunning statement!, 4 ottobre 2006. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
  34. ^ Peter Doggers, Dutch chess player banned after using PocketFritz, ChessVibes.com, 9 novembre 2007. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
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  42. ^ Barry Duggan e Ralph Riegel, Teen caught in chess cheat row is banned, 26 marzo 2014. URL consultato il 24 agosto 2014.
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  45. ^ (BG) Събличат гол наш шахматист в Задар, подозират "чудото" Боби Иванов в измама с чип, Standartnews.com, 29 dicembre 2013. URL consultato il 3 ottobre 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
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  47. ^ Experts weigh in on Ivanov's performance, ChessBase, 5 giugno 2013. URL consultato il 3 ottobre 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
  48. ^ Peter Doggers, "Don't panic!" On the recent developments around cheating, ChessVibes, 23 maggio 2013. (archiviato il 19 luglio 2014).
  49. ^ (BG) БФ Шахмат смята случая с Борислав Иванов за приключен (La federazione bulgara considera chiuso il caso Borislav Ivanov). (archiviato il 23 agosto 2014).
  50. ^ Gli organizzatori inizialmente non avevano accettato l'iscrizione di Ivanov al torneo ma hanno infine deciso di accettare la sua presenza, per evitare possibili citazioni in giudizio. Il giocatore tuttavia non è stato premiato in quanto, pur avendo concluso con il punteggio più alto, aveva ottenuto tre vittorie per forfait, e il regolamento dell'evento escludeva dalla premiazione i giocatori che non avessero giocato in più di due partite.
  51. ^ Dejan Bojkov, On the doping, ChessVibes, 1º giugno 2013. URL consultato il 5 ottobre 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
  52. ^ Rombaldoni: "He never calculated moves", ChessBase, 19 giugno 2013. URL consultato il 3 ottobre 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
  53. ^ (BG) България Благоевград, Нов скандал покрай Борислав Иванов (Nuovo scandalo per Borislav Ivanov) in Blitz, 3 ottobre 2013. URL consultato il 5 ottobre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  54. ^ The shoe assistant – Ivanov forfeits at Blagoevgrad, ChessBase, 3 ottobre 2013. URL consultato il 3 ottobre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  55. ^ (BG) България Благоевград, Скандалният Борислав Иванов сложи край на кариерата си (Fine della controversa carriera di Borislav Ivanov in Blitz, 4 ottobre 2013. URL consultato il 5 ottobre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  56. ^ Ivanov ends his chess career, ChessBase, 5 ottobre 2013. URL consultato il 5 ottobre 2013 (archiviato il 24 agosto 2014).
  57. ^ Ivanov restarts his chess career, ChessBase, 9 dicembre 2013. URL consultato il 26 maggio 2014 (archiviato il 26 maggio 2014).
  58. ^ Official statement on the Ivanov story, ChessVibes, 11 dicembre 2013. (archiviato il 24 agosto 2014).
  59. ^ Ivanov Again Suspended by Bulgarian Chess Federation, ChessVibes, 23 dicembre 2013. (archiviato il 24 agosto 2014).
  60. ^ Laws of Chess, FIDE. URL consultato il 30 luglio 2012 (archiviato il 23 agosto 2014).
  61. ^
    (EN)
    « When the man in the street hears of someone cheating at chess... usually involve a violation of article 7 of the Laws of Chess, usually called the 'touch-move' rule. »
    (IT)
    « Quando una persona qualsiasi sente parlare di qualcuno che bara negli scacchi... solitamente pensa ad una violazione dell'articolo 7 del regolamento, la regola comunemente chiamata "pezzo toccato-pezzo mosso" »
    (Lombardy, op. cit., p. 102)
  62. ^
    (EN)
    « He stuttered, J'adoube, and moved another piece instead, which is commonly known as cheating. »
    (IT)
    « Ha balbettato J'adoube e ha mosso un altro pezzo, il che è comunemente noto come barare. »
    (Evans, op. cit., p. 307)
  63. ^ Evans, op. cit., pp. 284–85
  64. ^ Matulović vs. Bilek, Sousse 1967. URL consultato il 23 agosto 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  65. ^ Hooper, Whyld, op. cit., p. 185, 252
  66. ^ Evans, op. cit., p. 108.
  67. ^ Ricca si manteneva poco sopra ai 2050 punti di Elo Italia, scesi in quelle circostanze a circa 1700, e aveva recentemente ottenuto un Elo FIDE di 2145.
  68. ^ Roberto Ricca, I sei mesi che sconvolsero l'Elo in En passant, nº 51, gennaio 1998. (archiviato il 23 agosto 2014).
  69. ^ Il "caso" Ricca, Circolo scacchi Gioacchino Greco. URL consultato il 7 dicembre 2013 (archiviato il 23 aogsto 2014).
  70. ^ A titolo di confronto, nel 2013 la Birmania ha solo tredici scacchisti attivi con Elo, tra i quali quattro MI e quattro MF, in tutto un solo over-2400 e altri due over-2300. Cfr. FIDE Country Top chess players. URL consultato il 7 dicembre 2013.
  71. ^ Quah Seng Sun, Myanmar chess under probe in Malaysian Chess News, 9 aprile 1999. (archiviato il 23 agosto 2014).
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  76. ^ 64, n. 7, 2001
  77. ^ Zsuzsa Polgár, A story worth reading by GM Baburin of Chess Today, 30 luglio 2007. URL consultato il 5 settembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  78. ^ a b c FIDE Anti-Doping Regulations. URL consultato il 1º settembre 2013.
  79. ^ FIDE Handbook: Chapter 14 - Doping and Drug Use. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  80. ^ È la dose giornaliera di caffeina consumata che la FDA consiglia di non superare, cfr. FDA to Investigate Added Caffeine, 3 maggio 2013. URL consultato il 23 novembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  81. ^ La caffeina è monitorata dalla WADA, tuttavia non è inserita tra le sostanze proibite (è stata rimossa dalla lista nel 2004). Cfr. Questions and Answers on 2012 Prohibited List, WADA. URL consultato il 23 novembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  82. ^ a b Chess WADA – Anti-Doping Policy, Nutrition and Health, FIDE. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
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  88. ^ a b Kasparov, op. cit., p. 225.
  89. ^ Kasparov, op. cit., p. 229.
  90. ^ a b World Chess Championship 1978 Karpov - Korchnoi. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  91. ^ Baguio 1978: Karpov - Korchnoi. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  92. ^ Kasparov, op. cit., p. 230.
  93. ^ a b Morgan Daniels, The magical chess experiment, ChessBase, 29 aprile 2004. URL consultato il 24 agosto 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).
  94. ^ FAQ di playchess.com. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato il 23 agosto 2014).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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