Complesso di superammassi dei Pesci-Balena

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Mappa dei superammassi che costituiscono il complesso di superammassi dei Pesci-Balena.

Il Complesso di superammassi dei Pesci-Balena è l'insieme, o filamento, di superammassi di galassie che include il Superammasso della Vergine, dove si trova il Gruppo Locale che a sua volta contiene la Via Lattea.[1]

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

L'astronomo R. Brent Tully dell'Istituto di Astronomia dell'Università delle Hawaii ha identificato il complesso di superammassi nel 1987.[2]

Estensione e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso di superammassi dei Pesci-Balena ha una lunghezza stimata di circa un miliardo di anni luce e una larghezza di 150 milioni di anni luce. È una delle più grandi strutture identificate dell'universo osservabile, superato però in lunghezza dai quattro miliardi di anni luce dello Huge-LQG e dagli 1,37 miliardi di anni luce dello Sloan Great Wall.

Il complesso comprende circa 60 tra ammassi e superammassi ed ha una massa totale stimata di 1018 M.[3] Secondo lo scopritore, il complesso è formato da 5 parti:

  1. Il Superammasso dei Pesci-Balena, che dà il nome al complesso
  2. La Catena Perseo-Pegaso, che include il Superammasso di Perseo-Pesci
  3. La Catena Pegaso-Pesci
  4. La Regione dello Scultore, che include il Superammasso dello Scultore e il Superammasso di Ercole
  5. Il Superammasso della Vergine-Idra-Centauro, che è formato dal Superammasso dell'Idra-Centauro e dal nostro Superammasso della Vergine, dove è localizzato il Gruppo Locale, che a sua volta include la Via Lattea.[3]

Con una massa di 1015 M, il nostro Superammasso della Vergine pesa solo per lo 0,1% sulla massa totale del complesso di superammassi dei Pesci-Balena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) R. B. Tully, Alignment of clusters and galaxies on scales up to 0.1 C in The Astrophysical Journal, vol. 303, 1986-04-01, pp. 25–38. URL consultato il 2011-05-03.
  2. ^ John Noble Wilford, Massive Clusters of Galaxies Defy Concepts of the Universe in New York Times, 10 novembre, 1987.
  3. ^ a b (EN) R. Brent Tully, More about clustering on a scale of 0.1 C in The Astrophysical Journal, vol. 323, 1987-12-01, pp. 1–18. URL consultato il 2011-05-03.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]