Company Raj

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Raj della Compagnia
Raj della Compagnia – Bandiera
(dettagli)
Dati amministrativi
Nome completo Raj della Compagnia inglese delle Indie Orientali
Nome ufficiale Company Raj
Lingue ufficiali inglese, Hindi, Tamil, Urdu, Pashtu
Lingue parlate
Capitale Calcutta
Dipendente da Regno Unito Regno Unito
Politica
Forma di Stato Colonia britannica amministrata dalla Compagnia inglese delle Indie Orientali
Forma di governo
Nascita 23 giugno 1757
Causa Battaglia di Plassey
Fine 2 agosto 1858
Causa Government of India Act 1858
Territorio e popolazione
Bacino geografico subcontinente indiano
Territorio originale Penisola Indiana
Economia
Valuta Rupia indiana
Risorse carbone, ferro, calcare, argilla
Produzioni tessuti, ceramiche
Commerci con Regno Unito
Esportazioni cotone, , sale, frutti tropicali, spezie, zucchero
Religione e società
Religioni preminenti Induismo, Islamismo
Religioni minoritarie Buddismo, Anglicanesimo, Cattolicesimo, Sikhismo, Zoroastrismo
Raj della Compagnia - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of the Mughal Empire.svg Impero Moghul
Flag of the Maratha Empire.svg Impero Maratha
Nishan Sahib.svg Impero Sikh
Flag of the Dutch East India Company.svg Malacca olandese
Flag of Herat until 1842.svg Impero Durrani
Succeduto da British Raj Red Ensign.svg British Raj
Flag of the British Straits Settlements (1874-1942).svg Insediamenti dello Stretto

Con il termine di Raj della Compagnia o Company Raj si indica l'insieme di domini diretti e protettorati che il Regno Unito accumulò e organizzò nel subcontinente indiano attraverso la Compagnia inglese delle Indie Orientali nella prima fase del colonialismo britannico in India. Il colonialismo inglese in India ebbe inizio nel 1757 quando, dopo la Battaglia di Plassey il Nawab del Bengala si arrese e consegnò i suoi domini alla Compagnia delle Indie Orientali.[1] A partire dal 1765 alla Compagnia venne garantito il diritto di raccogliere le tasse nell'area del Bengala e del Bihar,[2] e nel 1772 la capitale di questi nuovi domini venne posta a Calcutta con la consequenziale nomina del primo governatore generale nella persona di Warren Hastings.[3] Il governo della Compagnia perdurò sino al 1858 quando, dopo i Moti indiani del 1857 il governo britannico decise di assumere direttamente il controllo e l'amministrazione dell'India con la costituzione del British Raj.

Espansione e territorio[modifica | modifica sorgente]

La Compagnia inglese delle Indie Orientali venne fondata nel 1600 col nome di The Company of Merchants of London Trading into the East Indies. Essa approdò per la prima volta in India nel 1612 dopo che l'Imperatore mogol Jahangir gli ebbe garantito il diritto di fondare sul suolo indiano una fattoria con annesso un porto commerciale presso Surat sulla costa occidentale. Nel 1640, dopo aver ricevuto un permesso simile dall'Imperatore Vijayanagara venne fondata una seconda fattoria a Madras nella costa sud-orientale. L'isola di Bombay, non lontana da Surat e già possedimento portoghese, venne portata in dote al Regno d'Inghilterra dopo il matrimonio tra Caterina di Braganza e Carlo II d'Inghilterra e concessa poi alla compagnia nel 1668. Vent'anni dopo, la Compagnia stabilì una nuova fattoria a Calcutta presso il fiume Gange. Nello stesso tempo altre compagnie vennero fondate da parte di altri stati europei interessati al colonialismo come Portogallo, Paesi Bassi, Francia e Danimarca.

La Compagnia aveva de facto il controllo diretto su diverse regioni dell'India, ma tali domini non furono ufficialmente indipendenti dall'Impero indiano sino alla vittoria di Robert Clive nel 1757 nella Battaglia di Plassey. Un'altra vittoria importante fu quella del 1764 nella Battaglia di Buxar (nel Bihar), che consolidò il potere della compagnia e forzò l'imperatore Shah Alam II a nominare diwan delle regioni del Bengala, del Bihar e di Orissa un rappresentante della compagnia. In questo modo la Compagnia divenne la reggente dell'area del Gange intensificando la propria influenza a Bombay e Madras. Le Guerre anglo-mysore (1766–1799) e le Guerre anglo-maratha (1772–1818) consentirono alla Compagnia di prendere il controllo di tutto il sud dell'India.

La proliferazione dei territori della Compagnia ebbe due risvolti: il primo consisteva nell'acquisire territori degli stati nativi e porli sotto il proprio diretto controllo e così fu per le regioni di Rohilkhand, Gorakhpur, Doab (1801), Delhi (1803) e Sindh (1843). Punjab, North-West Frontier Province e Kashmir vennero annesse solo dopo la Seconda guerra anglo-sikh nel 1849; ad ogni modo, il Kashmir venne immediatamente venduto sotto i termini del Trattato di Amritsar (1850) alla dinastia Dogra di Jammu, e divenne così uno stato principesco indipendente. Nel 1854 la provincia di Berar venne annessa ai domini della compagnia e lo stato di Oudh ebbe eguale sorte due anni più tardi.[4]

La seconda forma di acquisizione del potere da parte della compagnia era essenzialmente dovuta ad una grande autonomia interna. Dal momento che la Compagnia era sostenitrice innanzitutto di operazioni finanziarie poteva contare su propri finanziamenti che le "imponevano" di stabilire un certo controllo sulle aree produttive.[5] Fondamentale furono in questo senso gli accordi trovati con i diversi principi nativi i quali qualora avessero voluto entrare in relazione con la compagnia per esportare i propri prodotti con rendite moltiplicate dal grande commercio inglese, dovevano rilasciare dei diritti "politici" alla compagnia su determinate aree produttive.[6] In cambio, inoltre, la Compagnia proponeva anche la difesa militare del territorio stesso con rispetto per le tradizioni locali e i massimi onori.[6] Tra gli stati con cui la compagnia strinse patti di alleanza ricordiamo: Cochin (1791), Jaipur (1794), Travancore (1795), Hyderabad (1798), Mysore (1799), Cis-Sutlej Hill States (1815), Central India Agency (1819), Kutch e Gujarat Gaikwad (1819), Rajputana (1818) e Bahawalpur (1833).[4]

Governatori Generali della Compagnia britannica delle Indie Orientali[modifica | modifica sorgente]

Governatori del presidio di Fort William (Bengala), 1774–1833[modifica | modifica sorgente]

# Nome Immagine Dal Al
1 Warren Hastings Warren Hastings greyscale.jpg 20 ottobre 1773 1 febbraio 1785
2 Sir John Macpherson, I baronetto
(formalmente)
Flag of the British East India Company (1801).svg 1 febbraio 1785 12 settembre 1786
3 Charles Cornwallis, I marchese Cornwallis[7] Lord Cornwallis.jpg 12 settembre 1786 28 ottobre 1793
4 John Shore, I barone Teignmouth JohnShore.jpg 28 ottobre 1793 marzo 1798
5 Sir Alured Clarke
(formalmente)
Flag of the British East India Company (1801).svg marzo 1798 18 maggio 1798
6 Richard Wellesley, I marchese Wellesley[8] Richard Wellesley 2.JPG 18 maggio 1798 30 luglio 1805
7 Charles Cornwallis, I marchese Cornwallis Lord Cornwallis.jpg 30 luglio 1805 5 ottobre 1805
8 Sir George Barlow, I baronetto
(formalmente)
Sir George Barlow, 1st Bt from NPG crop.jpg 10 ottobre 1805 31 luglio 1807
9 Gilbert Elliot-Murray-Kynynmound, I conte di Minto Gilbert Eliot, 1st Earl of Minto by James Atkinson.jpg 31 luglio 1807 4 ottobre 1813
10 Francis Rawdon-Hastings, I marchese di Hastings[9] Francis, 1st Marquess of Hastings (Earl of Moira).jpg 4 ottobre 1813 9 gennaio 1823
11 John Adam
(formalmente)
Flag of the British East India Company (1801).svg 9 gennaio 1823 1 agosto 1823
12 William Amherst, I conte Amherst[10] Lordamherst 1820.jpg 1 agosto 1823 13 marzo 1828
13 William Butterworth Bayley
(formalmente)
Flag of the British East India Company (1801).svg 13 marzo 1828 4 luglio 1828
14 Lord William Bentinck Lord-william-bentinck.jpg 4 luglio 1828 1833

Governatori Generali dell'India, 1833–1858[modifica | modifica sorgente]

# Nome Immagine Dal Al
14 Lord William Bentinck Lord-william-bentinck.jpg 1833 20 marzo 1835
15 Charles Metcalfe, I barone Metcalfe
(formalmente)
Charles T. Metcalfe.jpg 20 marzo 1835 4 marzo 1836
16 George Eden, I conte di Auckland[11] George Eden, 1st Earl of Auckland.png 4 marzo 1836 28 febbraio 1842
17 Edward Law, I conte di Ellenborough 1stEarlOfEllenborough.jpg 28 febbraio 1842 giugno 1844
18 William Wilberforce Bird
(formalmente)
Flag of the British East India Company (1801).svg giugno 1844 23 luglio 1844
19 Henry Hardinge, I visconte Hardinge[12] Henryhardinge.jpg 23 luglio 1844 12 gennaio 1848
20 James Broun-Ramsay, I Marchese di Dalhousie[13] Flag of the British East India Company (1801).svg 12 gennaio 1848 28 febbraio 1856
21 Charles Canning, I conte Canning Charles Canning, 1st Earl Canning - Project Gutenberg eText 16528.jpg 28 febbraio 1856 1 novembre 1858

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bose & Jalal 2003, p. 76
  2. ^ Brown 1994, p. 46, Peers 2006, p. 30
  3. ^ Metcalf Metcalf, p. 56
  4. ^ a b Ludden 2002, p. 133
  5. ^ Brown 1994, p. 67
  6. ^ a b Brown 1994, p. 68
  7. ^ creato marchese Cornwallis nel 1792.
  8. ^ Creato marchese Wellesley nel 1799.
  9. ^ Creato mnarchese di Hastings nel 1816.
  10. ^ Creato conte Amherst nel 1826.
  11. ^ Creato conte di Auckland nel 1839.
  12. ^ Creato visconte Hardinge nel 1846.
  13. ^ Creato marchese di Dalhousie nel 1849.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Robert E. Frykenberg, Oxford History of the British Empire: Historiography, Oxford and New York: Oxford University Press, 2001, pp. 194–213. ISBN 0199246807.
  • Peter Harnetty, 'Deindustrialization' Revisited: The Handloom Weavers of the Central Provinces of India, c. 1800–1947 in Modern Asian Studies, vol. 25, n. 3, 1991, pp. 455–510.
  • Gad Heuman, Oxford History of the British Empire: Historiography, Oxford and New York: Oxford University Press, 2001, pp. 315–326. ISBN 0199246807.
  • Ira Klein, Plague, Policy and Popular Unrest in British India in Modern Asian Studies, vol. 22, n. 4, 1988, pp. 723–755.
  • Ira Klein, Materialism, Mutiny and Modernization in British India in Modern Asian Studies, vol. 34, n. 3, 2000, pp. 545–580.
  • Robert Kubicek, Oxford History of the British Empire: The Nineteenth Century, Oxford and New York: Oxford University Press, 2001, pp. 247–269. ISBN 0199246785.
  • Kapil Raj, Colonial Encounters and the Forging of New Knowledge and National Identities: Great Britain and India, 1760–1850 in Osiris, 2nd Series, vol. 15, n. Nature and Empire: Science and the Colonial Enterprise, 2000, pp. 119–134.
  • Rajat Kanta Ray, Asian Capital in the Age of European Domination: The Rise of the Bazaar, 1800–1914 in Modern Asian Studies, vol. 29, n. 3, 1995, pp. 449–554.
  • Tirthankar Roy, Economic History and Modern India: Redefining the Link in The Journal of Economic Perspectives, vol. 16, n. 3, 2002, pp. 109–130.
  • B. R. Tomlinson, Oxford History of the British Empire: The Nineteenth Century, Oxford and New York: Oxford University Press, 2001, pp. 53–74. ISBN 0199246785.
  • D. A. Washbrook, Oxford History of the British Empire: The Nineteenth Century, Oxford and New York: Oxford University Press, 2001, pp. 395–421. ISBN 0199246785.
  • Diana Wylie, Oxford History of the British Empire: Historiography, Oxford and New York: Oxford University Press, 2001, pp. 277–289. ISBN 0199246807.
  • Imperial Gazetteer of India vol. IV, The Indian Empire, Administrative, Published under the authority of His Majesty's Secretary of State for India in Council, Oxford at the Clarendon Press. Pp. xxx, 1 map, 552., 1908.
  • R. C. Majumdar, An Advanced History of India, London: Macmillan and Company Limited. 2nd edition. Pp. xiii, 1122, 7 maps, 5 coloured maps., 1950.
  • Horace H Wilson, The History of British India from 1805 to 1835, London: James Madden and Co., 1845. OCLC 63943320.
  • Vincent A. Smith, India in the British Period: Being Part III of the Oxford History of India, Oxford: At the Clarendon Press. 2nd edition. Pp. xxiv, 316 (469-784), 1921.
  • India from Congress
  • Pakistan from Congress