Commedia sexy all'italiana

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Un'immagine simbolo di Giovannona Coscialunga disonorata con onore, tra i maggiori successi del filone

La commedia sexy all'italiana è una filiazione B-movie della commedia all'italiana e di vari generi cine-letterari, dei quali commistiona vaghe suggestioni e soprattutto luoghi comuni. Nata nel 1972, ha avuto grande successo in Italia e in Sudamerica per un decennio circa, per poi declinare a partire dal 1981. Conta numerosi sottofiloni.

Articolati a volte in più episodi, questi film contano numerosi epigoni poiché riscossero nelle sale cinematografiche buoni incassi anche a fronte del crescente successo delle televisioni private a partire dalla metà del decennio. Queste pellicole, che ebbero come protagonisti maschili attori comici quali Lino Banfi, Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Alvaro Vitali, Gianfranco D'Angelo, Enzo Cannavale e Bombolo, furono successivamente considerate come dei film cult, oltre che una riflessione riguardante i costumi del popolo italiano.

Le protagoniste e i comici[modifica | modifica sorgente]

Fondamentali per questo genere erano la presenza di attori comici collaudati nella ripetizione di sperimentati cliché di successo e soprattutto di attrici bellissime nel ruolo delle protagoniste di richiamo, secondo una formula derivata dal teatro di varietà e dal teatro di rivista.

Esistono poi attori che interpretarono un gran numero di film del filone in qualità di generici o semplici comparse. Tra i più noti Er Braciola (alias Ennio Antonelli) e Jimmy il Fenomeno (pseudonimo di Luigi Origene Soffrano).

Molti degli attori impegnati negli anni settanta e ottanta in questo genere hanno successivamente abbandonato questo tipo di produzione, continuando la carriera tanto al cinema quanto in teatro: è il caso di Alvaro Vitali tornato in TV nel 2004 e di Lino Banfi che ha proseguito la propria attività d'attore in fortunate serie televisive (Un medico in famiglia).

Il decamerotico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Decamerotico.

Il racconto antico medievale tradotto al cinema contava numerosi classici: nacque a partire dal cinema muto un grande cinema retorico: patria di sentimenti e valori "alti"; ciò vale non solo per le produzioni straniere ma anche nostrane. Nella seconda metà degli anni sessanta comparvero alcuni film italiani, pur differenti tra loro, ma affini in quanto anticonformisti rispetto alla ricostruzione storica, tra gli altri degni di nota: L'Armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli, il Satyricon (1969) di Federico Fellini e il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini.
Qui è proprio la sacralità del film in costume, storico o letterario, che viene messa basilarmente in discussione, quando non sbeffeggiata e ricondotta ad una quotidianità storica non propriamente ispirata al metro ricostruttivo manzoniano.

Ciò generò la parodizzazione non solo di questi film, pur sempre di registi dell'olimpo del cinema, ma anche i generi dai quali codesti film scaturirono, non vennero risparmiati. Ciò però pose in risalto una riappropriazione popolare del retaggio culturale scolastico borghese, che da sempre esorcizzava e castrava opere libertineggianti quali il Satyricon di Petronio Arbitro e il Decameron di Giovanni Boccaccio per la loro forza chiaramente eversiva, nonché il chiaro messaggio liberante a sfondo sessuale, gettonatissimo negli anni della contestazione. L'uscita di film quali Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda e Quando le donne si chiamavano madonne entrambi del (1972), interpretati da attori "cult" quali Edwige Fenech, Pippo Franco e Mario Carotenuto diede la sensazione di aver trovato un filone d'oro da sfruttare e presto ribattezzato Decamerotico o Boccaccesco.

Le poliziotte[modifica | modifica sorgente]

La fase femminile del film poliziottesco si è inserita prepotentemente nel genere erotico, anche se è iniziata dalla pellicola di Steno: La poliziotta, del 1974; film, quest'ultimo, ancora sul versante della commedia "ufficiale", con evidenti, per l'epoca, risvolti sociali e politici. Da qui la poliziotta fu subito trasformata e incarnata da Edwige Fenech con il successivo e dichiarato La poliziotta fa carriera 1976 fino all'ultimo film della serie che è del 1981. La pretora di Lucio Fulci (1976), primo nudo integrale dell'attrice, è invece una satira sulla magistratura che vigila sul comune senso del pudore.

Le caserme[modifica | modifica sorgente]

Negli stessi anni si diffusero i film ambientati in caserma, dove si produssero opere di taglio estremamente popolare quali i barzelletta-movie, nei quali l'infermiera e l'omosessuale avevano il posto d'onore quale oggetto del desiderio o capro espiatorio. Anche i carabinieri fecero parte di questo filone, sia come personaggi caratteristici, che come soggetti di alcuni barzelletta-movie, ad esempio: I carabbimatti.

Le scolaresche[modifica | modifica sorgente]

Altro filone largamente sfruttato fu quello ambientato nelle scuole. In questi film scolaresche impertinenti sbeffeggiavano grotteschi ed ingenui professori. Regine del genere furono Gloria Guida nella parte de La liceale e dei numerosi seguiti e Edwige Fenech nella parte de L'insegnante, a fianco alla quale va ricordata anche l'attrice Nadia Cassini.

Le locazioni preferite sono la scuola, le palestre, i collegi; alla bella insegnante tocca finire spiata nelle situazioni più consone all'atto; il rapporto con l'ordine, in qualsiasi dimensione (genitori, preside, polizia...) è fracassone e sbeffeggiante ai massimi livelli. Mentre il livello qualitativo è spesso discutibile, così come la regia, il ritmo sostenuto che questi film possiedono, oltre al talento argentino di Vitali, ne hanno guadagnato fama e pubblico, anche grazie alle TV commerciali che spesso ripassano questi film durante la programmazione notturna, soprattutto estiva. Il filone conta emuli in tempo reale con gli attori Maurizio Esposito e il toscano Giorgio Ariani.

I registi[modifica | modifica sorgente]

Molti e importanti registi si son dedicati a questo genere che, evolvendosi attraverso i decenni, è ancora rappresentato: le presenze di attori comici non sono più indispensabili, difatti in anni recenti protagoniste totali son diventate attrici avvenenti e procaci, che spesso si esibiscono nude durante lo svolgimento della trama. Tra i principali registi ricordiamo:

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuliano Pavone, Giovannona Coscialunga a Cannes. Storia e riabilitazione della commedia all'italiana anni '70, Tarab, 1999.
  • Michele Giordano, Daniele Aramu, La commedia erotica italiana. Vent'anni di cinema sexy made in Italy, Gremese Editore, 2000
  • Stefano Loparco, Il corpo dei Settanta. Il corpo, l'immagine e la maschera di Edwige Fenech, Piombino, Il Foglio Letterario, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]