Commando (film)

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Commando
Commando.png
Una scena del film
Titolo originale Commando
Paese di produzione USA
Anno 1985
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85 : 1
Genere azione
Regia Mark L. Lester
Soggetto Jeph Loeb, Matthew Weisman, Steven E. de Souza
Sceneggiatura Steven E. de Souza
Produttore Joel Silver
Casa di produzione Twentieth Century Fox
Fotografia Matthew Leonetti
Montaggio Glenn Farr, Mark Goldblatt, John Link
Effetti speciali Doug Hubbard, Gary L. King, Jay King, Roger Lifsey, Bill Mattox, Henry Millar, Mike Millar, John Peyser, Rick Thompson
Musiche James Horner
Scenografia Robert Gould
Costumi Enid Harris, Kathie Gale, Robert B. Harris, Louis Infante
Trucco Joe McKinney, William Turner, Joy Zapata
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Commando è un film del 1985 diretto da Mark L. Lester, con Arnold Schwarzenegger. Il film venne candidato ai Saturn Award nel 1986 nella categoria Migliori effetti speciali, ma perse contro Aliens, di James Cameron (anche in questo film la musica era di James Horner).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un ex berretto verde inizia ad uccidere diversa gente: un ricco uomo, il direttore di un negozio di auto e un pescatore.

Il colonnello John Matrix, ottenuto finalmente un lungo congedo, vive tranquillamente nella sua sperduta casa sulle montagne in compagnia della figlioletta di 10 anni Jenny, ignaro che qualcuno sta dando la caccia agli uomini della sua squadra per ucciderli. Avvisato del pericolo dal suo ex generale Franklin Kirby, non può impedire che un manipolo di criminali, dopo aver crivellato una delle due guardie che dovevano proteggerlo e sgozzato l'altra, rapisca sua figlia approfittando dell'effetto sorpresa, e preso alla sprovvista viene catturato.

I criminali, tra cui il commilitone Bennett (il pescatore che sembrava essere stato assassinato), ex membro della squadra di Matrix cacciato da quest'ultimo per eccessiva brutalità, usano la figlia per ricattarlo, minacciando di ucciderla se lui non porterà a termine un assassinio politico per conto di un dittatore nonché signore della guerra, Arius, che comanda questa banda di mercenari, prevalentemente ex subalterni di Matrix. Arius spera di condurre un colpo di Stato nel suo paese natale, Val Verde, e pensa che la familiarità che Matrix ha con il nuovo leader del paese possa aiutarlo nel suo piano omicida.

Il colonnello, sfuggito al controllo di chi si sarebbe dovuto assicurare che compisse la missione, e con l'aiuto di una hostess di nome Cindy, rimasta coinvolta involontariamente nella vicenda, segue e uccide uno per uno i componenti del gruppo criminale, con lo scopo di arrivare a scoprire dove è tenuta prigioniera sua figlia. Dopo aver svaligiato un'armeria dalla quale ruba un intero arsenale di piccole armi e artiglieria pesante, si reca sull'isola dove si rifugiano i criminali e affronta l'esercito privato messo a loro difesa: dopo aver fatto strage di soldati e ricattatori, incluso Arius, che viene crivellato di colpi e poi gettato giù dal primo piano, ritrova la figlia, e in una sequenza d'azione finale impala Bennett, dopodiché si avvia felicemente verso casa, ribadendo al generale Kirby, accorso nel frattempo, che quella è stata la sua ultima missione.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Lo sceneggiatore Jeph Loeb afferma che il film è stato originariamente concepito con un ruolo 'su misura' per Gene Simmons (che rifiutò la parte), e più tardi è stato sceneggiato nell'ottica di far interpretare a Nick Nolte il ruolo principale nei panni del membro fuori forma di un commando che stenta con gli sforzi richiesti dalla missione. Walter Hill partecipò in un primo tempo al processo di lavorazione.

La trama originaria prevedeva un agente israeliano delle forze speciali e del Mossad, stanco della morte e della distruzione che continuano nel Medio Oriente. Per questo lascia l'Israele ed emigra negli Stati Uniti, dove è costretto a rinunciare al suo pre-pensionamento volontario dopo il rapimento di sua figlia. Venne modificato e adattato ulteriormente quando venne ingaggiato Schwarzenegger; alcuni dei dialoghi originali figurano nelle scene cancellate in cui Matrix dice di pentirsi delle sue azioni passate.[1]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film mantiene un 71% su Rotten Tomatoes (basato su 31 recensioni), indicando recensioni generalmente positive. I giudizi di Kevin N. Laforest, Scott Weinberg, Dave Kehr e Luke Thomson riconoscono al film il suo tocco ironico così come il suo status di classico cult.

Remake[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 è stato annunciato che verrà girato un remake del film.[2]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nella scena in cui Matrix, dopo averlo eliminato, si allontana con la Porsche gialla di Sully, si nota che la fiancata sinistra è perfettamente intatta, mentre invece, poco prima, l'auto si era fortemente danneggiata sulla fiancata sinistra a seguito del cappottamento; nella scena successiva, quando Matrix arriva al motel, la Porsche appare nuovamente danneggiata sulla fiancata sinistra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Welcome to Wordballoon: The Loeb report Part 2
  2. ^ 'Commando' remake in the works

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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