Comma Johanneum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Il Comma Johanneum (in latino "Comma giovanneo") è una frase contenuta nella Prima lettera di Giovanni 5,7-8, ma tramandata solo in una minoranza di manoscritti; il comma è ritenuto dalla maggior parte degli studiosi di critica testuale un'aggiunta posteriore al testo, anche se una minoranza la ritiene originale e sottratta al testo per l'influenza di correnti anti-trinitarie.

Testo[modifica | modifica sorgente]

Il testo greco è qui presentato con la parte contestata in parentesi quadre.

« ὅτι τρεῖς εἰσιν οἱ μαρτυροῦντες [ἐν τῷ οὐρανῷ, ὁ Πατήρ, ὁ Λόγος, καὶ τὸ Ἅγιον Πνεῦμα· καὶ οὗτοι οἱ τρεῖς ἔν εἰσι. καὶ τρεῖς εἰσιν οἱ μαρτυροῦντες ἐν τῇ γῇ] τὸ πνεῦμα καὶ τὸ ὕδωρ καὶ τὸ αἷμα, καὶ οἱ τρεῖς εἰς τὸ ἕν εἰσιν. »

La versione italiana Nuova Diodati (che riprende la tradizione dell'originale versione di Diodati), lo riproduce nella sua interezza in questo modo:

« Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono uno. Tre ancora sono quelli che rendono testimonianza sulla terra: lo Spirito, l'acqua e il sangue; e questi tre sono d'accordo come uno. »

La versione CEI e altre lo riproducono in questo modo:

« Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. »

Le parole contestate sono generalmente assenti dai manoscritti greci. Di fatto esse appaiono nel testo di quattro manoscritti medioevali tardivi. Sembrano avere avuto origine come note marginali aggiunte a certi manoscritti latini durante il Medioevo e eventualmente furono incorporati nel testo nella maggior parte dei manoscritti tardivi della Vulgata. Nell'edizione clementina della Vulgata, il versetto appare in questo modo:

« Quoniam tres sunt, qui testimonium dant [in caelo: Pater, Verbum, et Spiritus Sanctus: et hi tres unum sunt. Et tres sunt, qui testimonium dant in terra:] spiritus, et aqua, et sanguis: et hi tres unum sunt. »

Dalla Vulgata, quindi, sembra che poi il Comma sia stato tradotto in greco e reinserito in alcune edizioni a stampa del testo greco e in pochi manoscritti greci tardivi. La maggior parte degli studiosi li considera spuri.

Critica biblica[modifica | modifica sorgente]

Comma in Codex Ottobonianus (629 Gregory-Aland)

Bruce Metzger[1] commenta la Prima lettera di Giovanni 5:7,8 in questo modo:

« Dopo μαρτυροῦντες il Textus Receptus aggiunge quanto segue: ἐν τῷ οὐρανῷ, ὁ Πατήρ, ὁ Λόγος, καὶ τὸ Ἅγιον Πνεῦμα· καὶ οὗτοι οἱ τρεῖς ἔν εἰσι. καὶ τρεῖς εἰσιν οἱ μαρτυροῦντες ἐν τῇ γῇ. Che queste parole siano spurie e non abbiano diritto di stare nel Nuovo Testamento, è certo alla luce delle seguenti considerazioni:
(A) Evidenze esterne
(1) Questo brano è assente da ogni manoscritto greco conosciuto eccetto otto, e questi contengono il brano in quella che appare una traduzione da una recensione posteriore della Vulgata latina: quattro degli otto manoscritti contengono il brano come una lezione variante scritta in margine come aggiunta posteriore al manoscritto. Gli otto manoscritti sono i seguenti:
  • 61: codex Montfortianus, che risale alla prima parte del XVI secolo.
  • 88: una lezione variante da una mano del XVI secolo aggiunta al codice del XIV secolo Regius di Napoli.
  • 221: una lezione variante aggiunta ad un manoscritto del X secolo nella Biblioteca Bodleiana di Oxford.
  • 429: una lezione variante aggiunta ad un manoscritto del XVI secolo a Wolfenbüttel.
  • 629: (Codex Ottobonianus), un manoscritto del XIV o XV secolo in Vaticano.
  • 636: una lezione variante aggiunta ad un manoscritto del XVI secolo a Napoli.
  • 918: un manoscritto del XVI secolo all'Escorial di Madrid, Spagna.
  • 2318: un manoscritto del XVIII secolo influenzato dalla Vulgata clementina a Bucharest, Romania.
(2) Il brano non è assolutamente mai citato dalla patristica greca che, se l'avesse conosciuto, lo avrebbe certamente utilizzato nelle controversie in favore della Trinità (contro i Sabelliani e gli Ariani). La sua prima apparizione in greco è una versione greca degli Atti (latini) del Concilio lateranense del 1215.
(3) Il brano è assente dai manoscritti di tutte le versioni antiche (Siriaca, Copta, Armena, Etiope, Araba e Slavonica), eccetto che quella latina, e non si trova (a) in quella latina antica nella sua prima forma (Tertulliano, Cipriano, Agostino, o nella Vulgata; (b) com'è stata pubblicata da Girolamo (codex Fuldensis - copiato nel 541-46 e nel codice Arniatus (copiato prima del 716) o (c) com'è stato riveduto da Alcuino (prima versione del codice Vallicelliano (IX secolo).

La ricorrenza più antica di una citazione di questo brano come parte del testo attuale dell'Epistola è in un trattato latino del IV secolo intitolato Liber Apologeticus (Cap. 4), attribuito o all'eretico spagnolo Priscilliano (morto nel 385) o al suo seguace il Vescono Instantius. Probabilmente la glossa sorse quando il brano originale era inteso rappresentare la Trinità (quando menziona i tre testimoni: lo Spirito, l'acqua e il sangue), interpretazione questa che può essere stata scritta dapprima come nota marginale che poi è stata inserita nel testo. Nel V secolo la glossa è citata dai Padri latini del Nord Africa e dell'Italia come parte del testo dell'Epistola, e dal VI secolo in poi si trova sempre più frequentemente nei manoscritti della Vetus Latina e della Vulgata. In queste vi sono persino alcune differenze (per esempio altre intrusioni nel testo latino di 1 Giovanni, come in 2:17; 4:3; 5:6,20).

(B) Probabilità interne
(1) Al riguardo della probabilità di trascrizione, se questo testo fosse originale, non vi sarebbe ragione che fosse poi omesso, o accidentalmente o intenzionalmente, dai copisti di centinaia di manoscritti e dai traduttori di versioni antiche.
(2) Al riguardo della probabilità intrinseca, il brano si presenta pure come una goffa interruzione del senso. »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A Textual Commentary on the Greek New Testament, 2nd ed., Stuttgart, 1993.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Greeven, Heinrich, Art. „Comma Johanneum“, in: RGG, 3. Aufl., vol. 1, pag. 1854.
  • (DE) Metzger, Bruce M., Der Text des Neuen Testaments. Einführung in die neutestamentliche Textkritik, Stuttgart/Berlin/Köln/Mainz 1966, S. 100-102 [1]
  • (DE) Kovar, Johannes, Textus Receptus und moderne Übersetzungen (Word-Dokument, 22. Mai 2005) [2]
  • (DE) Klauck, H.-J., Der erste Johannesbrief, Evangelisch-Katholischer Kommentar zum Neuen Testament XXIII, 1, Neukirchen-Vluyn: Neukirchener Verlag 1991, S. 303-311
  • (EN) Edward F. Hills, The King James Version Defended, CRP, DEs Moines, Iowa, 1956/1984, p. 209 ss.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]