Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Il Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale (detto Comitato antipirateria[1]) è un organo collegiale che opera nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri[2] italiana.

È stato istituito tramite DPCM[3] il 15 settembre 2008 dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante il Governo Berlusconi IV, "per l'individuazione di proposte e il coordinamento delle azioni per il contrasto del fenomeno della pirateria digitale e multimediale".[3]

Indice

[modifica] Gli obiettivi

Si fonda su quattro obiettivi:

a) coordinamento delle azioni per il contrasto del fenomeno;
b) studio e predisposizione di proposte normative;
c) analisi e individuazione di iniziative non normative, ivi compresa anche la eventuale stipula di appositi codici di condotta e di autoregolamentazione.

[modifica] I membri

Il Comitato è composto da 15 membri:

a) dal Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, in qualità di Coordinatore;
b) dal Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni e Attività Culturali, in qualità di Vice Coordinatore
c) dal Capo di Gabinetto del Ministero dell'Interno;
d) dal Capo di Gabinetto del Ministero degli Affari Esteri;
e) dal Capo di Gabinetto del Ministero per lo Sviluppo Economico;
f) dal Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia;
g) dal Capo di Gabinetto del Ministero delle Politiche Europee;
h) dal Capo di Gabinetto del Ministero della Gioventù;
i) dal Presidente della SIAE;
j) da due rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, nominati con decreto del Segretario Generale;
k) da due rappresentanti del Ministro per i beni e le attività culturali, nominati con decreto del Ministro;
l) da due esperti del settore, nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri d'intesa con il Ministro dei Beni e Attività Culturali.

Il 1° comitato, in vigore dal dicembre 2008, è così composto[4]: Mauro Masi, Salvatore Nastasi, Giuseppe Procaccini, Alain Giorgio Maria Economides, Alfonso Maria Rossi Brigante, Settembrino Nebbioso, Francesco Tufarelli, Luigi Bobbio, Giorgio Assumma, 2 rappresentanti della Presidenza del Consiglio, 2 rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali, 2 esperti.

[modifica] Le critiche

Il comitato è stato oggetto di critiche da parte di associazioni di imprese e consumatori[5] (Altroconsumo, Assoprovider, Adiconsum, Centro NEXA) e di noti giornalisti (Luca Spinelli[4], Federico Cella[6]), in particolare perché non comprenderebbe al suo interno alcun rappresentate degli utenti, dell'impresa, della cultura.

[modifica] Note

  1. ^ Luca Spinelli, Il Comitato italiano antipirateria, Punto Informatico, 7 novembre 2008
  2. ^ Governo.it, Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
  3. ^ a b Governo.it, DPCM, 15 settembre 2008
  4. ^ a b Luca Spinelli, Governo: arriva il Comitato antipirateria, Scripta Volant, 7 settembre 2008
  5. ^ Circolo dei Giuristi Telematici, Dottrina Sarkozy in Italia? No grazie.
  6. ^ Federico Cella, Antipirateria, Vita Digitale, 7 novembre 2008

[modifica] Fonti

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti