36P/Whipple

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Cometa
36P/Whipple
Scoperta 15 ottobre 1933
Scopritori Fred Whipple
Designazioni
alternative
P/1925 QD; P/1933 U1; P/1940 R1
Parametri orbitali
(all'epoca 2453080,5
16 marzo 2004[1])
Semiasse maggiore 4,167 UA
Perielio 3,088 UA
Afelio 5,245 UA
Periodo orbitale 8,51 anni
Inclinazione orbitale 9,933°
Eccentricità 0,2588
Longitudine del
nodo ascendente
182,40°
Argom. del perielio 202,20°
Ultimo perielio 5 luglio 2003
Prossimo perielio 29 dicembre 2011[2]
Dati fisici
Dimensioni 4,56 km[1] (diametro)
Dati osservativi
Magnitudine app.
13[3] (max)

Magnitudine ass.

7,5[1] (totale)

La Cometa Whipple, formalmente indicata come 36P/Whipple, è una cometa periodica del Sistema solare, appartenente alla famiglia delle comete gioviane[1] e alla famiglia di comete quasi-Hilda.

È stata scoperta dall'astronomo Fred Lawrence Whipple il 15 ottobre 1933 dall'Harvard College Observatory ad Oak Ridge in Massachusetts.[1]

Storia osservativa[modifica | modifica wikitesto]

La Cometa Whipple è stata scoperta il 15 ottobre 1933 - circa tre mesi dopo il transito al perielio - da Fred Lawrence Whipple che ne raccolse un'immagine fotografica dall'Osservatorio di Oak Ridge[1] ed appariva come un oggetto della tredicesima magnitudine.[3]

Syuichi Nakano nel 1987 ha scoperto che la cometa era già stata fotografata il 24 agosto 1925 dall'astronomo russo G. Šajn, ma era stata scambiata per un asteroide e denominata 1925 QD.[3][4]

Durante l'apparizione del 1941 la cometa fu recuperata da Leland E. Cunningham il 1º settembre e fu seguita fino al 22 novembre dell'anno seguente. Nei momenti di massima luminosità, raggiunse la 14a magnitudine. La migliore previsione per il recupero era stata fornita da D. H. Sadler e F. M. McBain.[3]

Il reverendo Cameron Dinwoodie fornì la migliore previsione per il ritorno della cometa nel 1948, quando fu recuperata da H. M. Jeffers del Lick Observatory in California, come un oggetto della diciottesima magnitudine (18,4) e di aspetto quasi stellare il 21 giugno 1947.[3] Nuovamente raggiunse al suo massimo la quattordicesima magnitudine nei mesi di settembre ed ottobre dell'anno seguente.

Dinwoodie fu autore anche della previsione che condusse al recupero della cometa da parte di Elizabeth Roemer del Lick Observatory il 25 maggio 1955,[3] sei mesi prima del transito al perielio. Al momento del suo recupero la cometa appariva come un oggetto della diciottesima magnitudine; al suo massimo, ad ottobre dello stesso anno, raggiunse la tredicesima magnitudine.

La cometa è stata quindi osservata in tutte le successive apparizioni,[5] l'ultima delle quali è avvenuta nel 2003. In questa circostanza la cometa è rimasta piuttosto debole, non raggiungendo mai magnitudine 17.[5]

Orbita[modifica | modifica wikitesto]

La cometa Whipple percorre un'orbita moderatamente eccentrica e inclinata di circa 10° rispetto al piano dell'eclittica. L'afelio, prossimo internamente all'orbita di Giove, è a 5,24 UA dal Sole; il perielio, compreso tra le orbite di Giove e di Marte, è a 3,08 UA dal Sole. La cometa completa un'orbita in circa 8,51 anni.[1]

La sua orbita è relativamente stabile[6] e non ha incontri particolarmente ravvicinati con pianeti. L'ultimo significativamente vicino è avvenuto nel 1922 quando la cometa è transitata a 0,25 UA da Giove.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (EN) 36P/Whipple in JPL Small-Body Database Browser, Jet Propulsion Laboratory, 16-02-2004 (data ultima osservazione). URL consultato il 09-02-2010.
  2. ^ (EN) Syuichi Nakano, NK 1619 in OAA computing section circular. URL consultato il 09-02-2010.
  3. ^ a b c d e f (EN) Gary W. Kronk, 36P/Whipple in Cometography. URL consultato il 09-02-2010.
  4. ^ (EN) M. P. C. 12 625, Minor Planet Center, 04-01-1988, p. 2. URL consultato il 09-02-2010.
  5. ^ a b (EN) Seiichi Yoshida, 36P/Whipple. URL consultato il 09-02-2010.
  6. ^ a b (EN) Kazuo Kinoshita, 36P/Whipple. URL consultato il 09-02-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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