Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano
Titolo originale Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 84 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Silvio Amadio
Soggetto Tomasso Guardati (romanzo)
Sceneggiatura Silvio Amadio, Francesco Di Dio, Francesco Villa
Produttore Luigi Borghese
Casa di produzione Domiziana Internazionale Cinematografica
Fotografia Antonio Modica
Montaggio Silvio Amadio
Musiche Roberto Pregadio
Scenografia Saverio D'Eugenio
Trucco Giuseppina Bovino
Interpreti e personaggi

Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano è un film del 1973, diretto da Silvio Amadio.

Trama[modifica | modifica sorgente]

I protagonisti di questo film sono due gaglioffi alla ricerca di avventure e di gonzi da truffare. Dapprima si travestono da preti e spacciano un braccio putrefatto per la reliquia di Santa Lucia, Cosa che procura loro soldi a palate. Poi imbrogliano un avido frate che usa il confessionale per arricchirsi, e quando questi lo scopre si autoassolve. In seguito i due compari introducono Filippo travestito da donna nell'alcova della moglie dell'oste Trafone, salvando dalla disperazione frate Martino che aveva dimenticato le mutande in casa dell'amante. E per burla i due le espongono come reliquia ai fedeli. Gli imbrogli però non sono ancora finiti: i due, sempre travestiti da frati, si servono di donne per ricattare un principe...

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema