Combat 18

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Simbolo del Combat 18

Combat 18 è un movimento neonazista britannico, affiliato al gruppo estremista di destra Blood & Honour.

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Il C18, usa come riferimento i numeri 1 e 8, ovvero le iniziali di Adolf Hitler, A e H, rispettivamente prima e ottava lettera dell'alfabeto; il significato è quindi "I combattenti di Adolf Hitler".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il movimento è stato fondato agli inizi degli anni novanta da alcuni ex membri del British National Party, ciò è stato spiegato come ripicca per le politiche sull'immigrazione adottate dal Regno Unito.[1]

Pochi anni dopo la fondazione, i principali attivisti del C18 si distinsero per missioni punitive verso immigrati e militanti di sinistra. Nel 2002, alcuni simpatizzanti del C18 hanno fondato la Racial Volunteer Force, che tuttora mantiene stretti legami col gruppo madre.[2] Altri gruppi estremisti come i Lupi Bianchi sono stati - erroneamente - associati al C18 dai mass media.[3]

In Germania[modifica | modifica sorgente]

Il 18 ottobre 2003, la polizia tedesca ha operato oltre 50 raid nelle comunità di Kiel e Flensburg, ove è stata smantellata la sorgente del Combat 18 in Germania.[4]

In Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Dal 1998 al 2000, la polizia inglese, sorretta da Scotland Yard e dal MI5 effettuò un'operazione volta a sciogliere il gruppo neonazista, arrestando più di cento membri con delle veloci incursioni nei loro luoghi di ritrovo.[5][6]

Tra gli arrestati, figurarono i principali vertici, ovvero Steve Sargent, David Myatt, Darren Theron e Carl Wilson. Attualmente alcuni rappresentanti di Blood & Honour-C18 risultano essere responsabili di numerose tifoserie hooligan di calcio. In Gran Bretagna, le personalità affiliate al C18 sono costantemente vigilate dal British Prison Service.[7]

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Piccoli gruppi che si denominamo impropriamente Combat 18, svolgono spesso azioni vandaliche verso centri sociali e missioni punitive contro gli SHARP.

Resto del mondo[modifica | modifica sorgente]

Il 6 settembre 2006, la polizia belga ha arrestato 20 militanti del C18 nelle Fiandre, tra gli incarcerati, quattordici erano in servizio nell'esercito. Nel luglio 2008, dei vandali che si sono firmati come Combat 18 hanno riempito di murales ineggianti al razzismo l'oratorio St. Mary, nella contea di Londonderry.[8] Negli USA, la Anti-Defamation League ha provato l'esistenza di importanti centri del C18 in Florida e Illinois.[9]

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La gerarchia è poco conosciuta, piccoli gruppi hanno sede nelle principali metropoli europee e statunitensi. Il gruppo tende a mostrarsi raramente all'opinione pubblica, ma i suoi componenti si riuniscono occasionalmente in concerti di White Power rock organizzati dai vertici del gruppo.

Personalità di spicco[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nick Lowles, White Riot: The Violent Story of Combat 18, Milo Books.
  • Larry O'Hara, Turning Up the Heat: MI5 After the Cold War, Phoenix Press, 1994.
  • Larry O'Hara, Searchlight for Beginners, Phoenix Press, 1996.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ N. Copsey, Contemporary British Fascism: The British National Party and the Quest for Legitimacy, Basingstoke: Palgrave Macmillan, 2004, pp. 65-66
  2. ^ White extremism: Combat 18
  3. ^ Anti-terror police seek White Wolf racist over bombs
  4. ^ German raids target neo-Nazis
  5. ^ 11/03/08 - Republican-news
  6. ^ MI5 swoops on Army 'neo-Nazis'
  7. ^ Membership of racist groups and organisations
  8. ^ Neo-nazi vandals in church attack
  9. ^ Racist Skinhead Project

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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