Comandante Faà di Bruno

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Comandante Faà di Bruno
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo sommergibile
Classe Marcello
Proprietario/a Regia Marina
Cantiere OTO - La Spezia
Impostata 28 aprile 1938
Varata 18 giugno 1939
Entrata in servizio 23 ottobre 1939
Destino finale scomparso nell'ottobre 1940
Caratteristiche generali
Dislocamento in superficie 1060t
in immersione 1313
Lunghezza 73 m m
Larghezza 7,2 m m
Altezza 4,7 m m
Propulsione 2 motori principali Diesel da 3000HP
2 motori secondari Diesel da 1100HP
Velocità in superficie 17,4nodi
in immersione 8 nodi
Autonomia in superficie 7500 miglia a 9,4nodi
in immersione 120 miglia a 3nodi
Equipaggio 7 ufficiali
50 sottufficiali e comuni
Armamento
Armamento artiglieria alla costruzione:

siluri:

Note
informazioni prese da http://www.sommergibili.com/faadibruno.htm

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Il Comandante Faà di Bruno è stato un sommergibile della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

All'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale era inquadrato nella XII Squadriglia Sommergibili con base a La Spezia[1].

Svolse una prima missione in Mediterraneo dal 10 al 16 giugno 1940 ed una seconda dal 15 al 23 luglio, entrambe nei pressi di Orano e prive di risultati[1].

Se ne decise poi l'invio in Atlantico. Il Faà di Bruno lasciò La Spezia il 28 agosto 1940 e attraversò lo stretto di Gibilterra nella notte fra il 2 ed il 3 settembre[1]; causa le correnti e guasti all'ecoscandaglio perse quota scendendo sino a 140 metri di profondità e a toccare il fondale, senza però danneggiarsi[1][2].

Dall'8 al 24 settembre stazionò in pattugliamento a sud delle Azzorre[1]. Compì tre attacchi: il primo, l'8 settembre, ai danni di un piroscafo, il secondo, il giorno seguente, contro la nave cisterna britannica Auris (8000 tsl), il terzo, il 19 settembre, con obiettivo un altro piroscafo; l'Auris fu sicuramente danneggiata mentre riguardo alle altre due navi non si hanno conferme[1]. Il 5 ottobre 1940 attraccò a Bordeaux, sede della base italiana di Betasom[1].

Il 31 ottobre[1] o il 3 novembre[3] il sommergibile lasciò Bordeaux diretto a ovest della Scozia, in una zona d'agguato compresa fra i paralleli 57°20' e 58°20' N, a ovest del meridiano 20° O; da allora non se ne seppe più nulla[1].

Fonti inglesi ne attribuirono l'affondamento al cacciatorpediniere HMS Havelock, che l'8 novembre aveva bombardato un sommergibile con cariche di profondità in posizione 56°01' N e 17°50' O rilevando poi l'emersione di relitti, bolle d'aria e macchie di carburante; da successivi riscontri è però risultato che bersaglio di quell'azione era stato un altro sommergibile italiano, il Guglielmo Marconi, che se l'era comunque cavata senza danni rilevanti[1] (i rottami, l'aria ed il carburante erano stati espulsi proprio per indurre l'unità britannica a sospendere la caccia).

Non si ha quindi idea se la perdita del Faà di Bruno sia da attribuirsi a cause belliche, al mare mosso di quel periodo o a guasti.

Con il sommergibile scomparvero il comandante, capitano di corvetta Aldo Enrici, 6 altri ufficiali e 48 fra sottufficiali e marinai[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Sommergibile "Faa' Di Bruno"
  2. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 441
  3. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 470
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