Colossus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando il personaggio degli X-Men, vedi Colosso (fumetto).
Il Colossus Mark II. Il pannello di controllo a sinistra viene utilizzato per regolare i settaggi del decodificatore di Lorenz. I nastri con i dati sono a destra

Il Colossus è stato il primo computer britannico in grado di forzare i codici sviluppati dalla cifratrice Lorenz SZ 40/42 usata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale per proteggere la corrispondenza fra Hitler ed i suoi capi di stato maggiore. Venne realizzato grazie alle precedenti esperienze della Bomba, macchina usata negli anni '30 dall'Ufficio Cifra polacco, ideata da Marian Rejewski. Il Colossus, costruito in segreto per la Royal Navy. è stato il primo ad usare le valvole termoioniche (fino ad allora usate solo da amplificatori) al posto dei relè, aumentando quindi notevolmente la potenza di calcolo, sfruttandone ben 1500.

Colossus è stato progettato dal matematico Max Newman, basatosi sui concetti della macchina di Turing universale, e realizzato da Tommy Flowers nella Post Office Research Station a Dollis Hill.[1] Il prototipo, Colossus Mark I, venne assemblato a Bletchley Park, ove lavorava Newman, nel febbraio del 1944. Il migliorato Colossus Mark II venne installato nel giugno del 1944, e dieci altri Colossus vennero costruiti prima della fine della guerra.

Il Colossus fu sviluppato per decifrare i messaggi codificati con la cifratrice-trasmettitrice Lorenz SZ 40/42. La macchina, programmabile, comparava due flussi di dati effettuando operazioni booleane. Un flusso era il messaggio da decifrare mentre il secondo era generato dalla macchina che cercava di individuare la chiave di codifica effettuando delle prove e confrontando i risultati. Se una simulazione dimostrava un grado di accuratezza superiore a una specificata soglia il risultato veniva stampato tramite una macchina da scrivere elettrica. Alla fine della guerra la macchina fu distrutta ed i progetti relativi bruciati, per ordine del servizio segreto inglese. [1]

[modifica] Note

  1. ^ a b Simon Singh, Codici & segreti, Rizzoli editore, Milano, 1999, ISBN 88-17-86213-4, pag. 250


Strumenti personali