Colore politico

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I colori politici sono dei colori utilizzati per rappresentare un partito politico o un'ideologia: questi colori sono spesso utilizzati dai mass media nel dare i risultati delle elezioni o, più in generale, per riferirsi ai partiti. Il colore rosso per la sinistra rivoluzionaria inizia con le bandiere rosse della Comune di Parigi. Spesso, però, in ogni nazione o aree geografiche ai colori vengono attribuiti significati politici diversi. Ad esempio in Italia il bianco è il colore tradizionalmente legato ai democratici-cristiani, già nella vicina Austria i Popolari (democristiani) usano, invece, il nero. In Italia il nero è stato appannaggio del Partito Nazionale Fascista, pertanto, i democristiani per distinguersi dai socialisti e comunisti (rossi) e dai neo-fascisti (neri), fecero proprio il Bianco.

Colori principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il marrone è stato associato con la classe operaia nazista, in quanto le Sturmabteilung (meglio conosciute come SA) erano chiamate "camicie brune". In Europa e anche in altri paesi nel XX secolo, i fascisti erano soprannominati spesso l'Internazionale bruna[1] o l'Internazionale marrone.
  • Il rosso è il colore tradizionale della repubblica. Negli ultimi secoli è stato maggiormente associato al socialismo e al comunismo (vedi anche bandiera rossa).
    • In molti paesi dell'America latina, il rosso è associato ai partiti liberali.
    • Negli Stati Uniti dal 2000, è associato al Partito Repubblicano, conservatore.
  • Il bianco è stato collegato al pacifismo (come nella bandiera bianca della resa) e al pensiero politico indipendente.
    • Storicamente, era associato con il sostenimento della monarchia assoluta, dapprima dai sostenitori della dinastia dei Borbone in Francia per il loro colore dinastico. Successivamente fu usato dai sostenitori dello zarismo nella rivoluzione russa del 1917. Nella guerra civile seguita all'indipendenza della Finlandia nel 1917, il bianco è stato usato dai conservatori e dalle forze democratiche in contrapposizione al rosso delle forze socialiste.
    • In Italia è stato il colore, insieme al rosso, del partito al potere per tutto il secondo dopo guerra, la Democrazia Cristiana. Il suo simbolo era una croce rossa su sfondo bianco e il suo soprannome era balena bianca.

Eccezioni e variazioni[modifica | modifica wikitesto]

Eccezioni degne di note allo schema dei colori sopra riportato sono:

  • In Australia, il Partito Laburista Australiano è associato solitamente al rosso, e il Partito Liberale Australiano è associato al blu. Si tratta di un'eccezione allo schema sopra riportato perché il Partito Liberale è in realtà conservatore e il Partito Laburista si identifica storicamente come un partito social-democratico. L'uso di questi colori è quindi essenzialmente lo stesso che viene fatto dal Partito Conservatore e dal partito Laburista britannico. I Verdi Australiani usano il verde, mentre una combinazione di verde e oro è usata sia dal Partito Nazionale d'Australia che dai Democratici Australiani. Quest'ultima scelta, comunque, non deriva dall'ideologia ma dal fatto che verde e oro sono i colori nazionali dell'Australia.
  • In Belgio, i Liberal-Democratici (VLD e MR) sono blu e i Cristiano-Democratici (CD&V e CDH) sono arancio. Il colore dei Fiamminghi nazionalisti (N-VA) è il giallo. Nessun colore è associato ai nazionalisti di destra del Vlaams Belang, che nelle loro campagne usano bianco, porpora, marrone e giallo.
  • Nei Paesi Bassi, tre partiti usano il verde: sia il Partito per gli Animali che il partito dei Cristiano Democratici (CDA) usano un verde scuro mentre il centro sinistra dei Liberal Democratici (D66) usano un verde chiaro. Inoltre, Sinistra Verde usa verde e rosso per rappresentare le proprie istanze di ecologismo e sinistra. Ci sono poi due partiti socialisti, che usano il rosso, PvdA (Laburisti) e SP (Partito Socialista). Quest'ultimo usa un rosso più brillante, il colore del proprio logo, un pomodoro. PvdA usa il rosso più scuro del proprio simbolo, una rosa.
  • In Portogallo, i conservatori moderati (Partito Socialdemocratico, il cui nome può generare confusione dato che non è un partito socialdemocratico tradizionale ma tende più a destra) sono legati al color arancio, mentre i Socialisti sono legati al rosa.
  • Nel Regno Unito (escludendo l'Irlanda del Nord), dove le coccarde elettorali sono spesso utilizzate nelle varie campagne politiche, i Conservatori usano il blu scuro; i Laburisti usano il rosso; e i Liberal Democratici usano il giallo. Il partito laburista recentemente ha utilizzato un rosso vivo con lettere gialle nelle aree dove hanno la maggioranza, ma anche toni tendenti al porpora nelle aree più vicine ai conservatori. Molti altri piccoli partiti scelgono vari colori, e gli Indipendenti optano ovviamente per il bianco. In particolare, l'UKIP ha scelto un colore non allineato: porpora e giallo. Inoltre alcuni partiti usano o hanno usato variazioni di colore in determinate località. Ad esempio i Conservatori di "Penrith & the Border" usano il giallo e non il blu scuro. E il colore tradizionale dei Liberali del Warwickshire era verde e non arancio/giallo.
  • Negli Stati Uniti ufficialmente non esistono associazioni tra partiti e colori. I due partiti maggiori usano i colori nazionali rosso bianco e blu per dimostrare il loro patriottismo. L'unica situazione in cui è necessario assegnare un colore ad un partito è la rappresentazione grafica dei risultati elettorali. Anche in questi casi, non c'è un'associazione storicamente rilevante tra partiti e colori. Nelle settimane successive alle elezioni del 2000, comunque, è stata usata la definizione di "stati blu" e "stati rossi", per la quale i conservatori del Partito Repubblicano erano associati al rosso e i progressisti del Partito Democratico al blu. Gli osservatori politici si sono adeguati di conseguenza a questa associazione di colori, che risultava dall'uso nelle mappe di riepilogo usate dalle maggiori televisioni: rosso per le zone vinte dai Repubblicani e del blu per le zone vinte dai Democratici. Questa associazione comunque non era stata utilizzata stabilmente nel passato: durante le precedenti elezioni presidenziali, circa metà dei canali televisivi usarono l'associazione opposta. Nel 2004, l'associazione sopra esposta fu invece in gran parte mantenuta.
    Esiste comunque traccia storica dell'uso del blu per i Democratici e del rosso per i Repubblicani — alla fine del diciannovesimo secolo e all'inizio del ventesimo secolo, le tabelle elettorali nella contea del Texas usavano l'associazione di colori per aiutare ispanici e analfabeti a riconoscere i partiti.[3] In ogni caso, il sistema non fu applicato stabilmente in Texas e non fu utilizzato a livello nazionale.
    Le mappe per le elezioni presidenziali prodotte dal governo americano usano il sistema opposto, con il rosso per i Democratici e il blu per i Repubblicani. Comunque, dalle elezioni del 2000 i mass media tendono ad usare il rosso per i Repubblicani e il blu per i Democratici, specialmente per rappresentare le maggioranze elettorali nei vari stati, chiamati informalmente stati rossi e stati blu. Il colore verde è spesso usato per il Partito Verde, e il colore giallo per il Partito Liberista. Un articolo del New York Times del febbraio 2004 esaminava proprio questa situazione.[4]

Elenco dei colori associati con i diversi partiti in vari paesi[modifica | modifica wikitesto]

Austria[modifica | modifica wikitesto]

Australia[modifica | modifica wikitesto]

Bahrain[modifica | modifica wikitesto]

Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

Canada[modifica | modifica wikitesto]

Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

Finlandia[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Guinea[modifica | modifica wikitesto]

  • PUP: verde
  • RPG: giallo

India[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Irlanda[modifica | modifica wikitesto]

Libano[modifica | modifica wikitesto]

Messico[modifica | modifica wikitesto]

Norvegia[modifica | modifica wikitesto]

Nuova Zelanda[modifica | modifica wikitesto]

Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Taiwan[modifica | modifica wikitesto]

Turchia[modifica | modifica wikitesto]

Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Venezuela[modifica | modifica wikitesto]

Jugoslavia[modifica | modifica wikitesto]

Camicie associate a partiti[modifica | modifica wikitesto]

Nel XX secolo diversi gruppi fascisti o di destra adottarono delle uniformi e vennero spesso soprannominati in base al colore delle loro camicie:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sven Reichardt, Camicie nere, camicie brune, Società Editrice Il Mulino, Bologna, 2009.
  2. ^ Nicholas Nagy-Talavera, Le Camicie verdi e gli Altri: Una storia del fascismo in Ungheria e in Romania Hoover Institution Press, Stanford, 1970
  3. ^ REDS AND BLUES | The Handbook of Texas Online| Texas State Historical Association (TSHA)
  4. ^ One State, Two State, Red State, Blue State
  5. ^ G. Passarelli, D. Tuorto, Storie e luoghi delle Camicie verdi, Il Mulino, 2012
  6. ^ Nicholas Nagy-Talavera, Le Camicie verdi e gli Altri: Una storia del fascismo in Ungheria e in Romania Hoover Institution Press, Stanford, 1970