Colonna di Ferro

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Coordinate: 28°31′28.76″N 77°11′06.25″E / 28.524656°N 77.185069°E28.524656; 77.185069

La colonna in ferro di Delhi

La cosiddetta Colonna di Ferro (o colonna di Ashoka), situata a Delhi (in India), è una colonna in ferro alta 7 metri e 21 centimetri dal peso di 6 tonnellate e di 41 centimetri di diametro, risalente almeno al 423 d.C. Non presenta ruggine nonostante sia rimasta esposta per 1600 anni al clima monsonico. Fa parte del complesso di Qutb, inserito nel 1993 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne eretta probabilmente da Chandragupta II Vikramaditya (375 d.C. - 414 d.C.), durante l'impero Gupta che regnò sull'India settentrionale fra il IV e il VI secolo. Alla sommità si trova una statua di Garuda.

La colonna originariamente si sarebbe trovata in un luogo chiamato Vishnupadagiri (collina dell'impronta di Viṣṇu). La collina oggi viene identificata con Udayagiri, circa 50 chilometri a est di Bhopal.

Durante l'impero Gupta Vishnupadagiri era un centro di studi astronomici, grazie al fatto che la collina si trova sul tropico del Cancro.

La colonna nel suo luogo originario proiettava un'ombra, che al solstizio d'estate (21 giugno) cadeva nella direzione del piede di Anantasayain Vishnu (in uno dei pannelli che si trovano a Udayagiri)

Quando Qutb-ud-din Aibak distrusse i templi preesistenti per erigere il Qutb Minar e la moschea Quwwat-ul-Islam, la colonna di Ashoka venne lasciata intatta, e la moschea stessa vi si sviluppò intorno.

La colonna riporta un'iscrizione secondo la quale essa venne costruita in onore di Vishnu e in memoria del re Chandragupta II.

La resistenza agli agenti atmosferici[modifica | modifica wikitesto]

Deve la sua fama, oltre al valore archeologico, al fatto che per anni è stata considerata un OOPArt, ossia un oggetto inspiegabile nel suo contesto storico. La resistenza alla corrosione e all'ossidazione ha spinto a formulare ipotesi inconsuete riguardo alle tecniche produttive o alla provenienza del manufatto.

Le analisi di esperti dell'Istituto Indiano di Tecnologia, guidati dal professor R. Balasubramaniam, hanno dimostrato che si tratta di una particolare proprietà del metallo di cui è fatta, un ferro molto puro, con una percentuale insolitamente elevata di fosforo dovuta a una particolare tecnica di fusione realizzata dagli artigiani del tempo. Il fosforo col tempo avrebbe favorito la formazione per catalisi di uno strato protettivo (δ-FeOOH) sulla superficie della colonna, un composto di ferro, ossigeno e idrogeno spesso 5 centesimi di millimetro in grado di proteggere il ferro dolce dall'aggressione dell'atmosfera.

Secondo i sostenitori della sua posizione "fuori dal tempo" tale effetto sarebbe voluto, dimostrando che gli artigiani dell'antica India sarebbero stati in possesso di una tecnologia metallurgica particolarmente avanzata.

La presenza di fosforo tuttavia non è dovuta a presunte superiorità tecnologiche, ma piuttosto all'utilizzo di materiali attualmente ritenuti più scadenti e meno costosi (come appunto la carbonella invece della calce) per realizzare le leghe ferrose. Questi elementi hanno la tendenza a rilasciare grosse quantità di impurità insieme al carbonio, che vanno a costituire minuscole quantità di elementi di lega nel metallo. Questi elementi, pur in concentrazioni piuttosto basse, possono alterare notevolmente le proprietà dei materiali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Balasubramaniam, On the Corrosion Resistance of the Delhi Iron Pillar
  • Hadfield, Sinhalese Iron and Steel of Ancient Origin
  • G. Wranglen, The Rustless Iron Pillar at Delhi
  • W.E. Bardgett, J.F. Stanners, Delhi Iron Pillar—A Study of the Corrosion Aspects
  • R. Balasubramaniam, On the Growth Kinetics of the Protective Passive Film of the Delhi Iron Pillar” Current Sci. 82 (2002)
  • R. Balasubramaniam, A.V. Ramesh Kumar, Characteriz-ation of Delhi Iron Pillar Rust by X-Ray Diffraction, Fourier Infrared Spectroscopy and Mössbauer Spectroscopy, Corros. Sci
  • R. Balasubramaniam, Phosphoric Irons for Concrete Reinforcement Applications, Current Sci. 85 (2003).

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