Collasso dell'età del bronzo
| Età del bronzo |
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| ↑ Neolitico Calcolitico |
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Vicino Oriente (3300-1200 a.C.) Cina (3100-700 a.C.) Asia meridionale (3000-1200 a.C.) Steppe pontico-caspiche (5500-1200 a.C.) Europa (3000-600 a.C.)
Korea (800-400 a.C.) |
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Età del rame, Bronzo, Bronzo arsenicale, Scrittura, Letteratura, Spada, Ascia, Carro, Barca, cappello d'oro, Collasso |
| ↓Età del ferro |
Il collasso dell'età del bronzo è una definizione attribuita da alcuni storici ad un periodo di transizione avvenuto tra la tarda età del bronzo e l'antica età del ferro. Il periodo - considerato come violento, improvviso e culturalmente distruttivo - vide il collasso delle economie palaziali della regione dell'Egeo e dell'Anatolia, che furono rimpiazzate dalle culture di villaggio isolate del Medioevo ellenico del Vicino Oriente antico. Questo periodo storico può essere visto nel contesto di una storia tecnologica che vide la lenta diffusione della tecnologia metallurgica nella regione, con un inizio precoce simile a ciò che avvenne in Bulgaria e Romania nel XIII e XII secolo a.C.[1]
Il collasso culturale dei regni micenei, dell'impero ittita in Anatolia e Siria,[2] nonché dell'impero egizio in Siria e Canaan,[3] portò all'interruzione dei contatti commerciali a lunga distanza e, tra il 1206 e il 1150 a.C., all'improvviso arresto di un processo di alfabetizzazione.
Nella prima fase di questo periodo, quasi ogni città fra Troia e Gaza vennero violentemente distrutte, spesso per essere definitivamente abbandonate. Hattusa, Micene, Ugarit sono solo le città più importanti che condivisero tale sorte.
La fine graduale dell'età buia del Medioevo ellenico che ne derivò, vide il sorgere degli stabili regni aramei neo-ittiti della metà del X secolo a.C., e l'ascesa dell'impero neo-assiro.
Indice |
Attestazione regionale [modifica]
Anatolia [modifica]
| Per approfondire, vedi Caduta dell'impero ittita. |
Ogni sito importante risalente alla tarda età del bronzo mostra uno strato di distruzione, interrompendo di fatto un processo di civiltà, per il popolo degli Ittiti, che ha impiegato almeno 1.000 anni per essere recuperato. Hattusa, la capitale ittita, venne bruciata e abbandonata, e mai più ripopolata. Stessa sorte subirono Karaoglan (i cui cadaveri furono lasciati privi di sepoltura), così come la mitica Troia, bruciata per almeno due volte, prima di essere abbandonata fino ai tempi dell'impero romano.
Cipro [modifica]
La catastrofe separa il periodo Tardo Cipriota (TCII) dal TCIII, con il saccheggio e l'incendio dei siti di Enkomi, Kition, e Sinda, probabilmente per due volte, prima di essere abbandonati, così come numerosi altri siti, sebbene non distrutti, vennero ugualmente abbandonati. Kokkinokremos fu un insediamento di breve durata, dove la presenza di varie scorte nascoste dai fabbri fecero intuire che non fossero mai più ritornati a reclamarne la proprietà, poiché probabilmente furono anzitempo uccisi o fatti schiavi.
Siria [modifica]
I siti siriani prima di questo periodo mostrarono la presenza di legami commerciali con sia con l'Egitto che con l'Egeo della tarda età del bronzo. A Ugarit è evidente che la distruzione della città avvenne dopo il regno di Merenptah, così come la caduta di Bay[4]. Le lettere scritte su tavolette d'argilla trovate bruciate dopo la distruzione della città, parlano di un attacco giunto dal mare, e in particolare da una lettera proveniente da Alashiya un'antica città dell'isola di (Cipro), si legge di città già distrutte da assalitori venuti dal mare, nel momento in cui la flotta di Ugarit non era presente, in quanto si trovava lontano, in pattugliamento lungo le coste.
Levante [modifica]
Testimonianze di documenti egizi documentano che a partire dalla fondazione del regno di Horemheb, il popolo degli Shasu, un popolo errante, era diventato più problematico. Ramesse II organizzò contro di loro campagne militari perseguitandoli fino alla città di Moab, dove, poco dopo la battaglia di Kadesh edificò una fortezza. Gli Shasu diedero molti problemi, in particolare durante il regno di Merneptah, quando vennero a minacciare l'accessibilità alla "via di Horus" situata a nord di Gaza. L'evidenza mostra che centro di Deir Alla[5] (Succoth) venne distrutta dopo il regno della regina Tausert. Il sito devastato di Lachish, durante il regno di Ramesse III, venne brevemente rioccupato da abusivi e da una guarnigione egiziana. Tutti i centri lungo la rotta marina, adesso detta Via Maris, a nord di Gaza vennero distrutti, e le prove mostrano che Gaza, Ashdod, Ashkelon, Akko, e Jaffa furono bruciate e non più rioccupate per circa trent'anni. Nell'entroterra Hazor (Tel Hazor), Bethel, Bet Shemesh, Eglon, Debir, e altri siti vennero distrutti. I profughi sfuggendo al collasso dei centri costieri potrebbero essersi fusi con elementi nomadi e anatolici in arrivo, iniziando così a far nascere piccoli villagi disposti a terrazzo sui fianchi collinari nella regione degli altopiani, associati successivamente allo sviluppo della cultura ebraica.
Grecia [modifica]
Nessuno dei palazzi micenei della tarda età del bronzo sopravvisse, essendo la distruzione più violenta nei palazzi e nei siti fortificati. Quasi il 90% dei piccoli siti nel Peloponneso vennero abbandonati. La fine del collasso dell'età del bronzo segnò l'inizio di ciò che è stato chiamato Medioevo ellenico, durato più di 400 anni. Altre città, come Atene, continuarono ad essere abitate, ma con una sfera di influenza più locale, un commercio ed una cultura impoveriti.
Mesopotamia [modifica]
Le città di Norsuntepe, Emar e Karkemiš vennero distrutte, e gli assiri a stento riuscirono a sfuggire a un'invasione delle tribù dei Mushki durante il regno di Tiglath-Pileser I. Con la diffusione degli ahhlamu o aramei, il controllo delle regioni babilonesi e assire si estendevano appena oltre i confini della città. Durante il regno di Shutruk-Nahhunte Babilonia venne saccheggiata dagli elamiti, perdendo così il controllo della valle di Diyala.
Egitto [modifica]
| Per approfondire, vedi Terzo periodo intermedio dell'Egitto. |
L'impero egiziano collassò verso la metà del XII secolo a.C. (durante il regno di Ramesse VI). La stele di Merneptah, prima del collasso, descriveva di attacchi sferrati da popolazioni libiche, in combutta al popolo Ekwesh, Shekelesh, Lukka, Shardana e Tursha o Teresh, e di una rivolta di cananei, nelle città di Ashkelon, Yenoam e del popolo di Israele. Un secondo attacco durante il regno di Ramesse III coinvolse i Peleset, Tjeker, Shardana e Danai.
Conclusione [modifica]
Robert Drews descrive il collasso come "il peggiore disastro nella storia antica, anche più calamitoso del collasso dell'impero romano occidentale".[6] Diversi popoli hanno parlato delle memorie culturali riguardo al disastro adducendo storie di una "perduta età dell'oro". Esiodo per esempio parla delle tre età, dell'oro, argento e bronzo, separate dal moderno duro e crudele mondo dell'età del ferro dall'età età degli eroi.
Natura e cause di distruzione [modifica]
Come parte dell'età buia della tarda età del bronzo-antica età del ferro, esso fu un periodo associato al collasso delle autorità centrali, un generale spopolamento, particolarmente in aree altamente urbanizzate, la perdità dell'alfabetizzazione in Anatolia e nell'Egeo (e la sua limitazione altrove), la scomparsa di modelli stabiliti di commerci internazionali a lunga distanza, sempre più lotte viziose per il potere fra l'élite.
Varie teorie sono state avanzate per spiegare la situazione di collasso, molte di esse compatibili con ognuna delle altre.
Terremoti [modifica]
Amos Nur mostra come i terremoti tendono a succedere in "sequenze" o "tempeste" dove un terremoto maggiore oltre i 6.5 di magnitudo della scala Richter può nei mesi o anni successivi produrre altri terremoti conseguenziali lungo la linea di faglia indebolita. Egli afferma che c'è una corrispondenza molto stretta, quando una mappa di eventi sismici viene sovrapposta a una mappa dei siti distrutti nella tarda età del bronzo.[7]
Migrazioni e incursioni [modifica]
| Per approfondire, vedi Popoli del mare, Mushki, Aramei e Popoli iranici antichi. |
Ekrem Akurgal, Gustav Lehmann e Fritz Schachermeyer, seguendo le teorie di Gaston Maspero hanno discusso sulla base della vasta diffusione di ritrovamenti di spade del II tipo di Naue provenienti dall'Europa sud-orientale, e documenti degli "abitanti del nord di tutte le terre"[8]
La corrispondenza di Ugarit pone al centro dell'attenzione tali gruppi come i misteriosi popoli del mare. Ugualmente, la traduzione dei documenti conservati in Lineare B nell'Egeo, proprio prima del collasso, dimostrano un aumento della pirateria e incursioni, particolarmente provenienti dall'Anatolia, allo scopo di procurarsi schiavi tra le popolazioni. La fortezza egiziana lungo la costa libica, costruita per ridurre le incursioni, viene mantenuta anche dopo il regno di Ramesse II.
Siderurgia [modifica]
Leonard R. Palmer propose che il ferro, mentre inferiore alle armi in bronzo, era di più abbondante approvvigionamento, permettendo così più grandi eserciti per sopraffare quelli con le più piccole armi in bronzo - usando i carri dei maryannu.[9] Questo argomento si è reso debole successivamente con la scoperta del fatto che lo spostamento verso il ferro accadde dopo il collasso, non prima [senza fonte]. Sembra adesso che la distruzione del commercio a lunga distanza, un aspetto del "collasso di sistemi", è facile che tagli gli approvvigionamenti di stagno, rendendo impossibile la fabbricazione del bronzo. Gli utensili più vecchi vennero riciclati e allora vennero utilizzati i sostituiti di ferro.
Siccità [modifica]
Harvey Weis, professore di archeologia del Vicino Oriente a Yale,[10], usando l'Indice di Siccità di Palmer (Palmer Drought Index) per 35 stazioni meteorologiche greche, turche e medio-orientali, mostrò che una siccità del tipo che persistette dal gennaio del 1972 avrebbe colpito tutti i siti associati al collasso della tarda età del bronzo[11]. La siccità avrebbe facilmente potuto scatenare o affrettare problemi socio-economici conducendo a guerre. Più recentemente Brian Fagan, ha mostrato come la diversione delle tempeste di pieno inverno dall'Atlantico dirette a nord dei Pirenei e le Alpi, portando condizioni più umide nell'Europa Centrale, ma siccità nel Mediterraneo orientale, possa essere associata con il collasso della tarda età del bronzo[12]
Generale collasso di sistemi [modifica]
| Per approfondire, vedi collasso societario. |
Un generale collasso di sistemi è stato tirato in ballo per spiegare i rovesciamenti che accaddero tra la cultura di Urnfield del XII-XIII secolo a.C. e l'ascesa della cultura celtica di Hallstatt nel IX e X secolo a.C.[13] Questa ancora dibattuta teoria può, tuttavia, sollevare spontaneamente la questione di come questo collasso possa essere stato la causa o l'effetto del collasso dell'età del bronzo. Le teorie riguardanti il generale collasso di sistemi sono state esplorate da Joseph Tainter[14] che mostra come i declini sociali in risposta alla complessità spesso conducono a un collasso che si risolve in forme più semplici di società. Nel contesto specifico del Medio oriente una varietà di fattori - incluso l'aumento di popolazione, degradazione del suolo, siccità, la fusione di armi in bronzo e le tecnologie per la produzione del ferro - plausibilmente potrebbero essersi combinati sì da spingere il prezzo relativo degli armamenti, paragonato alla terra arabile, a un livello che in definitiva si dimostrava essere oltre il controllo delle aristocrazie guerriere tradizionali.
Mutamenti in guerra [modifica]
Robert Drews osserva[15] che con la comparsa di fanteria organizzata (che usava armi e corazze di nuova concezione, quali ad esempio ferri di lancia fusi e non battuti e soprattutto spade lunghe dall'uso rivoluzionario, atte cioè a tagliare oltre che infilzare,[16]), l'uso del giavellotto e la comparsa di fonderie per il bronzo suggeriscono che “la massiccia produzione di manufatti in bronzo divenisse improvvisamente importante in Egeo”. Ad esempio, Omero usa “lancia” come sineddoche per “guerriero”, suggerendo il permanere dell'importanza dell'arma nelle battaglie del suo tempo. Il nuovo armamento, affidato ad una fanteria ‘proto-oplitea' resa così capace di opporsi agli assalti organizzati di carri avrebbe destabilizzato stati fondati (militarmente) sull'uso dei carri da parte della classe dominante, scatenando un improvviso collasso sociale specie là dove scorridori e/o mercenari di fanteria avessero così avuto la possibilità tattica di conquistare, razziare e bruciare le città.[17][1][2]
Note [modifica]
- ^ Vedi A. Stoia e gli altri saggi in M.L. Stig Sørensen e R. Thomas, Transizione età del bronzo—età del ferro in Europa (Oxford) 1989, e T.H. Wertime e J.D. Muhly, L'inizio dell'età del ferro (New Haven) 1980.
- ^ Per la Siria, vedi M Liverani, "Il collasso del sistema regionale del Vicino Oriente alla fine dell'età del bronzo: il caso della Siria" in Centro e periferia nel Mondo Antico, M. Rowlands, M.T. Larsen, K. Kristiansen. (Cambridge University Press) 1987.
- ^ S. Richard, "Fonti archeologiche per la storia della Palestina: l'antica età del bronzo: l'ascesa e il collasso dell'urbanesimo", The Biblical Archaeologist (1987)
- ^ Bay fu un personaggio di origine siriana che visse alla corte egizia alla fine della XIX dinastia, negli anni 1193-1183 a.C.
- ^ Deir Alla, in Giordania, era un sito di un santuario e centro metallurgico, circondato da fornaci per la fusione costruite addosso alle mura esterne cittadine, le cui successive ricostruzioni, datate dalle ceramiche della tarda età del bronzo, dal XVI al V secolo a.C., si accumulavano a formare come una bassa collina naturale.
- ^ (EN) Drew 1993:1 cita la valutazione di Fernand Braudel sul fatto che le culture del Mediterraneo orientale ritornassero quasi al punto di partenza ("plan zéro"), "L'Aube", in Braudel, F. (Ed) (1977), La Mediterranee: l'espace et l'histoire (Parigi)
- ^ Nur, Amos e Cline, Eric; (2000) "I cavalli di Poseidone: tettonica delle placche e tempeste sismiche nella tarda età del bronzo dell'Egeo e Mediterraneo orientale", Journ. of Archael. Sc. No 27 pps.43-63 - http://srb.stanford.edu/nur/EndBronzeage.pdf
- ^ Robbins, Manuel (2001) Collasso dell'età del bronzo: la storia di Grecia, Troia, Israele, Egitto e i popoli del mare" (Authors Choice Press)
- ^ Palmer, Leonard R (1962) Micenei e minoici: preistoria egea alla luce delle tavolette della Lineare B. (New York, Alfred A. Knopf, 1962)
- ^ (EN) Weiss, Harvey: (1982) "Il declino della civiltà della tarda età del bronzo come una possibile risposta al mutamento climatico" in Mutamento climatico ISSN 0165-0009 (Paper) 1573-1480 (Online), Volume 4, Numero 2, giugno 1982, pp. 173-198
- ^ (EN) Wright, Karen: (1998) "Imperi nella polvere" in "Discover Magazine", edizione del marzo 1998. http://discovermagazine.com/1998/mar/empiresinthedust1420
- ^ (EN) Fagan, Brian M. (2003), "La lunga estate: come il clima mutò la civiltà (Basic Books)
- ^ (EN) http://www.iol.ie/~edmo/linktoprehistory.html - una pagina riguardante la storia di Castlemagner, sulla pagina web della società storica locale
- ^ (EN) Tainter, Joseph (1976)"Il collasso delle società complesse" (Cambridge University Press)
- ^ Drews pp192 ss.
- ^ Spade del tipo naue II, in uso dal 1200 ca nei Carpazi e nelle Alpi orientali, si affermarono rapidamente come l'unico tipo di spada usato nell'Undicesimo secolo; il ferro si sostituì al bronzo senza che ciò alterasse essenzialmente il disegno delle armi. (Drews 1993:194).
- ^ Drews, R. (1993) The End of the Bronze Age: Changes in Warfare and the Catastrophe ca. 1200 B.C. (Princeton 1993).
Bibliografia [modifica]
- (EN) Oliver Dickinson, L'Egeo dall'età del bronzo a quella del ferro: continuità e mutamento tra il XII e VIII secolo a.C. Routledge (2007), ISBN 978-0-415-13590-0.
Voci correlate [modifica]