Colera aviare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Il colera aviare è una malattia che può manifestarsi in tutte le specie di volatili domestici, da allevamento, e in molti selvatici. Inoltre è una zoonosi in quanto può essere trasmessa all'uomo.

È una malattia denunciabile secondo il Regolamento di Polizia Veterinaria.

Epidemiologia e cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Attualmente questa malattia è frequente solo negli allevamenti rurali, a scarsa specializzazione.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

L'agente responsabile del Colera aviare è la Pasteurella multocida, batterio Gram - della famiglia delle Pasteurellaceae, che può infettare un ampio spettro di animali, tra cui tutte le specie di allevamento e l'essere umano. La patogenicità è legata alla presenza della capsula, che aumenta la resistenza alle difese dell'ospite, e dalla produzione di endotossine e tossine proteiche. Sono più suscettibili i tacchini, i polli, anatre, oche, soprattutto se adulti o in accrescimento. I sierotipi più frequentemente coinvolti sono l'A1, A3, A4, D2 per i polli e l'A9 per il tacchino.

La modalità di trasmissione è oro-fecale, facilitata dalla resistenza della Pasteurella nell'ambiente umido e non caldo. La contaminazione avviene generalmente da animali portatori cronici, da ratti (serbatoio) e animali selvatici, o acqua contaminata da feci.

La mortalità varia dal 50% al 70% nella forma acuta.

Patogenesi[modifica | modifica sorgente]

Può presentarsi in forma iperacuta, con morte fulminante dell'animale quasi senza presentare sintomi; in forma acuta, setticemica o in forma cronica, negli animali che hanno superato la fase acuta o che sono venuti a contatto con ceppi a bassa virulenza.

Complicanze[modifica | modifica sorgente]

Anatomia patologica[modifica | modifica sorgente]

Esame macroscopico[modifica | modifica sorgente]

Esame microscopico[modifica | modifica sorgente]

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Segni e sintomi[modifica | modifica sorgente]

  • Forma iperacuta

Non dà luogo a segni, l'animale soccombe di morte fulminante.

  • Forma acuta
    • Anoressia
    • Prostrazione generale
    • Secrezione mucosa dal becco
    • Diarrea verdastra di odore fetido
    • Cianosi della regione della testa
  • Forma cronica
    • Movimenti incoordinati della testa, torcicollo
    • Zoppie

Esami di laboratorio e strumentali[modifica | modifica sorgente]

  • Esame microscopico di striscio di sangue con colorazione bipolare: evidenziazione dei germi.
  • Esame colturale (isolamento)
  • Prove biochimiche
  • Prove sierologiche
  • Prove di inoculo: in topo, coniglio o anatra.

Diagnosi differenziale[modifica | modifica sorgente]

Diagnosi precoce[modifica | modifica sorgente]

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Chirurgico[modifica | modifica sorgente]

Farmacologico[modifica | modifica sorgente]

Possibilità di impiego di sulfamidici (Sulfachinossalina), tetraciclina, ampicillina e chinoloni, rispettando i dosaggi i tempi di sospensione nelle specie da allevamento.

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

Postumi e Follow up[modifica | modifica sorgente]

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

  • Profilassi diretta
    • Negli allevamenti problematici, vaccini vivi attenuati o spenti, in quest'ultimo caso meglio se del ceppo presente nell'allevamento.
  • Profilassi indiretta
    • Evitare stress agli animali;
    • Evitare il contatto con animali malati o portatori e selvatici;
    • Non mescolare soggetti di età differente;
    • Impiegare sistema tutto pieno/tutto vuoto;
    • Controllare l'igiene dell'allevamento e la salubrità dell'acqua.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Pasteurella multocida

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Patologia aviare, F.T.W. Jordan, Edagricole 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]