Colemanite

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Colemanite
Colemanite-244272.jpg
Classificazione Strunz V/J.03-10
Formula chimica Ca2B6O11·5(H2O)
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino trimetrico
Sistema cristallino monoclino
Classe di simmetria  
Parametri di cella a=8,712(2) Å, b=11,247(3) Å, c=6,091(1) Å; β=110.12°, Z=4
Gruppo puntuale 2/m
Gruppo spaziale P 21/a
Proprietà fisiche
Densità 2,42 g/cm³
Durezza (Mohs) 4,5
Sfaldatura perfetta
Frattura fragile, irregolare
Colore incolore (allocromatica)
Lucentezza vitrea
Opacità  
Striscio bianco
Diffusione  
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La colemanite è un minerale appartenente alla V classe (Nitrati, carbonati e borati), più precisamente è un borato idrato di calcio. Fu scoperta nel 1883 nella cosiddetta Valle della Morte (Death Valley USA) in uno degli enormi giacimenti aperti alla fine del XIX secolo per l’estrazione del boro.

Il nome ricorda il proprietario della miniera W.T. Coleman e il minerale è ancora oggi ampiamente sfruttato per l’estrazione del boro. Il gruppo a cui appartiene conta un centinaio di specie alcune molto comuni altre rarissime.

Le caratteristiche della colemanite sono: la bassa durezza, la bassa densità e la sfaldatura perfetta anche se non sempre si può osservare chiaramente. Alla fiamma un cristallo di colemanite emette un crepitio tipico e la fiamma stessa si colora di verde chiaro (reazione tipica del boro).

Gli usi industriali per la presenza del boro ne fanno un minerale di grande importanza e di ampio sfruttamento, i sali di boro infatti vengono utilizzati in molti settori industriali tra cui: produzione di vetri ottici e di pyrex (resistente al fuoco); produzione di detergenti e sbiancanti (perborato); saldatura dei metalli; leghe ultraleggere e propellenti per missili.

Abito cristallino[modifica | modifica sorgente]

I cristalli di colemanite appartengono al sistema monoclino, si presentano esteticamente molto gradevoli perché limpidi, trasparenti e molto ricchi di facce. La forma dei cristalli, che possono raggiungere dimensioni ragguardevoli (diversi centimetri), è di solito prismatica e tozza o bipiramidale ma talvolta possono apparire romboedrici tanto da assomigliare alla calcite. Non è raro tuttavia ritrovarla in masse compatte, granulari o spatiche.

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

Si rinviene esclusivamente in depositi boriferi che occupano il fondo delle depressioni in aree desertiche. L’origine di tali depositi è idrotermale, provengono cioè da attività vulcaniche quali geyser e fumarole le cui acque si sono arricchite di sali di boro presenti nel substrato roccioso. Le acque in seguito si sono depositate in bacini poco profondi originando i giacimenti per evaporazione completa dell’acqua. Oltre che nella Death Valley in California, la colemanite si può trovare negli stati uniti in Nevada ma i cristalli più grandi provengono dalla California (20 cm); in Argentina; nella provincia di Inder (Kazakistan); Bursa e Bigadiç in Turchia.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica sorgente]

Splendidi cristalli bipiramidali o prismatici equidimensionali comunemente bianchi e lipidi ma talvolta anche rosa, arancio, rossi o bruni per la presenza di impurezze. Nei giacimenti della Turchia si trovano spesso grandi depositi cristallizzati associati al Realgar in lunghi aghi di colore rosso che creano un contrasto cromatico esteticamente molto apprezzato dai collezionisti.

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