9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin"
| 9º Reggimento d'assalto paracadutisti incursori "Col Moschin" | |
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stemma "nono"
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1953 - oggi |
| Nazione | |
| Alleanza | |
| Servizio | |
| Tipo | forze speciali |
| Ruolo | Anti-terrorismo, Scorta, Ricognizioni Speciali |
| Dimensione | Reggimento il numero di uomini effettivi al reparto non è divulgato per ovvie ragioni di sicurezza. |
| Guarnigione/QG | Livorno, Toscana |
| Caserma "Vannucci" | Speciale |
| Soprannome | Col Moschin Nono |
| Patrono | San Michele Arcangelo |
| Motto | Della Folgore l'impeto |
| Marcia | Come Folgore dal Cielo |
| Battaglie/guerre | Libano II, UNOSOM II
Guerra in Afghanistan Guerra d'Iraq |
| Parte di | |
| Comandanti | |
| Comandante corrente | colonnello Roberto Vannacci |
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| Voci di unità militari presenti su Wikipedia | |
Il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti incursori "Col Moschin" (comunemente chiamato il Nono) è l'unico reparto di forze speciali italiane dell'Esercito Italiano abilitato ad operazioni non convenzionali (speciali) in territorio nemico. Il Reggimento "Col Moschin" è inquadrato nella Brigata Paracadutisti Folgore e tiene in custodia la bandiera del X Reggimento arditi, del quale ha ereditato l'anno di costituzione (1918) e le mostrine (fiamme nere), riadottate nel 2006. Dal 1995, nel quadro di ristrutturazione dell'Esercito Italiano, è passato da Battaglione a Reggimento.
La base centrale del Reggimento è a Livorno presso la caserma "Vannucci". Esiste anche un centro di addestramento, denominato Base Addestramento Incursori (BAI) a Pisa, situato nel parco regionale di San Rossore (ex tenuta presidenziale) vicino alla foce del fiume Arno, che viene utilizzato per le attività anfibie e subacquee del reggimento. L'addestramento si svolge anche attraverso varie esercitazioni in diverse parti del mondo, dall'Antartide all'America, rendendo così questi combattenti scelti capaci di operare in qualsiasi scenario.
Il 9º Col Moschin fa parte delle unità Forze Speciali Italiane sotto il comando del CO.F.S. (Comando Interforze per le operazioni delle Forze Speciali)
- 9º Reggimento d'assalto incursori paracadutisti “Col Moschin” - Esercito Italiano
- Gruppo Operativo Incursori del Comando Subacquei e Incursori Teseo Tesei – Marina Militare
- Gruppo intervento speciale - Carabinieri
- 17º Stormo incursori – Aeronautica Militare
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Prima guerra mondiale
La storia del Reggimento può essere associata a quella di alcune unità di Arditi della prima guerra mondiale, quale il IX Reparto d'Assalto.[1] Gli arditi si imposero sulla scena militare, guadagnandosi una fama impressionante grazie ai loro atti di eroismo e per la violenza delle loro azioni. Gli arditi erano specialisti degli assalti con lancio di bombe a mano e con combattimenti all'arma bianca nelle trincee nemiche. Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove fu protagonista della riconquista di alcune posizioni austriache sul Col Moschin, sul Col della Berretta e sull'Asolone.
[modifica] Seconda guerra mondiale
Il 20 luglio 1942 si costituisce a Santa Severa un Reggimento Arditi che pochi mesi dopo viene denominato X Reggimento Arditi. Il reparto, con mostrina dalle fiamme azzurre, opera alle dipendenze dell'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore. Impiegato in operazioni dietro le linee nemiche in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia liberata dagli Alleati, cessa di esistere l'8 settembre del 1943. Il I battaglione dislocato in Sardegna, si riordina nel 1944 in IX Reparto d'Assalto e partecipa alla Guerra di Liberazione, inquadrato nel Gruppo di Combattimento "Legnano".[2]
[modifica] Dopoguerra
Smobilitato nel 1946, viene ricostituito come compagnia presso la Scuola di Fanteria a Cesano nel 1953, ed un anno dopo diviene Reparto sabotatori paracadutisti. Assegnato alla scuola di paracadutismo di Pisa nel 1957, diviene Battaglione sabotatori paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue quindi le sorti della rinata Brigata paracadutisti "Folgore", e nel 1975 assume la denominazione di 9º Battaglione d'assalto paracadutisti "Col Moschin".[3]
[modifica] Operatività
Il reparto è stato protagonista di numerose operazioni militari ed antiterroristiche in tutto il mondo ed è l'unico ad aver partecipato a tutte le missioni all'estero dell'Esercito Italiano dal dopoguerra ad oggi.
[modifica] Organizzazione
9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin"- Comando di Reggimento
- Compagnia Comando e Supporto Logistico
- Compagnia Trasmissioni
- 1º Battaglione Incursori (si presume disponga di circa 360-380 incursori operativi)
- 110ª Compagnia Incursori
- 120ª Compagnia Incursori
- 130ª Compagnia Incursori
- Reparto Addestramento Forze per Operazioni Speciali (RAFOS)
- 101ª Compagnia Allievi[4]
[modifica] Formazione degli operatori
[modifica] Selezione
I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo della durata di due settimane, e attraverso un lungo ciclo addestrativo, della durata di circa due anni. La selezione e l'addestramento iniziale vengono svolti insieme ai candidati per il 185º Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi "Folgore", per il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti "Btg Monte Cervino" e per il 26º Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali REOS, per poi proseguire la formazione specifica presso i loro reparti di destinazione.
Per tentare le selezioni bisogna fare domanda attraverso il bando Domanda per il Bacino FS/FOS. Di norma ogni anno escono due bandi (dipende dalla disponibilità di personale e di fondi). Nella domanda si possono mettere in ordine di preferenza le tre FS/FOS dell'Esercito: 9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin", 4º Reggimento Alpini Paracadutisti “Btg. Monte Cervino” e 185º Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi "Folgore", oltre al 26° REOS. La domanda può essere presentata da ufficiali (del grado di sottotenente e tenente), sottoufficiali (sergenti o marescialli), VSP e VFP-4, di qualsiasi reparto e incarico.
Durante l'anno selezionatori dei reparti FS/FOS girano le caserme delle varie unità e scuole dell'Esercito, come la Scuola Sottufficiali di Viterbo e la Scuola di Applicazione dell'Arma di Torino, presso le quali cercano i candidati per il bacino delle FS/FOS. Nelle ultime settimane del "corso palestra" (per il conseguimento del brevetto di paracadutismo), presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa si recano rappresentanti dei diversi reparti FS/FOS per presentare le Forze Speciali dell'Esercito e individuare gli interessati (sempre tramite la domanda).
I requisiti per presentare la domanda sono:
- avere massimo 26 anni d'età;
- appartenere alla categoria ufficiali (nel grado fino a tenente), sottufficiali o volontari (VFP-4 e VSP);
- non aver riportato alcuna condanna per delitti colposi e non colposi;
- non essere stato ammesso a riti alternativi per delitto colposo o non colposo, o sottoposto a misure di prevenzione;
- non essere mai sottoposto a sanzione disciplinare di stato;
- aver riportato in sede di valutazione caratteristica, negli ultimi due anni, valutazioni o punteggi non inferiori a "superiori alla media" o equivalenti (avere un ottimo stato di servizio);
- non aver già frequentato corsi di formazione FS/FOS con esito negativo (a meno che la dimissione/rinuncia sia stata originata per motivi di salute);
- non essere stato soggetto alla revoca del brevetto di "paracadutista militare" (per chi ne è in possesso);
Una volta presentata la domanda, si attende di essere chiamati per le preselezioni fisiche e il tirocinio di selezione. Le preselezioni fisiche consistono nelle seguenti prove valide per l'accesso ai reparti: 185° RRAO, 4° R. Ranger, 26° R. REOS, 9° R. Col Moschin:
- 5 trazioni alla sbarra
- 40 piegamenti addominali
- 30 piegamenti sulle braccia (flessioni)
- 10 trazioni alle parallele
- salita della fune 6 metri
- 2 km in 9 minuti
- 7 km in 45 minuti in mimetica e scarponi.
Chi supera le pre-selezioni fisiche ritorna ai reparti, per poi essere chiamato al 9º Reggimento per partecipare, presso la 101ª Compagnia Allievi, al Tirocinio di Selezione, seconda fase dell'iter selettivo, che ha luogo due volte l'anno nei mesi di maggio-giugno oppure ottobre-novembre.
Il tirocinio di selezione svolto dagli aspiranti incursori dell'E.I. e dell'A.I., dagli aspiranti ranger e dagli aspiranti acquisitori, della durata di due settimane, mira ad accertare non solo le caratteristiche psico-fisiche e la resistenza fisica e mentale allo sforzo prolungato del candidato, ma anche le sue qualità morali e caratteriali, le motivazioni profonde che lo spingono ad affrontare pericoli e disagi e la loro capacità di reagire con calma e lucidità alle difficoltà, anche in presenza di forti fattori di stress, e a dare comunque il massimo di sé. Per effettuare questi accertamenti i candidati sono mantenuti, sin dai primi giorni, sotto costante pressione fisica e mentale, dormono poco, accumulano progressivamente stanchezza ed un forte stress, che dovranno imparare a sopportare e a gestire nel corso della selezione, senza avere reali possibilità di recupero, subendo una costante alterazione dei cicli naturali di attività e riposo.
Per tutto il periodo, i candidati sono mantenuti all'interno delle strutture militari, non possono fruire della libera uscita né raggiungere familiari ed amici. Sono isolati con se stessi, ed ogni attività è regolata dagli istruttori, che alternano gradualmente gli orari e la durata dei periodi di riposo, in modo da provocare vere e proprie crisi di sonno. Tutte le prove fisiche, come le marce zavorrate, sono alternate da periodi d'addestramento al combattimento, lavori tattici, test fisici e di cultura generale e tecnico-professionale, durante i quali si deve dimostrare lucidità, capacità operative, resistenza mentale e ferrea volontà di non cedere alla stanchezza. Sono frequenti le esercitazione continue, che coprono almeno parzialmente l'arco notturno, ed ai candidati sono date poche possibilità di recuperare il sonno perduto.
Il tirocinio, come detto, della durata di due settimane (una terza può però essere eventualmente dedicata al recupero d'attività che non si sono potute svolgere per motivi di forza maggiore), include, dopo aver ripetuto le prove della preselezione, altre prove:
- 5 marce zavorrate a tempo, in uniforme da combattimento e zaino di 20 kg senza arma, su itinerari di difficoltà, dislivello e distanza variabile da 10 e 30 km: 10 km in piano da concludersi nel tempo massimo di un'ora e 16 minuti, 15 km su terreno vario e dislivello di 300 metri in due ore e 10 minuti, 21 km con forte dislivello di 900 metri in tre ore e 15 minuti, marcia di resistenza di 30 km in quattro ore e 28 minuti, marcia notturna in terreno accidentato, molto impegnativo, di 12 km.
- prove d'ardimento, presso il complesso “Lustrissimi” di Livorno, che prevedono il superamento di percorsi di guerra, ostacoli aerei e ponti di corda, per accertare le doti di coraggio, coordinazione e velocità.
- test d'acquaticità ed Anfibia, alla Base a Mare, nuoto di superficie e voga. Inoltre altri test di varia natura, che includono, tra l'altro, il completamento di percorsi sotterranei per l'accertamento delle proprie capacità d'autocontrollo in situazioni ed ambienti claustrofobici.
Molti di questi esercizi vengono variati ad ogni corso, per evitare di far conoscere in anticipo ai candidati i particolari della selezione ed impedire che possano prevedere ciò che li attende. Non sono pertanto mai noti con esattezza i tempi entro i quali terminare una prova, o il punteggio minimo da conseguire in un determinato test. Questa insicurezza costringe i candidati a formare comunque lo sforzo massimo in ogni circostanza, impedisce loro di limitarsi al risultato minimo anche se sufficiente, e permette agli istruttori di valutare meglio le reali doti caratteriali dei candidati.
Questa selezione iniziale determina una prima sostanziale "scrematura" dei partecipanti, anche se si cerca di far concludere le due settimane di tirocinio a tutti gli allievi, indipendentemente dall'esito finale, in quanto la permanenza al RAFOS rappresenta comunque un'eccellente occasione di arricchimento professionale. Il personale ritenuto non idoneo ritorna ai reparti d'appartenenza, senza che alcuna annotazione negativa accompagni il loro curriculum individuale. Solo chi supera con successo entrambe le fasi della selezione, la preselezione all'idoneità fisica ed il tirocinio, viene invece ammesso alla frequenza del corso Operatore Basico Operazioni Speciali (OBOS).
[modifica] Corso di operatore basico operazioni speciali
Chi supera entrambe le fasi di selezione (preselezione fisica e tirocinio) viene ammesso alla frequentazione di uno dei quattro o cinque (anche in questo caso, in funzione della disponibilità di personale e di finanziamenti) corsi OBOS (Operatore basico operazioni speciali) organizzati annualmente dal RAFOS (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali) del 9º Reggimento Col Moschin dell'E.I., completando il blocco di circa 25 allievi, tra aspiranti incursori E.I. e A.M., ranger, acquisitori, e reparti di volo del 26º REOS. Ristrutturato di recente, ha ora una durata di 24 settimane, contro le precedenti 31, ma i contenuti, razionalizzati sulla base delle esperienze maturate nel tempo e delle lezioni apprese nei teatri operativi, sono rimasti sostanzialmente invariati, attualmente include:
- 4 settimane dedicate al conseguimento del brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, per chi non ne risulta titolare, presso il CAPAR di Pisa.
- 5 settimane dedicate alla formazione teorico pratica sulla topografia, alle marce topografiche, all'apprendimento delle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre.
- 12 settimane sulle Procedure tecnico tattiche (PTT) delle FOS. La fase PTT per FOS costituisce il cuore della formazione OBOS ed è destinata all'addestramento individuale e di nucleo al combattimento e all'apprendimento delle tattiche e procedure operative standard delle minori unità FOS. Vengono curati nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all'uso appropriato dell'equipaggiamento, le tecniche di mascheramento, mimetizzazione, movimento tattico, superamento ostacoli e mobilità verticale. Sono acquisiti i necessari automatismi nella predisposizione delle soste, dei bivacchi, nelle procedure di riordinamento e di reazione automatica immediata in caso di compromissione. Tre settimane sono dedicate alla ricerca, acquisizione e sorveglianza degli obiettivi, due invece alle azioni dirette su obiettivi tattici. Si prosegue con tattiche di combattimento e pattugliamento in ambiente urbano, predisposizione di zone di atterraggio elicotteri e tecniche di ricerca ed inganno.
- 3 settimane di addestramenti tecnici specifici: sulle trasmissioni, sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica con la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic Life Support) statunitense, su come intervenire tempestivamente in caso di ferite d'arma da fuoco, sulle manovre salvavita e sulle procedure di rianimazione cardio-polmonare, approfondimenti su armi e tiro (diurno e notturno) e pianificazioni delle operazioni militari.
Il corso si conclude con una esercitazione continuativa di due settimane e con degli esami finali. Gli allievi ritenuti idonei (meno del 50% degli aspiranti inizili) iniziano la fase di specializzazione, diversa per ogni reparto di destinazione finale.
Dopo aver superato con successo il corso Operatore Basico Operazioni Speciali – OBOS, i futuri incursori rimangono al RAFOS per iniziare l'addestramento specialistico. L'iter di specializzazione è suddiviso in due fasi: la Specializzazione Paracadutista Guastatore di 26 settimane, ed il Perfezionamento per Incursore Paracadutista di 36.
[modifica] Specializzazione Guastatore Paracadutista
La Specializzazione Paracadutista Guastatore 80/B, della durata di 26 settimane, è condotta, come nell'OBOS, da istruttori di grande esperienza assegnati al RAFOS a rotazione dalle compagnie operative del Nono, che seguono i candidati in ogni momento dell'addestramento, fornendo insegnamenti tecnico tattici e dispensando consigli, rincuorando gli incerti e valutando continuamente il loro profilo fisico e morale, per materie specifiche sono affiancati da istruttori fissi, normalmente degli incursori marescialli “anziani”. La Fase di Specializzazione Paracadutista Guastatore si tiene interamente presso il RAFOS e si suddivide a sua volta in tre corsi:
- Sopravvivenza, evasione e fuga, resistenza agli interrogatori, della durata di 3 settimane, che insegna come sopravvivere in qualsiasi ambiente, le tecniche di evasione e fuga, e di resistenza agli interrogatori. Sono tre settimane molto impegnative, che determinano spesso l'eliminazione di chi aveva superato senza problemi il corso OBOS. Gli allievi sono proiettati in un ambiente sconosciuto, in assoluta solitudine, per affrontare prove di sopravvivenza che inducono un profondo senso di insicurezza e di isolamento. Si svolge sia in Toscana sia in Sardegna e prevede anche una fase di sopravvivenza in mare. Un ulteriore periodo, in genere affrontato successivamente al reparto, riguarda la sopravvivenza in ambiente montano innevato ed in zone di clima rigido.
- Corso Maneggio Esplosivi, della durata di 8 settimane, che insegna le tecniche e le procedure di maneggio degli esplosivi, sulle tecniche di sabotaggio e di demolizione speditiva. La completa formazione di tutti gli operatori in questo specifico settore viene visto dagli ufficiali del Reggimento come un fattore di flessibilità ed un motivo di vanto nella comunità internazionale delle forze speciali.
- Procedure Tecnico Tattiche per Forze Speciali (PTT/FS), della durata di 15 settimane, per l'approfondimento delle procedure del distaccamento operativo incursori nelle situazioni tipiche d'impiego. Il corso include una serie di addestramenti specialistici della durata di una o due settimane. Due sono dedicate alla mobilità per FS, per l'apprendimento delle tattiche d'impiego e di sicurezza della pattuglia motorizzata, il cui utilizzo è divenuto preminente nelle missioni più recenti, e le predisposizioni da attuarsi in caso di contatto (RIA sui mezzi). Due ulteriori settimane approfondiscono le modalità di aerocooperazione per FS, con particolare riguardo all'impiego degli elicotteri; due riguardano le azioni dirette e gli interventi di antiterrorismo; due le procedure di scorta e protezione ravvicinata di personalità (close protection e tiro istintivo); due infine le tecniche di mobilità e combattimento in montagna per forze speciali. Inoltre, addestramenti specifici di una settimana che toccano i temi delle operazioni in ambiente NBC (Nuclear Biological Chemical – Nucleare Biologico Chimico), della medicina tattica avanzata per FS, della ricognizione speciale e delle procedure Humint (Human Intelligence) di raccolta informativa per forze speciali. Nelle settimane restanti, viene approfondita la conoscenza di tutte le armi leggere in dotazione al reparto e gli allievi frequentano un ciclo di lezioni sulla fotointerpretazione delle riprese aeree.
Un'ultima settimana è dedicata agli esami conclusivi del corso. Al termine, conseguito il brevetto di Guastatore Paracadutista, l'allievo affronterà la fase successiva, il corso di qualificazione Incursore Paracadutista.
[modifica] Perfezionamento Incursore Paracadutista
I candidati, che hanno terminato con successo la prima fase di specializzazione, iniziano quella di Perfezionamento per Incursore Paracadutista, della durata di 40 settimane dal 2011, che ha lo scopo di completare la formazione degli allievi, specializzare il personale e renderlo in grado di operare nei diversi ambienti e scenari di impiego peculiari delle forze speciali. Il perfezionamento include una serie di corsi di durata variabile gestiti direttamente dal RAFOS o svolti presso enti scolastici esterni e sono i seguenti:
- Corso Riconoscimento Mezzi e Materiali, della durata di 3 settimane, per la conoscenza e riconoscimento delle armi, i mezzi e
le uniformi di alcune forze armate straniere. In passato era dedicato essenzialmente ai materiali dei paesi del Patto di Varsavia, mentre oggi la materia d'interesse ha carattere più generale.
- Corso Combattimento in Ambienti Ristretti (CAR), della durata di 5 settimane, che approfondisce ulteriormente le tecniche di tiro istintivo e ravvicinato oltre a permettere l'acquisizione degli automatismi necessari ad operare nelle missioni di controterrorismo e di liberazione ostaggi. Avvalendosi di apposite strutture, le cosiddette “killing house” (case di morte) che sorgono nelle vicinanze di Livorno, vengono provate e riprovate irruzioni ed interventi nei più disparati scenari, contro obiettivi posti all'interno di edifici, autobus, aerei, treni ecc.
- Corso Operatore Radio e Trasmissioni per Forze Speciali, della durata di 3 settimane, che abilita all'uso dei vari e sofisticati apparati per le comunicazioni in dotazione, impiegati dal Reggimento, diversi da quelle in dotazione ai corpi convenzionali.
- Corso di mobilità anfibia, della durata di sei settimane, per l'apprendimento delle tecniche delle operazioni anfibie, che include esercitazioni di navigazione diurna e notturna con gommoni con motore fuoribordo, pratica del nuoto operativo di superficie, messa a mare e recupero veloce da imbarcazioni in movimento e conoscenza sia teorica che pratica dei mezzi nautici in dotazione al reparto: battelli a scafo rigido, canoe, gommoni autogonfianti a scafo rigido. Al termine del corso viene conseguita la patente nautica per l'impiego dei mezzi più piccoli entro la fascia costiera delle 12 miglia.
La formazione affidata ad altri Enti è essenzialmente quella relativa alla mobilità ambientale, che include:
- Corso di Paracadutismo con la Tecnica della Caduta Libera (TCL), al superamento del traguardo di 20 lanci con la tecnica della fune di vincolo; si svolge presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa per un periodo compreso tra le cinque e le sei settimane, durante le quali si effettuano lanci ad apertura comandata da una altezza massima di 3-4000 metri (10.000 piedi).
- Corso basico Addestramento Alpinistico (CA1), presso il Centro Addestramento Alpino (CEALP) di Aosta, della durata di 6 settimane dal 2011, per fornire le conoscenze fondamentali relative alle tecniche d'arrampicata e movimento in montagna, necessarie a conferire la capacità di operare in ambienti montani in condizioni di sicurezza. È una fase basica che non contempla gli aspetti puramente tattici, e richiede pertanto un successivo approfondimento al reparto per l'inserimento delle tematiche specificamente operative.
- Corso basico di Addestramento Sciistico (CS1), sempre presso il CEALP di Aosta, della durata di 6 settimane dal 2011 dedicate all'apprendimento delle tecniche di movimento in montagna in ambiente innevato: sci alpinistico e sci di fondo, prevenzione delle valanghe e sopravvivenza in climi freddi. Anche in questo corso, le tematiche apprese andranno inserite in un contesto tattico con successive esercitazioni al reparto.
- Corso Basico di Lingua Inglese, della durata di 5 settimane, presso la SLEE (Scuola di Lingue Estere dell'Esercito) di Perugia, o presso istituti scolastici convenzionati a Livorno. L'importanza della collaborazione internazionale, ed il frequente inserimento degli operatori in strutture multinazionali, richiede una conoscenza generalizzata di tale lingua, su cui innestare successivi approfondimenti.
Al termine di questo lungo processo formativo, della durata di 90 settimane (a seguito della riduzione del corso OBOS di 7 settimane e aumento di 2 settimane dei corsi CA1 e CS1), i pochi candidati rimasti ricevono l'agognato brevetto da Incursore Paracadutista, e transitano in un distaccamento di compagnia operativa dove, affiancati da colleghi esperti, apprenderanno "sul campo" i mille segreti del loro difficile mestiere.
[modifica] Ulteriori corsi
La formazione degli incursori, che non si può mai definire conclusa, prosegue anche durante l'impiego presso le compagnie operative. Con la frequenza di ulteriori corsi di specializzazione, sia in Italia che all'estero, i singoli operatori potranno incrementare il loro bagaglio di conoscenze, compatibilmente con le loro attitudini specifiche e con le necessità organiche del reparto, ampliare le loro possibilità d'intervento ed approfondire specifiche professionalità.
Quelli che si svolgono in Italia sono:
- Corso Subacqueo, della durata di 12 settimane, presso il COMSUBIN del Varignano (La Spezia), per apprendere ad operare con sicurezza nell'ambiente marino, con un approfondimento delle tecniche di nuoto operativo di superficie e subacqueo, e per conseguire l'abilitazione all'uso degli apparati subacquei A.R.O. (Auto Respiratore ad Ossigeno) e A.R.A. (Auto Respiratore ad Aria).
- Corso di Perfezionamento Alpinistico e Sciistico, presso il Centro addestramento Alpino di Aosta, per l'approfondimento delle tecniche alpinistiche e per l'apprendimento della capacità d'agire in ambienti artici e d'alta montagna, ed elevare il grado di mobilità operativa in condizioni particolarmente impegnative e in presenza di un avversario addestrato ad operare in montagna. Il succedersi dei corsi può portare all'ottenimento delle qualifiche di istruttore o istruttore militare scelto di sci e di combattimento in montagna.
- Corso Avanzato di Paracadutismo, della durata di 3-4 settimane, per l'apprendimento delle tecniche per lanci ad alta quota (di 7.000-11.000 metri) con ossigeno ad apertura a quote basse – HALO (High Altitude Low Opening), o con apertura ad alta quota e navigazione sotto vela – HAHO (High Altitude High Opening).
- Corso Tiratore Scelto, tenuto presso il Reggimento, per l'abilitazione al corretto utilizzo dei numerosi fucili di precisione in dotazione, derivato dal S.O.T.I.C. (Special Operations Target Interdiction Course) statunitense, studiato per il calibro.308.
- Corso FAC (Forward Air Controller), per abilitazione alle missioni relative alla direzione da terra degli attacchi aerei e la designazione ai piloti degli obiettivi, tenuto presso la Scuola di Aerocooperazione dell'Aeronautica Militare, della durata di cinque settimane (tre teoriche e due pratiche). Tale qualifica è limitata agli elementi in possesso del necessario livello di conoscenza della lingua inglese (che può essere conseguita con la frequenza del corso avanzato alla SLEE di Perugia). Di norma, il corso è seguito da quello di Controllore del Fuoco per Operazioni Speciali (CF/OS), di ulteriori tre settimane. Tutto ciò prelude all'abilitazione alla funzione di Laser Target Marking (FAC/LTM) per l'impiego dei designatori laser in dotazione al Reggimento. L'addestramento all'impiego dei relativi designatori laser avviene con corsi di un paio di settimane, che si tengono nei principali poligoni alleati (in Sardegna come all'estero), o addirittura in occasione delle missioni esterne, durante la permanenza dei distaccamenti in teatro.
- Corso Scorte e Protezione ravvicinata di personalità, tenuto al Reggimento, sulle tecniche di protezione e scorta di V.I.P, della durata di cinque settimane. Tre sono dedicate alla tematiche della protezione ravvicinata e del tiro istintivo con armi corte, e due all'apprendimento delle tecniche di guida veloce con modalità anti-sequestro.
- Corso avanzato di lingua inglese, di approfondimento del corso basico, per un completa conoscenza della lingua inglese, presso la SLEE di Perugia.
Altri corsi di perfezionamento vengono svolti all'estero, preceduti da un opportuno corso avanzato di lingua inglese tenuto presso la Scuola Lingue Estere dell'Esercito di Perugia. La maggior parte di questi corsi si tengono presso l'International Special Traning Center – ISTC di Pfullendorf, Germania, la scuola delle Forze Speciali della NATO, presso la quale gli incursori frequentano vari tipi di corsi, talvolta per coprire obiettive carenze dell'addestramento impartito in Patria, in altri casi per ricevere un'istruzione specialistica, che non risulterebbe economica organizzare e gestire autonomamente, perché rivolta a numero assai esiguo di operatori.
[modifica] Armamento individuale
| Nome | Calibro | Tipo | Nazionalità |
|---|---|---|---|
| Glock 17 | 9x19 mm Parabellum | pistola semiautomatica | |
| Beretta 92 | 9x19 mm Parabellum | pistola semiautomatica | |
| Beretta 8000 Cougar | 9x19 mm Parabellum | pistola semiautomatica | |
| FN Five-Seven | 5,7x22 mm | pistola semiautomatica | |
| Heckler & Koch MP5 | 9x19 mm Parabellum | pistola mitragliatrice | |
| Heckler & Koch MP7 | 4,6x30 mm | pistola mitragliatrice/PDW | |
| FN P90 | 5,7x28 mm | pistola mitragliatrice/PDW | |
| Colt M4 | 5,56x45 mm NATO | fucile d'assalto | |
| Beretta ARX-160 | 5,56x45 mm NATO | fucile d'assalto | |
| FN SCAR-L | 5,56x45 mm NATO | fucile d'assalto | |
| FN SCAR-H | 7,62x51 mm NATO | fucile d'assalto | |
| Heckler & Koch G36 | 5,56x45 mm NATO | fucile d'assalto | |
| Beretta SCP 70/90 | 5,56x45 mm NATO | fucile d'assalto | |
| Benelli M4 Super 90 | 12 | fucile a canna liscia semiautomatico | |
| Beretta RS202 | 12 | fucile a pompa | |
| Heckler & Koch MSG-90 | 7,62x51 mm NATO | fucile di precisione | |
| Accuracy International AWM | .338 Lapua Magnum | fucile di precisione | |
| Sako TRG-42 | .338 Lapua Magnum | fucile di precisione | |
| Barrett M82A1 | 12,7x99 mm NATO | fucile di precisione | |
| Extrema Ratio Col Moschin | coltello da combattimento |
[modifica] Operazioni note
[modifica] Achille Lauro
| Per approfondire, vedi la voce Crisi di Sigonella. |
Lunedì 7 ottobre 1985, il giorno del sequestro dell'Achille Lauro (avvenuto alle ore 13:15), già in tarda serata 60 incursori arrivarono alla base militare di Akrotiri, nell'isola di Cipro, messa a disposizione dal governo britannico, pronti ad intervenire seguendo un piano sviluppato insieme all'UNIS del COMSUBIN, presenti in fase di pianificazione. I sessanta operatori del Col Moschin, avrebbero dovuto effettuare una "saturazione a macchia d'olio" e lo sgombero degli ostaggi, mentre gli operatori UNIS del COMSUBIN avrebbero effettuato l'irruzione iniziale. I fatti andarono diversamente e prevalse la linea diplomatica.
[modifica] Somalia
Il 13 dicembre 1992, scattata l'operazione Restore Hope in Somalia, un C-130 Hercules della 46ª Aerobrigata arrivò a Mogadiscio con una squadra di Incursori del 9º Reggimento "Col Moschin". Gli operatori occuparono il palazzo dell'ambasciata italiana, lasciata abbandonata dopo lo scoppio della guerra civile nel 1991.
Il 5 giugno 1993, alle 09:30 un flash del corrispondente dell'agenzia di stampa ANSA Remigio Benni, unico giornalista presente a Mogadiscio, parla di "situazione drammatica, disordini e sparatorie". Un reparto di caschi blu pakistani cade in un'imboscata dei miliziani somali di Mohamed Farrah Aidid nei pressi di Radio Mogadiscio: 24 soldati sono massacrati a colpi di Kalashnikov e di mitragliatrice. L'intervento di circa 20 incursori, guidati dal tenente colonnello Marco Bertolini, evitò una strage di proporzioni ancora maggiori. Le forze speciali italiane combattendo corpo a corpo, portarono in salvo circa 80 pakistani delle forze ONU.
Quattro settimane dopo, il 2 luglio 1993, avvenne la Battaglia del pastificio. Un gruppo di intervento italiano, composto da paracadutisti della Folgore, cavalleria corazzata e fanteria, riuscì a salvare molti militari italiani rimasti intrappolati in un'imboscata congegnata dai miliziani somali, subendo però gravi perdite: 3 morti e 26 feriti. Tra i morti uno degli incursori, il sergente maggiore Stefano Paolicchi, 30 anni, colpito sul lato destro della milza, nell'unica parte non protetta dal giubbetto antiproiettile. Per il suo contributo all'azione verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare (alla memoria).
[modifica] Ruanda
Nel 1994, in Ruanda, gli Incursori ebbero il compito di evacuare i civili italiani dalla terra africana martoriata dalla guerra. L'operazione, detta Operazione Ippocampo, si concluse il 19 novembre con il recupero dei connazionali.
A seguito degli scontri tribali che hanno distrutto il paese centrafricano, il "Col Moschin" tornò a più riprese in Ruanda, portando in salvo molti connazionali ed evacuando numerosi bambini locali. Nel corso delle operazioni, perse la vita il sergente maggiore Marco Di Sarra (già decorato di Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito per il suo comportamento in Somalia durante l'operazione IBIS) colpito da una forma grave di malaria.
L'Italia per consentire l'evacuazione dei suoi connazionali inviò un distaccamento composto da operatori del "Col Moschin" e da incursori del Comsubin trasportati da velivoli dell'Aeronautica Militare[5]. Giunti a Kigali, la capitale,[6] il gruppo iniziò la sua attività in un clima di tragedia muovendosi tra corpi lasciati agli angoli delle strade; occorse recuperare persone a vari chilometri dall'aeroporto e il distaccamento non aveva potuto portare mezzi di trasporto con sé; contattati, gli altri contingenti non resero disponibili alcun mezzo, così gli operatori decisero di requisire dei pick up civili all'aeroporto e, dopo aver smontato le portiere e averli adattati alle loro esigenze, si diressero verso i luoghi dove rimanevano civili da recuperare. Muovendosi sempre con le armi pronte, gli operatori riuscirono ad evacuare tutti, affrontando anche molte resistenze. Sicuramente ci fu almeno un conflitto a fuoco.
[modifica] Afghanistan
Nel settembre 2007 il Reggimento ha partecipato, insieme all'SBS britannico, ad un blitz per liberare due agenti del servizio di sicurezza italiano, l'AISE, rapiti pochi giorni prima nella provincia di Farah, nell'ovest dell'Afghanistan. Gli Incursori italiani fornirono la copertura di sicurezza, mentre l'assalto finale fu effettuato dai soldati britannici dotati di appositi mezzi a trazione integrale. L'operazione non ha avuto possibilità di pianificazione, poiché i terroristi hanno improvvisamente cercato di trasferire i prigionieri e gli incursori sono dovuti intervenire immediatamente. Nella battaglia che ne è seguita, i due agenti dell'AISE sono rimasti gravemente feriti, forse da fuoco amico, e uno dei due è morto alcuni giorni dopo.
[modifica] Libia
Almeno 40 incursori(forse anche piu)sono stati inviati sull terreno per addestrare,coordinare,aiutare negli scontri i ribelli dell CNT e per illuminare i bersagli agli aerei NATO.
[modifica] Onorificenze
| Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia | |
| — 5 giugno 1920 |
| Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia | |
| — 10 gennaio 1995 |
| Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia | |
| — 4 maggio 2011 |
| Medaglia d'oro al valore dell'esercito | |
| — 10 ottobre 1994 |
| Medaglia di argento al valor militare | |
| — 10 giugno 1920 |
| Medaglia di argento al valor militare | |
| — 16 giugno 1945 |
| Medaglia di argento al valor militare | |
| — 10 agosto 1947 |
| Medaglia d'argento al valore dell'esercito | |
| — 19 aprile 2002 |
[modifica] Personalità legate al Reggimento
[modifica] Note
- ^ Righe 1-10
- ^ Righe 11-24
- ^ Righe 25-34
- ^ [http://www.esercito.difesa.it/Concorsi/voglio_fare/LIncursore/Pagine/default.aspx
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- Base Addestramento Incursori "Gli idonei alle preselezioni, al termine dei rispettivi iter di formazione presso Scuole e RAV, raggiungono la 101ª Compagnia del Reparto Addestramento Forze Speciali del Reggimento"]
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- ^ . URL consultato il 09 feb 2009 «L'"Operazione Ippocampo" in Costa d'Avorio, in gergo sinonimo di "Operazione d'Evacuazione" - che ha impegnato i velivoli C130J dell'Aeronautica Militare, nel portare in salvo cittadini italiani e stranieri dalle zone in mano ai ribelli - si è conclusa definitivamente il 19 novembre, con il rientro dell'ultimo velivolo con a bordo una parte dei militari della task force, che ha assicurato lo svolgimento dell'operazione in sicurezza. Una task force, composta da personale delle quattro Forze Armate, che ha operato alle dipendenze del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) in stretto coordinamento con l'Unità di Crisi del Ministero degli Esteri.»
- ^ OPERAZIONE IPPOCAMPO: UNA NUOVA MISSIONE PER I C-130J DELL'AERONAUTICA MILITARE. URL consultato il 09 feb 2009 «All'operazione partecipa anche l'Italia con un contingente formato da 112 uomini della "Folgore", 65 uomini del Comando Subacquei Incursori "Teseo Tesei" della Marina e 3 velivoli da trasporto della 46ª Brigata Aerea.»
[modifica] Voci correlate
- Battaglia di Mogadiscio
- Battaglia del Pastificio
- Militari italiani caduti in missione di pace
- Medaglie, decorazioni ed ordini cavallereschi italiani
[modifica] Altri progetti
Articolo su Wikinotizie: Liberati i militari italiani rapiti in Afghanistan 24 settembre 2007