Coglione

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Con il termine coglione si intende l'accezione popolare di una parte anatomica del corpo umano: vedi testicolo.

Il termine è anche un insulto entrato da tempo nel linguaggio corrente con il significato di persona poco avveduta che non prevede le conseguenze dei propri atti per insufficiente intelligenza; e tuttavia mantiene caratteristiche di innegabile volgarità. Viene frequentemente adoperato per prendere in giro o ingiuriare qualcuno facendo riferimento a un attributo sessuale al fine di evidenziare la sprovvedutezza, dabbenaggine o stupidità della persona destinataria dell'ingiuria: vedi anche minchione (ad esempio, ne "I Malavoglia" di Giovanni Verga, padron 'Ntoni viene giudicato "minchione" dalla comunità perché incapace di perseguire i propri interessi).

Al plurale, sempre con tinte di volgarità ma questa volta in senso tutt'altro che dispregiativo, viene usato in varie espressioni colorite, quali "avere i coglioni" (o anche "averci le palle" o gli "attributi") per indicare una persona particolarmente capace e degna di ammirazione (uomo o anche donna, per un'impropria ma suggestiva forma di estensione).

Indice

Etimologia

Abbastanza curiosamente, il termine coglione deriverebbe originariamente dal greco antico Kolèos ed aveva il significato di vagina, fodera. Dal greco il termine è passato al latino Còleus mediante una forma barbara Còleo,-Coleònis (Coleònem all'accusativo). Quindi in lingua provenzale colhos, in antico francese couillon, in francese moderno coyon e in spagnolo cojon. Il significato si sarebbe quindi evoluto progressivamente da vagina a borsa dei testicoli.[1]

Significativamente, nei dialetti italiani, le forme più diffuse sono "cojjone" (in romanesco) e "cojon" (ad esempio in milanese, in veneto e in emiliano).

In alcuni slang, negli Stati Uniti, si è diffuso l'uso del termine Cojones, derivato dalla lingua spagnola, per indicare una persona coraggiosa o dall'atteggiamento particolarmente spavaldo. Equivale all'italiano "avere i coglioni" o "avere gli attributi".

Gesto scaramantico

L'espressione "toccarsi i coglioni" indica invece un diffuso gesto scaramantico[2] che la Corte di Cassazione, nella sentenza 8389 del 25 febbraio 2008, ha definito «un atto contrario al decoro e alla decenza pubblica», configurante pertanto un illecito penale. Infatti, secondo la Corte, «il palpeggiamento dei genitali davanti ad altri soggetti, in quanto manifestazione di mancanza di costumatezza ed educazione, deve considerarsi atto contrario alla pubblica decenza, concetto comprensivo di quel complesso di regole comportamentali etico-sociali che impongono a ciascuno di astenersi da condotte potenzialmente offensive del sentimento collettivo della compostezza del decoro, generanti disagio, disgusto e disapprovazione nell'uomo medio». La Corte sottolinea che il reato è contemplato anche «se il fine del gesto è apotropaico».[3][4][5]

Le gaffe internazionali di Silvio Berlusconi

Nell'accezione di "persona sprovveduta", l'appellativo è stato usato da Silvio Berlusconi[6][7][8] durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006 e rivolto agli eventuali elettori del centrosinistra, che, a suo dire, avrebbero votato contro il proprio interesse. Sulla scia di Silvio Berlusconi, una casa produttrice di sigarette di Torino ha coniato lo slogan: "Chi fuma Marlboro è un coglione"[9].

Il 6 novembre 2008, lo stesso Berlusconi si è reso protagonista di una gaffe internazionale in occasione dell'elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti. Il Presidente del Consiglio italiano ha infatti descritto il nuovo inquilino della Casa Bianca, uomo notoriamente di origini afro-americane, come «giovane, bello e anche abbronzato». Ai critici che contestavano il larvato razzismo insito in una tale ambigua espressione, Berlusconi rispondeva apostrofandoli come imbecilli ed assegnando a costoro una "laurea del coglione"[10][11][12][13][14][15][16].

I cojjoni nella poesia del Belli

Il termine presenta, nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli, centinaia di occorrenze[17].

Sinonimo di "testicoli"

In particolare, il sonetto 107, Li penzieri libberi, composto il 21 settembre 1831, è interamente dedicato ad una raccolta scanzonata di sinonimi di quella che, ancora oggi, è una delle espressioni più scurrili del dialetto romanesco. L'autore dichiara di voler imitare il sonetto milanese del Porta, suo contemporaneo: Ricchezz del Vocabolari milanes. Il titolo del sonetto è dedicato a quello che viene definito un "libercolettaccio", pubblicato sotto il titolo di Pensieri liberi, di cui sarebbe autore un avvocato, tale Luigi Cecconi, il cui cognome Belli dichiara di voler considerare come l'ennesimo sinonimo del termine scurrile.

(IT) (ROM)
« Sonetto 107. Li penzieri libberi


Sonajji, pennolini, ggiucarelli,
e ppesi, e ccontrapesi e ggenitali,
palle, cuggini, fratelli carnali,
janne, 1 minchioni, zebbedei, ggemmelli.

Fritto, ova, fave, fascioli, granelli,
ggnocchi, mmannole, 2 bruggne, mi’-stivali,
cordoni, zzeri, O, ccollaterali,
piggionanti, testicoli, e zzarelli.

Cusí in tutt’e cquattordici l’urioni, 3
pe pparlà in gerico, 4 inzinent’a glieri 5
se sò cchiamati a Roma li Cojjoni.

Ma dd’oggi avanti, spesso e vvolentieri
li sentirete a dí ppuro Cecconi,

pe vvia de scerta mmerda de Penzieri. 6 »
(IT)
« Sonetto 107. I pensieri liberi


Sonagli, pendolini, giocarelli,
e pesi, e contrappesi e genitali,
palle, cugini, fratelli carnali,
ghiande, minchioni, zebedei, gemelli.

Fritto, uova, fave, fagioli, granelli,
gnocchi, mandorle, prugne, "i miei stivali",
cordoni, zeri, O, collaterali,
pigionanti, testicoli, e zarelli.

Cosí in tutti e quattordici i rioni,
per parlare in gergo, fino a ieri
si sono chiamati a Roma i Coglioni.

Ma da oggi in avanti, spesso e volentieri
li sentirete apostrofare pure Cecconi,

per via di certa merda di Pensieri. »
(Giuseppe Gioacchino Belli, sonetto n. 107, Li penzieri libberi, 21 settembre 1831)

Note dell'autore: 1 Ghiande. 2 Mandorle. 3 Rioni. 4 Gergo. 5 Ieri. 6 L’avvocato Luigi Cecconi ha pubblicato un libercolettaccio sotto il titolo di: Pensieri liberi.

Nel complesso, il sonetto precede, per struttura ed ispirazione, altri sonetti più famosi come La madre de le Sante e l'analogo Er padre de li santi, datati entrambi 6 dicembre 1832.

Sinonimo di "sciocco"

Il termine viene spesso utilizzato con il significato di sciocco, persona poco accorta, ingenua. Nel sonetto 56, Li conzijji de mamma, una madre spiega alla figlia come una donna può e deve trarre profitto prestando particolari servizi a ricchi gentiluomini:

(IT) (ROM)
« Sonetto 56. Li conzijji de mamma


Vedi l’appiggionante c’ha ggiudizzio
come s’è ffatta presto le sscioccajje?
E ttu, ccojjona, hai quer mazzato vizzio

d’avé scrupolo inzino de le pajje! »
(IT)
« Sonetto 56. I consigli di mamma


Vedi la co-inquilina che ha giudizio
come s’è fatta presto le scioccaglie?
E tu, cogliona, hai quel maledetto vizio

di farti scrupolo persino delle paglie! »
(Giuseppe Gioacchino Belli, sonetto n. 56, Sonetto 56. Li conzijji de mamma, 14 settembre 1830)

D'altronde, conclude la madre premurosa, «chi nun z’ajjuta, fijja mia, s’affoga», variante del più noto proverbio «aiutati che dio t'aiuta». Nel sonetto 128, È tardi, con lo stesso significato ed in un contesto del tutto simile, l'autore si rivolge ad una giovinetta con le parole «Nun zai, cojjona, / che nun l’ajjuta Iddio chi nun s’ajjuta?».

Nel sonetto 79, La protennente, l'autore si rivolge ad una donna di poco conto e scarsa bellezza che si atteggia a gentildonna, con l'espressione triviale «Ciài pijjato davero pe ccojjoni?» nel significato ancor oggi assai diffuso: «ci hai preso davvero per degli sciocchi?».


Il verbo "cojjonare" significa generalmente "prendere per coglione", cioè "prendere in giro" oppure anche "parlare a vanvera": in entrambi i sensi è ad esempio usato nel sonetto 799, La Stramutazzione:

«Credi che tte cojjoni, Madalena?
In ste cose che cqui nnun ze cojjona.»

che potrebbe tradursi come

«Credi che ti sto prendendo in giro, Maddalena?
Su queste cose qui non si parla a vanvera.»


Similmente, il sostantivo "cojjoneria" significa "sciocchezza". Ad esempio nel sonetto n. 814, La scrupolosa, si parla di una ragazza che si fa scrupoli ad avere rapporti sessuali con un tale per via di una lontana parentela (mentre non ha altrettanti scrupoli a farsi "fischiare" da un sacerdote di sua conoscenza). Ma, secondo lo spasimante Cristo [...] a ste cojjonerie manco sce penza, cioè Cristo non si occupa certo di queste cose di poco conto.

Sinonimo di "nient'affatto!"

La costruzione "un par di coglioni!", analoga alla costruzione "un par di palle!", è sinonimo di "nient'affatto!". Nel sonetto 209, Lo Stato der Papa, l'autore, immedesimatosi nel pensiero di un ecclesiastico, discute della possibilità che il papato possa spogliarsi del cosiddetto "potere temporale" e, protestando per l'assurdità dell'ipotesi, negando che il papa possa mai cedere sul punto in questione, esclama con veemenza, scandalizzato: «Cede un par de cojjoni!», ovvero "no, il papa non cede affatto! Nient'affatto!".

Sinonimo di "certo!"

Tuttavia, come esclamazione, il termine viene assai spesso usato nel senso opposto, come significato di "certo! Come no!". Ad esempio nel sonetto 1150, Er Cardinale de pasto, nel descrivere l'appetito di un cardinale, l'autore esclama:

(IT) (ROM)
« Sonetto 1150. Er Cardinale de pasto[18]


Cristo, che ddivorà! Ccome ssciroppa[19]
quer Cardinale mio, Dio l’abbi in pasce!
E la bbumba?[20] Cojjoni si jje piasce!

Come ssciúria,[21] per dio! come galoppa! »
(IT)
« Sonetto 1150. Il Cardinale di buona forchetta


Cristo, che appetito smodato! Come tracanna
quel Cardinale mio, Dio l’abbia in pace!
E il bere? Coglioni! se gli piace!

Come trinca, per dio! come galoppa! »
(Giuseppe Gioacchino Belli, sonetto n. 1150, Er Cardinale de pasto, 3 aprile 1834)

in cui l'esclamazione ha il significato di "Certo! Per la miseria se non è così!"

Similmente nel sonetto 2043, Er pane per antri denti, il poeta, riferendosi ad una giovinetta di notevole bellezza, in cerca di marito e che, quindi, è irraggiungibile per chi non sia in grado di offrirle una dignitosa posizione sociale, esclama «Pe ppiascemme, cojjoni si mme piasce!», cioè «Per piacermi, certo che mi piace!», purtroppo è "pane per altri denti", ovvero "non me la posso permettere".

Quelli che ... li rompono

La locuzione "rompere i coglioni" significa "dar fastidio", "infastidire"; al sostantivo, colui che "rompe i coglioni" è detto "rompicoglioni". Così si intitola il sonetto 398, Er rompicojjoni, in cui l'autore promette di impiegare "una bbona parolaccia" per ingiuriare un tale che ha preso l'abitudine di "scocciargli" o di "squagliargli" i testicoli.

Nel sonetto 545, L’uffisci, un pover uomo viene afflitto dalla burocrazia che non fa che rimandare all'indomani ogni pratica, a meno che non si sia disposti ad elargire mazzette. Frustrato, sbotta: «Credi, si cce sò ssanti in Paradiso / j’ho rrotto li cojjoni uno per uno», ovvero «li ho infastiditi tutti con le mie preghiere insistenti (e forse anche con le mie bestemmie)».

Nel sonetto 873, Che or’è?, un marito, evidentemente seccato, risponde alla moglie: È ll’ora de nun rompe li cojjoni.

Fuori dai ...

Nel sonetto 1601, Bbone nove, il poeta fa uso di un'espressione ancora largamente utilizzata in italiano moderno:

(IT) (ROM)
« Sonetto 1601. Bbone nove


Bbe’ ddunque in Francia er Re li framasoni
nun ce lo vonno ppiú, nnun ce lo vonno;
e ss’ingeggneno a ffa cquello che pponno

pe llevàsselo for de li cojjoni. »
(IT)
« Sonetto 1601. Buone notizie


Be', dunque, in Francia - il Re - i massoni
non ce lo vogliono più, non ce lo vogliono;
e si ingegnano a fare quello che possono

per levàrselo fuori dai coglioni. »
(Giuseppe Gioacchino Belli, sonetto n. 1601, Bbone nove, 28 agosto 1835)

Levarsi - togliersi - qualcosa fuori dai coglioni è sinonimo di liberarsi da qualcosa di fastidioso.

Curiosamente l'espressione viene utilizzata nel medesimo contesto nel sonetto 1982, Li rivortósi:

(IT) (ROM)
« Sonetto 1982. Li rivortósi


Chiameli allibberàli o fframmasoni,
o ccarbonari, è ssempre una pappina:
è ssempre canajjaccia ggiacubbina

da levàssela for de li cojjoni. »
(IT)
« Sonetto 1982. I rivoluzionari


Chiamali liberali o massoni,
o carbonari, è sempre la stessa storia
sono sempre canaglie giacobine

da levarsi fuori dai coglioni. »
(Giuseppe Gioacchino Belli, sonetto n. 1982, Li rivortósi, 2 settembre 1838)

Nell'emiliano di Guccini

Nella canzone in dialetto bolognese, La Fiera Di San Lazzaro, Francesco Guccini, un giovane ed una giovane si appartano per una fugace relazione sessuale. Vengono però scoperti da "'na brèda v'sciassa", cioè una "laida vecchiaccia", e i giovani provano a difendersi sostenendo che stessero "giocando al gioco della merla". La donna allora esclama:

"Seh, la merla i mi cojon com' eren béii, com' eren bòn,
seh, la merla i mi cojon com' eren béii, com' eren bòn ..."

dove in questo caso "i mi cojon!" ha il significato di "nient'affatto!", affine al romanesco "un par de cojjoni!".

Nel milanese del Porta

Il sonetto 129 di Carlo Porta si intitola significativamente «Sura Peppina, n'hoo pien i cojon» che sta per «Signora Peppina, ne ho pieni i coglioni» e documenta un uso tuttora molto frequente nel linguaggio comune[22]. Averne pieni i coglioni significa infatti non poterne più, essere estremamente infastiditi, seccati.

Nel sonetto I paroll d’on lenguagg, car sur Gorell (cioè Le parole di un linguaggio, caro signor Gorelli) del 1812, il Porta spiega che qualsiasi linguaggio può essere bello o brutto a seconda della maestria, l'intelligenza, la cultura di chi lo usa e conclude insultando l'interlocutore, colpevole di parlare in modo pessimo il bel dialetto senese.

(IT) (MI)
« Tant l’è vera, che, in bocca de usciuria,

El bellissem lenguagg di Sienês,

L’è el lenguagg pu cojon che mai ghe sia. »
(IT)
« tant’è vero che in bocca a Vossignoria,

il bellissimo linguaggio dei Senesi,

è il linguaggio più coglione che ci sia. »
(Carlo Porta, sonetto I paroll d’on lenguagg, car sur Gorell, 1812)

In Trilussa

Ne La ninna-nanna de la guerra, poesia di Trilussa dell'ottobre 1914, l'autore esprime la propria amarezza per la grande guerra ma anche un violento sarcasmo contro i governi europei, accusati di fomentare inutili conflitti ai meri fini di ciniche speculazioni finanziarie.

Celebri i versi finali in cui Trilussa spiega che, alla fine della guerra, i governi europei torneranno "boni amichi come prima" e gli unici ad aver pagato il conto saranno i superstiti del "popolo cojone".

« E riuniti fra de loro

senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe' quer popolo cojone

risparmiato dar cannone! »
(Trilussa, La ninna-nanna de la guerra, ottobre 1914)

Note

  1. ^ Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana
  2. ^ Celebre l'uso che ne viene fatto nella satira. Cfr. ad esempio Il bisbetico trombato, tratto dalla rivista satirica "Il Male", Anno IV, n°17, 15 giugno 1981.
  3. ^ Cassazione. Reato grattarsi i genitali in pubblico
  4. ^ Cassazione: vietato toccarsi i genitali per strada, è indecente
  5. ^ È reato fare gli scongiuri toccandosi i genitali. La Cassazione: Offende la decenza pubblica
  6. ^ Berlusconi: "Voto alla sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni", La Repubblica, 4 aprile 2006.
  7. ^ Berlusconi:«Non credo tanti coglioni....», Corriere della Sera, 4 aprile 2006.
  8. ^ L'epiteto del premier fa il giro del mondo, Corriere della Sera, 5 aprile 2006.
  9. ^ Chi fuma Marlboro è un coglione.
  10. ^ Berlusconi, prima gaffe su Obama, "E' giovane, bello e abbronzato", La Repubblica, 6 novembre 2008.
  11. ^ Berlusconi: «Obama? Bello e abbronzato», Corriere della Sera, 6 novembre 2008.
  12. ^ Obama-Berlusconi, telefonata cordiale, "Bello e abbronzato", altre polemiche, La Stampa, 7 novembre 2008.
  13. ^ Gaffe di Berlusconi, il Pd insorge: "Basta insulti. Obama telefona a tutti i Grandi ma non al premier", Rainews24, 7 novembre 2008.
  14. ^ Berlusconi assegna la laurea del coglione, YahooNotizie, 7 novembre 2008, articolo dell'ANSA.
  15. ^ Berlusconi déclare une nouvelle fois qu'il envie le "bronzage"d'Obama, 24 Novembre 2008, Le Nouvel Observateur. Quest'articolo è stato tradotto in italiano dal sito http://italiadallestero.info
  16. ^ Silvio Berlusconi évoque de nouveau le "bronzage" d'Obama, 23 Novembre 2008, Le Monde. Quest'articolo è stato tradotto in italiano dal sito http://italiadallestero.info
  17. ^ Le opere di Belli scaricabili su LiberLiber
  18. ^ Di buono appetito.
  19. ^ Come ingolla!
  20. ^ Il bere
  21. ^ Sciuriare, per «bevere con avidità».
  22. ^ A titolo di esempio, lo stesso Francesco Guccini, nella celebre L'avvelenata, cantava, questa volta in italiano:

    Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni,
    voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...

Voci correlate

Collegamenti esterni

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