Codice della navigazione
In Italia il primo codice di navigazione fu redatto a Napoli da Michele de Iorio nel 1781[1]. Dopo l'Unità, il legislatore del 1942, avendo scelto di integrare il diritto privato, non ha emanato un Codice di commercio, in sostituzione di quello del 1882, bensì - per le materie non confluite nel codice civile - un codice della navigazione (marittima e aerea).
L'attuale codice della navigazione venne approvato con il regio decreto n° 327 del 30 marzo 1942 ed entrò in vigore il 17 aprile dello stesso anno. In esso equivale il principio della non abrogabilità di una legge speciale anteriore con una legge ordinaria successiva; questo comporta che le norme relative alla navigazione venivano trattate antecedentemente nel codice civile con un regime di specialità e che quindi conservano il loro valore.
Il codice della navigazione è stato incisivamente novellato, per la parte aerea, dal decreto legislativo 96/2005 e dal decreto legislativo 151/2006.
Note [modifica]
- ^ Del Giudice P., Besta, E., Salvioli G., (1969) Storia del diritto italiano: legislazione e scienza giuridica del secolo decimosesto al giorni nostri, Firenze, Sauer & Auvermann, p. 58, (ISBN non esistente)
Voci correlate [modifica]
- Ente nazionale per l'aviazione civile
- Codice europeo delle vie di navigazione interna
- Codice della nautica da diporto
- Legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera
- Marina mercantile
- Marina militare
Collegamenti esterni [modifica]
- Il codice della navigazione in vigore al 2 ottobre 2010 (parte aerea)