Cobra di Pugačëv

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Il profilo dell'esecuzione un cobra di Pugačëv

Il cobra di Pugačëv (in russo: Кобра Пугачёв?, pronuncia Pugaciòf) è un'impegnativa e spettacolare acrobazia aerea, praticabile solo ed esclusivamente con alcuni moderni aerei da caccia. La manovra parte in volo livellato a velocità moderata, quando, disinserito il limitatore di angolo d'attacco (angolo formato dalla direzione dell'aereo rispetto alla corrente d'aria che lo investe), il pilota alza repentinamente il muso dell'aereo superando i 100° di angolo d'attacco, per poi ritornare, più dolcemente, in volo livellato. Attraverso la spinta di potenti motori l'aviogetto mantiene una quota approssimativamente costante.[1]

Sebbene molti piloti ed esperti dibattano sull'utilità pratica di tale manovra in combattimento[2], quest'ultima resta comunque la dimostrazione delle doti di manovrabilità ed efficienza del velivolo: in particolare di un grande controllo di beccheggio, di grande stabilità e delle generose prestazioni dei propulsori ad angoli d'attacco fuori dal comune.

La manovra provoca un repentino calo della velocità (in pratica una vera e propria frenata dell'aereo) in grado, a detta dei suoi estimatori, di consentire all'esecutore di evitare un attacco o di portarsi in condizione di compierlo.[3] Tale manovra riscuote molto successo di pubblico nel corso di esercitazioni e dimostrazioni internazionali. Per la sua spettacolarità, infatti, il cobra di Pugačëv è eseguito molto spesso durante le manifestazioni aeronautiche.

Tale manovra venne battezzata in onore del pilota dell'OKB Sukhoi Viktor Georgievič Pugačëv (in russo: Виктор Георгиевич Пугачёв?) che per primo la eseguì in occidente a bordo di un Sukhoi Su-27S Flanker B a le Bourget, a Parigi, nel 1989.[4][3] La manovra venne compiuta per primo in assoluto dal pilota collaudatore della Sukhoi Igor Volk durante le prove del Sukhoi Su-27.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La manovra presuppone lo spegnimento del SAU (il limitatore dell'angolo d'attacco) a circa 400 km/h e quindi il posizionamento dell'aeroplano con un angolo d'attacco (AoA) pari a 90° (aereo verticale) o addirittura 120° gradi (aereo inclinato all'indietro di 30°) per poi ritornare ad un angolo pari a 0° e ad una velocità di circa 250 km/h. Se eseguita correttamente la manovra non prevede alcuna perdita di quota.[3][5]

Utilità in combattimento[modifica | modifica sorgente]

Questa manovra è utile quando un velivolo è inseguito da un avversario che si trova ad una quota leggermente superiore. Eseguendo la manovra del cobra l'inseguitore può sopravanzare improvvisamente il seguito che ha rallentato, offrendo così un'opportunità per l'inseguito di puntare le proprie armi verso l'inseguitore. Il mantenimento del proprio assetto per la manovra può essere facilitata quando l'aereo impiega una spinta vettoriale o superfici di controllo canard.[6][7]

L'efficacia di questa manovra in combattimento è discutibile, teoricamente potrebbe sventare l'attacco di missili oppure lanciare un attacco in una direzione inaspettata per l'inseguitore, ma la riduzione della velocità lascia l'aereo inseguito in una posizione molto vulnerabile.[8][9][10]

Aerei in grado di effettuarla[modifica | modifica sorgente]

Gli unici aerei in grado di compiere il cobra di Pugačëv sono il Sukhoi Su-27 e derivati (in volo rettilineo), il MiG-29 (a partire da un AoA di 30°), l'F-22 (in volo rettilineo). Aerei dotati di motore a spinta vettoriale quali il Su-37 Flanker F, l'F-15 ACTIVE (esemplare sperimentale di F-15 progettato alla NASA, mai entrato in servizio), l'F-16 MATV/VISTA (esemplare sperimentale di F-16 progettato alla NASA, mai entrato in servizio) e l'X-31, sono facilitati nell'esecuzione di questo tipo di manovre.[11]

Aeromobili che hanno già eseguito il Cobra di Pugačëv[modifica | modifica sorgente]

Francia Francia
India India
Russia Russia[13][14]
Svezia Svezia
Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Mike Spick, The Illustrated Directory of Fighters. St. Paul, Minnesota: MBI Publishing Company, 2002, pag. 442. ISBN 0-7603-1343-1
  2. ^ (EN) www.defensereview.com - Air-to-Air Fighter Combat Application of Pugachev’s Cobra Maneuver: Busting the Western Myth
  3. ^ a b c Mike Spick, The Illustrated Directory of Fighters, Zenith Imprint, 5 agosto 2002, pp. 442–, ISBN 978-0-7603-1343-5. URL consultato il 7 maggio 2012.
  4. ^ Russia, aeronautica militare in ristrutturazione | Rivoluzione Liberale.
  5. ^ Tae-Woo Lee, Military Technologies of the World, ABC-CLIO, 2008, pp. 21–, ISBN 978-0-275-99537-9. URL consultato il 7 maggio 2012.
  6. ^ (EN) Defense Review - Air-to-Air Fighter Combat Application of Pugachev’s Cobra Maneuver: Busting the Western Myth.
  7. ^ (EN) Sukhoi -High On Planes.
  8. ^ (EN) An Interview with Mikhail Simonov - Vayu Sena.
  9. ^ (EN) The Russian Cobra maneuver and its usefulness? - Defense Technology & Military Forum.
  10. ^ Ulrich Albrecht e Randolph Nikutta, The Soviet Armaments Industry, Psychology Press, 1993, pp. 276–, ISBN 978-3-7186-5313-3. URL consultato il 19 maggio 2012.
  11. ^ Malcolm J. Abzug e E. Eugene Larrabee, Airplane Stability And Control: A History of the Technologies That Made Aviation Possible, Cambridge University Press, 13 ottobre 2005, pp. 160–, ISBN 978-0-521-02128-9. URL consultato il 7 maggio 2012.
  12. ^ Nagabhushana S. Et.Al, S. Nagabhushana e L. K. Sudha, Aircraft Instrumentation And Systems, I. K. International Pvt Ltd, settembre 2011, pp. 5–, ISBN 978-93-80578-35-4. URL consultato il 7 maggio 2012.
  13. ^ Flying Magazine, novembre 1996, pp. 38–, ISBN [[Special:BookSources/ISSN: 00154806|[[ISSN]]: [http://worldcat.org/issn/00154806 00154806]]] . URL consultato il 19 maggio 2012.
  14. ^ Hearst Magazines, Popular Mechanics, Hearst Magazines, novembre 1995, pp. 30–, ISBN [[Special:BookSources/ISSN: 00324558|[[ISSN]]: [http://worldcat.org/issn/00324558 00324558]]] . URL consultato il 19 maggio 2012.
  15. ^ a b c (EN) Template:Cita giornale
  16. ^ Saab J35 Draken trainers doing the Swedish Cobra Maneuver - YouTube.
  17. ^ Bonnier Corporation, Popular Science, Bonnier Corporation, agosto 1994, pp. 48–, ISBN [[Special:BookSources/ISSN: 01617370|[[ISSN]]: [http://worldcat.org/issn/01617370 01617370]]] . URL consultato il 19 maggio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Video
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