Cloremia

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La cloremia esprime la quantità di cloro presente nel sangue. Il cloro è un minerale normalmente presente nell'organismo umano e circola nel torrente ematico sotto forma di anione cloruro e la sua concentrazione è attentamente controllata dal rene.

Importanza del cloro[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del principale anione inorganico del liquido extracellulare ed è estremamente importante per la regolazione ed il mantenimento dell'equilibrio idro-elettrolitico, dell'equilibrio acido-base[1] e di una normale osmolarità[2]. I succhi gastrici contengono una quantità abbondante di cloro, in particolare per la presenza di acido cloridrico, che gioca un ruolo essenziale nella digestione delle proteine e nella difesa dai batteri che sono introdotti con gli alimenti.

Fabbisogno, assorbimento ed eliminazione[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbisogno quotidiano di cloro si stima oscillare tra circa 1 e i 5 g. Questo quantitativo viene assunto con il normale uso di sale da cucina. Nella dieta di un individuo sia il cloruro di potassio che il cloruro di sodio sono presenti in abbondanza. Tra gli alimenti particolarmente ricchi di questo minerale sono i cibi stagionati, i formaggi, i salumi, i prodotti da forno salati ed i pesci di acqua salata.
L'assorbimento del cloro si verifica in prevalenza nel tratto prossimale dell'intestino tenue, attraverso uno scambio con i bicarbonati. L'eliminazione di questo anione avviene sostanzialmente per via urinaria e con le feci, ma anche il sudore ne contiene importanti quantità[3].

Procedura[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver osservato il digiuno per un periodo di almeno almeno 10-12 ore il paziente si sottopone all'esame effettuando un semplice prelievo di sangue. È raccomandato eseguire il prelievo del sangue a digiuno, poiché dopo i pasti i valori del cloro tendono a presentarsi ridotti.

Valore normale[modifica | modifica wikitesto]

IL valore di riferimento dell'esame è il seguente: uomo e donna: 98-107mEq/l (unità convenzionali) oppure 98-107 mmol/L (unità SI). Il sistema di riferimento è indifferentemente plasma o siero. L'intervallo di confidenza di normalità può variare leggermente da un laboratorio all'altro. Nella relazione di laboratorio sono generalmente indicati accanto ai risultati i valori di riferimento.

Valori alterati[modifica | modifica wikitesto]

Cloremia bassa[modifica | modifica wikitesto]

Si ha ipocloremia in diverse situazioni quali:

  • sudorazione abbondante (minatori, addetti a lavorazioni di fusione)
  • vomito e diarrea eccessiva e prolungata
  • aspirazione gastrica
  • abuso di lassativi
  • ustioni estese
  • stati allergici
  • eccessivo trattamento con diuretici
  • chetoacidosi diabetica
  • alcalosi metabolica
  • intossicazione da acqua

Cloremia aumentata[modifica | modifica wikitesto]

Si ha ipercloremia in caso di:

  • insufficienza renale
  • disidratazione marcata
  • sindrome nefrosica
  • intossicazione da salicilati
  • intossicazione da cloruro di ammonio
  • acidosi tubulare renale
  • acidosi metabolica da diarrea (perdita di HCO3-)

Le variazioni di cloremia nel siero sono in genere parallele a quelle della sodiemia. Un sovradosaggio cronico di cloro, poiché tende ad accompagnarsi ad un eccessivo introito di sodio, può favorire l'insorgenza dell'ipertensione.

Ipocloremia e crampi dei minatori[modifica | modifica wikitesto]

Nei soggetti in cui la cloremia si riduce di oltre il 15% rispetto ai valori di partenza, possono comparire delle contrazioni tetaniche della muscolatura degli arti. Questa sintomatologia, una tipica patologia occupazionele che caratterizza ogni attività lavorativa pesante e svolta in ambienti caldi, è conosciuta con il nome di crampo dei minatori. Una volta insorte queste contrazioni muscolari si risolvono semplicemente con l’ingestione di sale da cucina (NaCl). Un effetto profilattico sarebbe invece determinato dal raffreddamento della testa e dalla ingestione di sale aspartico[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Baltarowich LL. Chloride. Emerg Med Clin North Am. 1986 Feb;4(1):175-83. PMID: 3512243
  2. ^ Nicoli D, McPhee SJ, Pignone M. Guida pratica ai test diagnostici e strumentali. McGraw-Hill. (2002). ISBN 88-386-2974-9
  3. ^ Istituto Superiore di Sanità. Epicentro. Portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica. http://www.epicentro.iss.it/problemi/sali/macroelementi.asp
  4. ^ Shiratori T, Sasaki K, Suzuki Y, Saito I. The prophylactic effect of head-cooling on coal miner's cramps. The effect of head-cooling as well as combined treatment of head-cooling and administration of aspartic salt on workers in coal pits under hot and humid environment. [Article in Japanese]. Tohoku Igaku Zasshi. 1962 Sep;66:289-93. PMID: 14055575
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