Cloeon dipterum

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Cloeon dipterum
Cloeon dipterum - side (aka).jpg
Cloeon dipterum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Classe Insecta
Ordine Ephemeroptera
Famiglia Baetidae
Genere Cloeon
Specie C. dipterum
Nomenclatura binomiale
Cloeon dipterum
Linnaeus, 1761
Sinonimi
  • Ephemera diptera Linnaeus, 1761
  • Ephemera annulata O. F. Müller, 1776
  • Ephemera rufula O. F. Müller, 1776
  • Ephemera dimidiata O. F. Müller, 1776
  • Cloeon pallida Leach, 1815
  • Cloeon marmoratum Curtis, 1834
  • Cloeon obscurum Curtis, 1834
  • Cloeon cognatum Stephens, 1835
  • Cloeon consobrinum Stephens, 1835
  • Cloeon virgo Stephens, 1835
  • Cloe affinis Rambur, 1842
  • Cloe apicalis Costa, 1882
  • Cloeon inscriptum Bengtsson, 1940
  • Cloeon szegedi Jacob, 1969

Cloeon dipterum Linnaeus 1761, è un efemerottero della famiglia Baetidae diffuso nella regione olartica. È una delle effimere più comuni negli stagni dell'Arcipelago britannico e l'unica ovovivipara in Europa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Come altri membri del genere Cloeon e Procloeon, C. dipterum possiede un solo paio di ali.[1] Questa caratteristica è sottolineata anche dall'epiteto specifico "dipterum", che è composto dal prefisso latino di-, che significa due, e dalla parola greca πτερον (pteron), che significa ala. Nella sua descrizione originale Linneo scrisse "Inferiores existunt vix alae" ("Le ali più piccole difficilmente sono presenti").[2]

Gli occhi composti di C. dipterum mostrano un notevole dimorfismo tra i due sessi, per cui le femmine hanno gli occhi posizionati lateralmente, mentre i maschi hanno un paio di ocelli aggiuntivi a forma di turbante in posizione dorsale.[3] Si pensa che questi occhi supplementari consentano ai maschi di individuare le femmine nello sciame durante l'accoppiamento.[3]

Biologia[modifica | modifica sorgente]

C. dipterum si distingue dalle altre effimere per essere ovoviviparo, ed è l'unica specie conosciuta in Europa con questa caratteristica.[4] Dopo 10-14 giorni dall'accoppiamento, le femmine depongono le uova che si schiudono non appena entrano in contatto con l'acqua.[4] Le larve possono sopravvivere per mesi in condizioni di anossia, un adattamento necessario per superare il periodo invernale negli stagni gelati superficialmente che contengono poco ossigeno disciolto.[5] In cattività le femmine adulte sono state tenute in vita per un massimo di tre settimane.[6]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

C. dipterum è diffuso in tutta Europa e in Asia. Nelle isole britanniche C. dipterum è l'effimera più comune negli stagni: circa il 40% di tutti i bacini, infatti, ospitano C. dipterum, ma la percentuale sale al 70% nel sud.[7] Questa specie fu registrata in Nord America solo nel 1953, quando una femmina di C. dipterum fu scoperta in Illinois. Successivamente fu rinvenuta anche vicino a Lucas in Ohio nel 1960.[8] La specie è ora conosciuta per avere una vasta distribuzione in Nord America. Gli individui di C. dipterum rinvenuti a Madera sono ora posti in una specie separata: C. peregrinator.[9]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

C. dipterum fu descritto per la prima volta da Linneo nella 2ª edizione della sua Fauna suecica.[2] Da allora C. dipterum fu nominato con un numero insolitamente alto di sinonimi.[10] Accanto a nuove combinazioni del nome originale di Linneo in generi diversi (Ephemera, Chloeon, Cloe e Cloeopsis), tra i veri e propri sinonimi tre furono introdotti da Otto Friedrich Müller nel 1776 (E. annulatum, E. rufulum e E. dimidiatum), uno da William Elford Leach nel 1815 (C. pallidum), due da John Curtis nel 1834 (C. marmoratum e C. obscurum), tre da James Francis Stephens nel 1835 (C. cognatum, C. consobrinum e C. virgo), e uno ciascuno da Jules Pierre Rambur nel 1842 (C. affinis), Costa nel 1882 (C. apicalis), Bengtsson nel 1940 (C. inscriptum) e Jacob nel 1969 (C. Szegedi).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Michael Chinery, Order Ephemeroptera - Mayflies in Insects of Britain and Northern Europe, III, Collins, 1993, pp. 52-57. ISBN 0-00-219918-1.
  2. ^ a b (EN) Linneo, Ephemera, dipterum in Fauna Suecica, 1761, pp. 377.
  3. ^ a b (EN) K. Wolburg-Buchholz, The superposition eye of Cloeon dipterum: the organization of the lamina ganglionaris in Cell and Tissue Research, vol. 177, n. 1, 1977, pp. 9–28.
  4. ^ a b (EN) J. E. Brittain, Biology of Mayflies in Annual Review of Entomology, vol. 27, 1982, pp. 119–147.
  5. ^ (EN) B. Nagell, Survival of Cloeon dipterum (Ephemeroptera) larvae under anoxic conditions in winter in Oikos, vol. 29, n. 1, 1977, pp. 161–165.
  6. ^ (EN) John Obadiah Westwood, An introduction to the modern classification of insects: founded on the natural habits and corresponding organisation of the different families, Volume 2, Longman, 1840, p. 27.
  7. ^ (EN) Mayflies, Pond Conservation.
  8. ^ (EN) Jay R. Traver, Cloeon dipterum (L.) in Ohio (Ephemeroptera: Baetidae) (PDF), vol. 57, n. 2, 1962, pp. 47–50.
  9. ^ Jean-Luc Gattolliat, Samantha J. Hughes, Michael T. Monaghan e Michel Sartori, Revision of Madeiran mayflies (Insecta, Ephemeroptera) (PDF) in Zootaxa, vol. 1957, 2008, pp. 52–68.
  10. ^ (EN) Ryszard Sowa, What is Cloeon dipterum (Linnaeus, 1761)? in Insect Systematics & Evolution, vol. 6, n. 3-4, 1975, pp. 215-223.

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