Clito

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alessandro Magno uccide Clito

Clito il Nero (in greco: Κλεῖτος ὁ Μέλας; ca. 375 a.C.328 a.C.) è stato un ufficiale antico macedone nell'esercito guidato da Alessandro Magno in Asia contro l'Impero persiano. Clito il Nero era così soprannominato poiché scuro di carnagione ed era sovente di umore tetro.

Nella battaglia del Granico (334 a.C.), Clito salvò la vita di Alessandro che era stato attaccato da Resace e Spitridate (satrapo della Lidia)[1]. Nel 330 a.C. fu incaricato da Alessandro di uccidere il generale Parmenione a Ecbàtana.

Nel 328 a.C., durante un banchetto, Clito fu ucciso a Samarcanda dallo stesso Alessandro durante una furiosa discussione scoppiata tra i due. Clito infatti si era innervosito con un poeta greco che aveva ridicolizzato lui e Parmenione. Le fonti lo definiscono spesso come Clito il Nero per distinguerlo da Clito il Bianco, ufficiale macedone che assurse a un ruolo importante dopo la morte di Alessandro.

Note [modifica]

  1. ^ Arriano, Anabasis Alexandri, i. 12, 15, 16; Diodoro Siculo, Bibliotheca, xvii. 19, 20; Plutarco, Vita Alexandri, 16, Moralia, "De Alexandri fortuna aut virtute", i. 2.

Fonti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie