Clemente Mimun

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Clemente Jackie Mimun (Roma, 9 agosto 1953) è un giornalista italiano.

Indice

[modifica] Infanzia

Clemente Mimun nasce a Roma nel 1953, da genitori di religione ebraica: madre italiana e padre libico. Emigrati in Tunisia, tornano in Italia per sfuggire alle persecuzioni anti-ebraiche quando Clemente ha cinque anni.

[modifica] Carriera giornalistica

Comincia la sua carriera giornalistica come fattorino presso l'agenzia Asca di Roma, per poi iscriversi all'Albo nel 1976.

Viene assunto dalla RAI nel dicembre del 1983. Al Tg1 da redattore ordinario, passa alla qualifica di giornalista parlamentare, quindi caposervizio interni e successivamente capo della redazione degli speciali.

[modifica] Vicedirettore del TG5

Nel 1992 è tra i fondatori del TG5, del quale diviene vicedirettore.

[modifica] Direzione del TG2

Nel 1994 torna in RAI come direttore del TG2, dove apporta numerose novità: dall'edizione delle 20:30 alla creazione del primo telegiornale di un'ora, quelle delle 13, coi supplementi costume & società e salute. Viene criticato da La Voce, il quotidiano diretto da Indro Montanelli, che pubblica in prima pagina un fotomontaggio con tutti i direttori considerati di centrodestra di RAI e Fininvest, tra cui figura anche lui, in divisa nazista. Mimun, che replicherà con un editoriale in diretta dal TG2, riceverà la solidarietà di molti colleghi e le scuse di Montanelli.

[modifica] Direzione del TG1

Dal maggio 2002 al settembre 2006 è direttore del TG1.

Nel 2006 ha condotto la rubrica DopoTG1, approfondimento politico in onda dopo l'edizione del Tg1 delle 20.

Clemente Mimun ha condotto il primo faccia a faccia tra Berlusconi e Prodi per la campagna elettorale del 2006, che ha registrato oltre 16 milioni di telespettatori.

L'11 ottobre 2006 viene nominato direttore della Testata Servizi Parlamentari della RAI. Nei 9 mesi della sua direzione rinnova sigla, studio, grafica, linea editoriale della testata che assume la denominazione di Rai Parlamento.

[modifica] Controversie

  • L'uso del panino

Le critiche più forti nei confronti di Mimun sono state indirizzate verso l'utilizzo della tecnica giornalistica del panino nei servizi di politica. Tale metodo consiste nel mettere all'inizio ed alla fine della notizia la parte dedicata rispettivamente al governo e alla maggioranza parlamentare ed "imbottirlo" con la parte dedicata all'opposizione, in modo da far risaltare sempre l'opinione di un'unica parte politica. A causa di questo modo di presentare la notizia si dimise in segno di protesta il vicedirettore del TG1 Daniela Tagliafico dichiarando: "Si dà risalto solo al governo".[1]

Mimun si è difeso da tali critiche affermando che il "panino" è la conseguenza della politicizzazione della RAI: «La regola dei tre terzi dello spazio divisi tra governo, maggioranza e opposizione risale al presidente ulivista Roberto Zaccaria. L'allora direttore generale della RAI Claudio Cappon ha confermato: "Se facciamo il panino ci criticano, se non lo facciamo si lamentano"». Secondo il quotidiano La Repubblica l'invenzione del panino è precedente alla presidenza di Zaccaria ed è attribuibile allo stesso Mimun quando dirigeva il Tg2 al tempo del primo governo Berlusconi.[2]

  • Minimizzazione della gaffe di Berlusconi sul kapò

Mimun fu criticato da Marco Travaglio e dall'Ulivo[3] per il servizio andato in onda nell'edizione del TG1 del 2 luglio 2003, riguardante la seduta del Parlamento europeo in cui il premier Silvio Berlusconi paragonava ad un kapò l'eurodeputato socialista tedesco Martin Schulz, colpevole di avergli mosso delle critiche.

Il direttore scelse di non mandare l'audio dell'intervento, che fu sostituito con un resoconto di Susanna Petruni.[4] Secondo il Financial Times: Neanche il telegiornale sovietico di Breznev avrebbe potuto fare di meglio.[5]

  • Fotomontaggio del pubblico per il discorso di Berlusconi all'ONU

Nel settembre 2003 Striscia la notizia dimostrò come l'intervento di Silvio Berlusconi all'ONU, che il TG1 di Mimun presentò come accolto da applausi dell'aula al gran completo, fu fatto in realtà davanti a sedie semivuote e poca gente. Le immagini del pubblico erano quelle dell'intervento di Kofi Annan, avvenuto alcune ore prima di quello di Berlusconi.[6]

Mimun in altre occasioni tagliò le scene in cui Berlusconi veniva fischiato, e ne nacque un dissenso con Giorgino che contestò quella decisione, e per questo Mimun lo sospese dalle edizioni serali del Tg1.[7]

  • Scontro con il comitato di redazione del TG1

Nel 2003 ci fu uno scontro tra il consiglio di redazione del TG1 e il direttore Mimun, che fu poi portato in consiglio di amministrazione RAI. Il CdR lamentò "l'atteggiamento pesante" di Mimun nei propri confronti[8]: accuse mosse dall'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. Nel 2007 Mimun, che ha sempre respinto le accuse, ha dichiarato: «Per anni i DS hanno chiesto la mia testa» [9].

  • Le vignette anti-Islam di Calderoli

Nella puntata del DopoTG1 del 15 febbraio 2006, l'allora Ministro delle Riforme Roberto Calderoli ha tentato di esibire una maglietta contro l'Islam, nel quadro della polemica sulle caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten[10], scatenando tensioni tra Libia e Italia. Mimun è stato criticato per aver mandato in onda la puntata. Enzo Carra afferma che l'episodio sarebbe frutto di una combine e che sarebbe stato opportuno non mandarlo in onda visto che era registrato. Altri invece hanno criticato il fatto che Mimun non abbia impedito al ministro di mostrare la maglietta e non abbia tagliato il pezzo incriminato. Mimun si è difeso dicendo: «A Calderoli non è stato consentito di mostrare nulla. Se avessi disposto il taglio a quella parte dell'intervista vi sarebbe stato chi avrebbe denunciato una censura o, addirittura, una manomissione per evitare una gaffe del ministro».[11]

  • L'sms a Funari: "Travaglio infame"

Il 7 gennaio 2008, Gianfranco Funari legge in diretta un sms ricevuto il 23 marzo 2007 da Mimun, quando quest'ultimo non era più direttore del Tg1 ma era ancora in Rai; nell'sms, Mimun dà dell'infame a Marco Travaglio[12], quella sera ospite in studio, e si lamenta anche del comportamento dello stesso Funari. Mimun eviterà di dare ulteriori chiarimenti sulla vicenda.

[modifica] Direzione del TG5

Il 3 luglio 2007 torna al TG5 nelle vesti di direttore, succedendo a Carlo Rossella e lasciando il posto a Gianni Riotta al TG1.

Dal settembre 2007 cura una rubrica sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni in cui commenta ogni settimana un fatto di attualità.

Cura la nuova versione del telegiornale di Canale 5 che va in onda dal 5 novembre 2007. Il direttore decide di andare in onda personalmente, conducendo il tg serale alternandosi ad altri 4 giornalisti (Cristina Parodi, Cesara Buonamici, Alberto Bilà e Giuseppe De Filippi).

[modifica] Controversie

  • Le testimonianze dei bimbi seviziati

Nel luglio 2007 il TG5 mise in onda le registrazioni di alcune testimonianze rilasciate ai periti da alcuni dei bambini coinvolti nel caso di Rignano Flaminio. La scelta effettuata dal direttore di trasmettere questo documento è stata criticata dalle famiglie dei presunti abusati.[13]

  • La polemica con Santoro

Nel giugno 2009, Mimun attacca frontalmente Michele Santoro con un editoriale in prima serata al Tg5.[14] Santoro aveva infatti detto, la sera prima, che il Tg5 non aveva dato la notizia dell'intervento di Beppe Grillo in Senato. Mimun fa rivedere il servizio, a suo avviso, ineccepibile.[14] Ma alcune critiche sono rimaste, in quanto il servizio non riporterebbe invece con dovuta specificità la notizia in sé.[14] Tra l'altro, viene detto che l'intera commissione avrebbe querelato Grillo dopo il suo intervento, mentre i membri dell'Italia dei Valori non avevano seguito la linea comune di PD e PdL.[14]

  • L'epurazione di volti storici del TG5

Nell'ottobre del 2009 Clemente Mimun adotta quella che definisce una "rivoluzione" nell'edizione del TG5 dell'ora di pranzo. La grafica, lo studio, le notizie, restano identiche ma a cambiare è l'impostazione. Mimun rimuove ciò che era una peculiarità di quell'edizione, e cioè la conduzione doppia all'americana che era tradizione e marchio di quella fascia oraria. Mimun decide che quell'edizione deve essere condotta solo da donne e toglie dal video 4 giornalisti e conduttori: Salvo Sottile, Luca Rigoni, Fabrizio Summonte e Giuseppe Brindisi, scatenando le proteste di centinaia di telespettatori. I 4 conduttori "epurati" dalla conduzione hanno criticato e duramente l'operato del loro comitato di redazione composto da Paolo Di Mizio, Andrea Pesciarelli e Paolo Trombin. I tre sindacalisti in una infuocata assemblea sono stati accusati di non aver fatto nulla per difendere i colleghi rimossi dalle conduzioni, neanche una lettera "formale" di solidarietà, preferendo invece appiattirsi sulle posizioni del direttore Mimun per non inimicarselo. I conduttori rimossi a questo punto non potendo contare sui colleghi del CDR si sono rivolti all'associazione della stampa e all'ordine dei giornalisti chiedendo un intervento ufficiale a tutela dei loro diritti[senza fonte].

[modifica] Altri interessi

È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.

Appassionato tifoso della S.S. Lazio, nel biennio 1998-1999 è stato consigliere di amministrazione della stessa società calcistica durante la gestione di Sergio Cragnotti.

[modifica] Onorificenze

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 2000. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri.

[modifica] Note

  1. ^ Daniela Tagliafico lascia il TG1
  2. ^ Tg Mimun - L'ultima parola è sempre della Casa delle Libertà
  3. ^ Rai, scontro tra i Poli,in Vigilanza il caso Tg1
  4. ^ "La Scomparsa dei fatti" di Marco Travaglio
  5. ^ Il Financial Times: Non succedeva neppure in Unione Sovietica
  6. ^ "Clemente, Annuzza e Bruno", Gian Antonio Stella, Tribù S.P.A, Feltrinelli, 2005.
  7. ^ Corriere della sera del 12 maggio 2005
  8. ^ Il cdr del Tg1 scrive ai vertici Rai: "Mimun ci insulta pesantemente"
  9. ^ Mimun: non esporterò il «panino» al Tg5. I Ds hanno chiesto la mia testa per anni"
  10. ^ Caso Calderoli, Mimun nella bufera "Era registrata, si poteva evitare"
  11. ^ Caso Calderoli, Mimun nella bufera "Era registrata, si poteva evitare"
  12. ^ Funari legge un sms di Mimun: "Travaglio infame" (video)
  13. ^ Reazioni e polemiche alla decisione del Tg5 e del suo direttore Mimun
  14. ^ a b c d Mimun attacca Santoro

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Direttore di Videonews Successore:
Emilio Fede dal 1992 al 1994 Alessandro Banfi
Predecessore: Direttore del TG2 Successore: Tg2 logo.png
Paolo Garimberti dal 1994 al 2002 Mauro Mazza
Predecessore: Direttore del TG1 Successore:
Albino Longhi dal 2002 al 2006 Gianni Riotta
Predecessore: Direttore del Rai Parlamento Successore:
Anna La Rosa dal 2006 al 2007 Giuliana Del Bufalo
Predecessore: Direttore del TG5 Successore:
Carlo Rossella dal 3 luglio 2007 in carica
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