Claude Cahun

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« Maschile? Femminile? Ma dipende dai casi. Neutro è il solo genere che mi si addice sempre. »
(Claude Cahun)

Lucy Renée Mathilde Schwob, nota come Claude Cahun (Nantes, 25 ottobre 1894Saint Helier, 8 dicembre 1954), è stata un'artista, fotografa e scrittrice francese, esponente del surrealismo.

Figlia di Victorine Mary Antoinette Courbebaisse e nipote di Maurice Schwob, noto saggista simbolista di fine ottocento, si dedicò fin da giovane alla scrittura, alla fotografia, alla recitazione, firmando le sue opere come Claude Courlis, Daniel Douglas ed infine Claude Cahun. La madre venne internata per disturbi psichiatrici e il padre sposò la madre di Suzanne Malherbe (fotografa chiamata Marcel Moore), con la quale Claude appena quindicenne si legò sentimentalmente.

Nel 1913 per la prima volta Claude scrisse degli articoli illustrati dalla stessa Suzanne, con cui collaborò per il resto della vita. Alcune opere vennero firmate con le semplici iniziali, talvolta fittizie, rendendo impossibile capire chi ne fosse realmente autrice. Collaborò con la rivista omosessuale Inversions e fondò con Georges Bataille e André Breton il gruppo di teoria rivoluzionaria Contre-Attaque. Insieme alla compagna si trasferì a Parigi nel 1920, dove conobbe molte artiste, quali Adrienne Monnier, Alice Toklas, Sylvia Beach e Gertrude Stein). Nel 1938 si recò sull’isola di Jersey per sfuggire all’antisemitismo, luogo che però venne occupato dai nazisti nel 1940. Fece parte dell’Association des Ecrivains et Artistes Révolutionnaires e della Fédération Internationale de l’Art Indépendant (FIARI) e con Suzanne ha compiuto resistenza surrealista distribuendo false carte e manifesti firmati “soldato senza nome”. Finite in carcere, il loro materiale venne distrutto perché considerato pornografico.

Claude morì nel 1954 e Suzanne si suicidò nel 1972.

Nelle sue opere Claude ha rappresentato la sua persona senza segni distintivi di femminilità o mascolinità, proponendo svariati tipi di identità per parlare del tema dell’asessualizzazione e della pluralità del soggetto. Si è espressa con ironia e curiosità per ogni tipo di linguaggio espressivo.

L'opera Heroines raccoglie monologhi redatti tra il 1920 e il 1924, in cui figure femminili come Giuditta, Maria, Salomé, Saffo, Dalila, Elena, Penelope o Cenerentola vengono raccontate in modo alternativo a quanto comunemente conosciuto.[1][2][3]

Alcune opere[modifica | modifica sorgente]

  • Heroines
  • Disavowals, or, Cancelled confessions
  • Écrits
  • Bilder
  • Aveux non avenus. Illustré d'héliogravures composées par Moore, d'après les projets de l'auteur (1930)
  • Les Paris sont ouverts (1934)
  • Vues et visions (1919)
  • L’androgino. Eroina tra le eroine

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Atti Impuri
  2. ^ Enciclopedia delle donne
  3. ^ PsicoArt

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 19757660 LCCN: n93038028