Classe Sauro

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Classe Sauro
Sauro class.jpg
Descrizione generale
Naval Jack of Italy.svg
Tipo sottomarino
Classe Sauro
Costruttori Fincantieri S.P.A.
Cantiere Monfalcone (GO) Italia
Caratteristiche generali
Dislocamento I-II Serie:
emersione 1.456t
immersione 1.630t
III Serie:
emersione 1.476t
immersione 1.6662t
IV Serie:
emersione 1.658t
immersione 1.867
Lunghezza I-II Serie: 63,85m
III Serie: 64,36m
IV Serie: 66m m
Larghezza diametro: 6,83 m
Pescaggio medio: I-II Serie: 5,3m
III Serie: 5,6m
IV Serie: 6,3 m
Propulsione elettrodiesel
Velocità I-II Serie:
emersione 12 nodi
immersione 19 nodi
III Serie:
emersione 11 nodi
immersione 19 nodi
IV Serie:
emersione 12 nodi
immersione 19 nodi
Equipaggio I-II-IV Serie:
7 ufficiali
44 sottufficiali e comuni
III Serie:
7 ufficiali
43 sottufficiali e comuni
Armamento
Armamento 6 TLS:
Note
Fonti in note e bibliografia

[senza fonte]

voci di sottomarini presenti su Wikipedia

I sottomarini della classe Sauro[1] hanno costituito la classe più numerosa di battelli costruiti per la Marina Militare Italiana. I battelli sono stati realizzati in otto esemplari dalla Fincantieri in quattro sottoclassi, ciascuna costituita da due unità. Nonostante le buone caratteristiche nessun successo in export è stato registrato, cosa quantomeno strana in un'epoca come gli anni settanta, in cui l'Italia aveva numerosi contratti di costruzione per unità navali da parte di clienti di tutto il mondo. Probabilmente anche la lunghezza del periodo (anni settanta-fine anni ottanta) ha inciso nel mancato successo di esportazione nonostante i miglioramenti apportati nel corso degli anni. La classe Sauro succede alla classe Toti, da cui sono state riprese molte delle caratteristiche costruttive.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

I Sauro sono battelli d'attacco a propulsione diesel-elettrica del tipo a unico scafo resistente, con scafo a forma cilindrica e con un propulsore che agisce su un unico asse con elica a sette pale a basso numero di giri per ridurre le vibrazioni. I battelli della classe Sauro sono più grandi e potenti dei Toti ed in grado di operare in tutto il Mediterraneo e anche oltre. Come i precedenti Toti i Sauro sono dei battelli a scafo semplice chiuso da calotte di estremità, con casse di zavorra leggere e poste a prolungamento dello prora e della poppa, suddiviso in due compartimenti stagni in cui sono ricavati i vari locali di bordo; come i battelli della precedente classe sono stati privilegiate le prestazioni subacquee a scapito di quelle di superficie e sulla base delle collaudate basi progettuali dei Toti sono state apportate numerose innovazioni tecniche e tecnologiche. Per lo scafo resistente venne utilizzato acciaio HY 80 (High Yeld 80) ad alto carico di snervamento (yield) in grado di sopportare una pressione di 80 libbre per pollice quadro permettendo al sottomarino di potere operare fino ad una profondità di 300 metri.[2] L'impianto snorkel permetteva la messa in funzione dei gruppi diesel generatori con il sottomarino in immersione fino alla profondità di 14 metri. I generatori diesel della Grandi Motori Trieste avevano una potenza totale di 3.650 hp, il motore elettrico da 3140 KW erano della Marelli e negli ultimi due esemplari della ABB Possibile la tenuta e il governo automatico del battello con l'intervento di un solo uomo.[3]

Per quanto riguarda l'armamento i battelli vennero equipaggiati con siluri da 533 mm elettrici filoguidati Whitehead A-184 oggi in uso su tutti i sottomarini della Marina Militare e che a partire dalla metà degli anni ottanta hanno equipaggiato anche i Toti.

La serie[modifica | modifica sorgente]

Originariamente erano previste due sole unità, denominate Sauro (prima unità della serie ad essere costruita) e Fecia di Cossato, intitolate rispettivamente a Nazario Sauro e Carlo Fecia di Cossato. Mentre erano in costruzione le due unità, in seguito alla legge navale venne commissionata alla Fincantieri una 2a serie di due sottomarini identici a quelli in costruzione. I due battelli vennero denominati Guglielmo Marconi e Leonardo Da Vinci.

La III serie[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi degli anni ottanta, con la contemporanea e inevitabile dismissione dei battelli ex USA venne sviluppata la 3a Serie, nata prevalentemente come strumento per il contrasto alla minaccia subacquea del blocco sovietico. La serie composta da due esemplari, Giuliano Prini e Salvatore Pelosi, intitolati a due comandanti di sommergibili della seconda guerra mondiale ha avuto notevoli migliorie e modifiche tecnico-operative rispetto alle precedenti, rappresentando un notevole passo avanti sia in termini di piattaforma che sistema di combattimento.

Lo scafo resistente venne allungato di mezzo metro, con conseguente aumanto del dislocamento e numerose apparecchiature di bordo riposizionate in maniera più funzionale e proficua.[2] Il sistema elettronico ha visto l'installazione del sistema elettronico integrato Sactis, interfacciato con i principali sensori di bordo, in grado di assolvere a compiti di navigazione, ricerca, designazione e tracciamento bersagli;[2] dopo essere stati oggetto di un profondo rinnovamento tra la fine degli anni novanta e l'inizio del nuovo millennio.

Il progetto S 90 e la nascita della IV serie[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni ottanta venne avviato lo studio per un nuovo sottomarino nazionale, denominato, Progetto S 90 con un dislocamento ben maggiore dei Sauro, propulsione tradizionale diesel-elettrica, ma dotati di una maggiore autonomia con l'adozione della tecnologia AIP, un sistema di propulsione che in quel periodo Svezia e Germania stavano mettendo a punto per i loro sommergibili ed in grado di assicurare elevata autonomia.[4] La Marina Militare sviluppò in collaborazione con la ditta Maritalia un sistema AIP diesel a ciclo chiuso la cui sperimentazione era prevista sul Bagnolini,[4] ma il fallimento della ditta mise fine al progetto di dotare i nuovi sottomarini di tale tipo di propulsione e anche il Progetto S 90 non portò a nessun risultato se non ad un dislocamento stimato di oltre 3000 tonnellate per ottenere tutte le caratteristiche desiderate, così la Marina Militare ritornò sui propri passi commissionando alla Fincantieri la 4ª Serie della Classe Sauro, con battelli ancora più perfezionati rispetto ai precedenti e più lunghi di due metri rispetto alla serie precedente.[4] La IV Serie conclude l’evoluzione tecnologica dei Sauro con migliorie nella componente sensori passivi e nel sistema di comando e controllo, con una più razionale distribuzione degli spazi, con apparecchiature e sistemi meccanici all’avanguardia e curando, con particolare attenzione, il silenziamento del mezzo ottenuto con efficaci soluzioni sui singoli apparati e rivestendo lo scafo resistente con mattonelle fonoassorbenti.

Le unità della quarta serie, denominate Gazzana Priaroggia e Longobardo sono entrate in servizio nel corso degli anni novanta, quando il progetto Sauro era ormai obsoleto, per compensare parzialmente la progressiva dismissione delle unità della classe Toti.

Ammodernamenti[modifica | modifica sorgente]

I battelli della III e della IV Serie tra il 1999 e il 2002, sono stati sottoposti a lavori di ammodernamento che hanno comportato la sostituzione dell'intero sistema di combattimento e la sositutuzione di molti apparati ormai sorpassati. I lavori di ammodernamento hanno visto l'installazione di una nuova versione del sistema elettronico integrato Sactis, del Sonar integrato di combattimento STN Atlas ISUS 9020 e del sistama radio IRSC della tedesca Hagenuk Marinekommunikation, un sistema di telecomunicazione integrato in grado di gestire comunicazioni satellitari.[4] Il sistema integrato di Comando, Controllo e Lancio Armi ISUS 9020 della tedesca STN ATLAS Elektronik è dotato di cartografia elettronica e capace di gestire i siluri italiani A-184 A3 della WASS. Il sonar integrato ISUS 9020 è sistema di rilevamento del rumore proprio ed è in media frequenza un sonar attivo e intercettatore in alta frequenza. Il sistema periscopico MOD.324 dell’americana Kollmorgen è dotato di intensificatore di luce e apparati di videoregistrazione. Il sistema di guerra elettronica è costituito da una suite ESM BLD 727 della Elettronica SpA, società del gruppo Finmeccanica, mentre il Radar MM/BPS 704-V2 completa la dotazione elettronica.

Dopo gli ammodernamenti questi battelli rispondono pienamente alle attuali esigenze operative e possono svolgere operazioni di sorveglianza occulta (controllo e difesa di particolari zone di mare), localizzazione, ombreggiamento ed attacco a sottomarini ed unità di superficie, appoggio ad operazioni speciali, raccolta informazioni, e inoltre hanno ottenuto brillanti successi in numerose operazioni ed esercitazioni internazionali.

Per la successiva generazione di sottomarini l'Italia si è rivolta all'industria tedesca per i suoi nuovi prodotti, gli U-212, chiudendo la tradizione della cantieristica navale subacquea italiana eccetto che per i minisommergibili.

Servizio[modifica | modifica sorgente]

I battelli della classe Sauro, tutti costruiti nel Cantiere navale di Monfalcone hanno costituito a lungo l'ossatura della componente subacquea della Marina Militare Italiana. Al tempo della loro entrata in servizio sono stati inquadrati nel 1º Gruppo Sommergibili (GRUPSOM1) presso il Comando Sommergibili nella base di Taranto. Dopo la riorganizzazione della Squadra Navale i sommergibili attualmente in servizio sono inquadrati nel COMFORSUB di base a Taranto eccetto il Leonardo Da Vinci di base a La Spezia dove ha svolto, negli ultimi anni, solamente attivita addestrativa e sperimentale, mentre le altre unità delle prime due serie sono state radiate e il Nazario Sauro utilizzato come battello museale presso il porto antico di Genova ormeggiato nella Darsena davanti al Galata - Museo del Mare, prima nave-museo in Italia visibile in acqua[5].

Unità[modifica | modifica sorgente]

Naval Ensign of Italy.svg Marina Militare - Classe Sauro
Matricola Nome Cantiere Impostazione Varo Entrata in servizio Disarmo Base ITU
S 518 Sauro Monfalcone (GO) 17 giugno 1974 9 ottobre 1976 1 marzo 1980 1 maggio 2002 -
S 519 Fecia di Cossato Monfalcone (GO) 15 novembre 1975 16 novembre 1977 5 novembre 1979 1 aprile 2005 -
S 520 Da Vinci Monfalcone (GO) 8 giugno 1978 20 ottobre 1980 23 ottobre 1981 La Spezia
S 521 Marconi Monfalcone (GO) 23 ottobre 1979 20 settembre 1980 11 settembre 1982 1 ottobre 2003 -
S 522 Pelosi Monfalcone (GO) 23 luglio 1986 29 novembre 1986 14 luglio 1987 Taranto
S 523 Prini Monfalcone (GO) 30 luglio 1987 12 dicembre 1987 17 maggio 1989 Taranto
S 524 Longobardo Monfalcone (GO) 19 dicembre 1991 20 giugno 1992 14 dicembre 1993 Taranto
S 525 Gazzana Priaroggia Monfalcone (GO) 12 novembre 1992 26 giugno 1993 12 aprile 1995 Taranto

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marina Militare - Classe Sauro.
  2. ^ a b c Giovanni Lattanzi - Eroi nel blu profondo , op. cit., pag. 27
  3. ^ Leonardo Da Vinci (S520) Classe Sauro - Seconda Serie.
  4. ^ a b c d Giovanni Lattanzi - Eroi nel blu profondo , op. cit., pag. 30
  5. ^ Benvenuto sommergibile Nazario Sauro! in galatamuseodelmare.it, 26 settembre 2009. URL consultato il 28-9-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Lattanzi, Eroi nel Profondo blu, Paolo De Siena, 2008.ISBN 978-88-96341-02-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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