Classe Fatahillah

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Fatahillah
La fregata KRI Fatahillah
La fregata KRI Fatahillah
Descrizione generale
Tipo fregata missilistica
Identificazione 361
Ordinata agosto 1975
Caratteristiche generali
Dislocamento 1160t.
Stazza lorda 1450t. tsl
Lunghezza 84 m
Larghezza 11,1 m
Pescaggio 3,3 m
Propulsione Configurazione CODOG (Combined Diesel or Gas) 1 turbina gas R-R. Olympus TM3B da 22.360hp, 2 diesel MTU da 8000hp, su 2 assi
Velocità 30 nodi nodi
Equipaggio 89
Equipaggiamento
Sensori di bordo 1 radar da scoperta aerea e superficie DA-05, 1 navigazione Decca AC1229, 1 WM-28 controllo tiro, 1 sistema LIROD, 1 sistema Daisy elaborazione dati, 1 sonar a scafo PHS-32
Sistemi difensivi 1 ESM SUSIE I, 2 lancia-chaf Corvus, 1 sistema anti-siluro T Mk 6
Armamento
Armamento * artiglieria alla costruzione:1 cannone da 120mm, 1 o 2 da 40mm, 2 da 20mm.
  • Missili: 4 MM.38 Exocet, 1 lanciarazzi ASW binato Bofors
siluri: 2 lanciatori tripli Mk 32 per 12 siluri A244 o Mk 44

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Queste fregate leggere sono state le prime unità importanti costruite appositamente per la Marina Indonesiana, dopo che essa, nel corso degli anni, ha immesso in servizio numerose unità navali di costruzione sovietica, incluso un incrociatore Classe Sverdlov, chiamato Irian.

Queste navi sono state pensate per prestare servizio tra le isole dell'arcipelago indonesiano, se necessario sostenendo combattimenti di media intensità in situazioni in cui la minaccia aerea non sia eccessiva.

Sono navi assai piccole, simili alle francesi A-69, ma equipaggiate con armamenti anche più pesanti, più veloci e con più sensori di ricerca e controllo. Esse sono state costruite, oltre che progettate, nei cantieri olandesi, con i nomi di Fatahillah (361), Malahyati (362) e Nala (363).

Lo scafo è costituito da una struttura compatta, con ponte di coperta continuo, quasi senza cavallino di prua. Il ponte di coperta a prua è lungo, anche perché ha molte delle armi di bordo, mentre è molto corto a poppa. Le fiancate dello scafo si prolungano come fianchi delle sovrastrutture ai lati. Queste sovrastrutture sono sistemate su di una tuga alta un ponte con una plancia di rilevanti dimensioni, dietro alla quale si erge un albero a struttura piramidale, come su certe costruzioni sovietiche, dietro ancora vi è una struttura per il condizionamento aria, poi il grosso e basso fumaiolo, e infine una piccola sovrastruttura di poppa, vicina alla fine dello scafo.

La nave è dotata di equipaggiamenti di alto livello, come una cittadella con protezione NBC, mentre indispensabile per le temperature elevate si è dimostrato anche un impianto di condizionamento aria. Un altro sistema di bordo è un impianto di stabilizzazione con pinne laterali.

In termini di motorizzazione, la nave è dotata di una sofisticata soluzione CODO su 2 assi, equipaggiata con 2 diesel tedeschi, per le andature a velocità di crociera, mentre per l'andatura a piena potenza può essere sostituito con una turbina inglese del tipo aeronautico Olympus, capace di portare la nave a 30 nodi.

La dotazione di sensori vede una serie di apparati olandesi, come il radar di scoperta aerea e di superficie, sulla struttura poppiera, per le medie distanze, mentre sulla sommità dell'albero piramidale di prua esiste il radar di controllo del tiro. Un sistema LIROD, ovvero apparato optronico di osservazione a immagine termica con telemetro laser, è pure presente per il tiro delle artiglierie, forse soprattutto quelle di poppa, visto che non hanno un radar dedicato. Si è trattato di uno dei sistemi più innovativi nel campo dell'elettronica navale dell'epoca.

Un sonar a scafo consente un certo livello di capacità antisom. unitamente all'armamento di bordo. Infine, da sottolineare la presenza di un sistema ECM completo, con un apparato ESM e lanciatori di falsi bersagli inglesi, mentre esiste anche un apparato di inganno siluri.

Tutto questo notevole parco di elettronica è controllato da un sistema automatico Daisy che correla i dati di combattimento e li elabora, permettendo di coordinare i vari sensori.

L'armamento è molto pesante, e come nel caso delle A-69, parte da un cannone di grosso calibro a prua, in questo caso addirittura da 120mm, automatico, di costruzione Bofors. Esso è capace di sparare 40 colpi al minuto, e svolge funzioni di difesa aerea come di bombardamento. Uno o 2 impianti di artiglieria contraerea da 40mm pure Bofors sono presenti a poppa.

LA lotta antisommergibile ha un lanciatore di siluri Mk 32 per fiancata con 12 armi complessive (2 ricariche), oltre ad un lanciarazzi da 375mm. Bofors binato, automatico, a prua dietro il cannone. Esso è della stessa famiglia dell'arma delle A-69, ma più moderno e leggero.

La lotta antinave comprende una batteria di missili Exocet, 4 armi a mezza nave, tra il fumaiolo e la struttura poppiera, anche se non si tratta dei più recenti MM.40, forse installabili in 8 esemplari, ma la nave è arrivata in servizio prima che essi fossero disponibili.

La Nala ha una struttura diversa, in quanto ha a poppa 2 cannoni da 40mm e non uno, e soprattutto ha un hangar per un elicottero leggero MBB BO-105 da ricognizione, che ha una soluzione originale. L'hangar è costituito dal ponte di volo, ripiegabile a scatola attorno all'elicottero quando questo è a bordo. Il prezzo da pagare in negativo è stato la rimozione, per motivi verosimilmente non legati alla presenza dell'elicottero, dei lanciasiluri.

In sostanza, l'armamento comprende, in termini di munizioni, 400 colpi da 120mm, 3000 da 40mm, 4 missili antinave, 12 siluri e 54 razzi ASW (da 320kg l'uno).

Riassumendo tutti questi dati, le navi di tale classe sono di progettazione e costruzione olandese, hanno sensori prevalentemente olandesi, missili francesi, cannoni e razzi svedesi, siluri italiani e americani, elicottero tedesco, motori tedeschi e inglesi. Un tipico prodotto, in sostanza, di esportazione, che ha necessitato di una attenta coordinazione per la sua realizzazione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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