Clactoniano

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Il termine Clactoniano è stato coniato dal paletnologo francese Henri Breuil (1877-1961) sulla base degli studi effettuati sui materiali del sito di Clacton-on-Sea,lungo l'antico corso del Tamigi, (nella contea dell'Essex, in Gran Bretagna), che fu scavato tra il 1910 e il 1970.

Questa fase culturale del Paleolitico inferiore è caratterizzata da manufatti litici derivati da grandi schegge con piano di percussione obliquo. Non c'è traccia di bifacciale. Secondo alcuni studiosi questa cultura sarebbe in parte contemporanea a quella dell'Acheuleano, mentre secondo altri non sarebbe distinta da quest'ultimo e l'assenza di bifacciali sarebbe casuale. A volte viene suddiviso in "antico", "medio" e "recente".

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

A Swanscombe, lungo l'attuale corso del Tamigi, manufatti clactoniani si trovano nei limi e nelle ghiaie profondi e ad essi si sovrappongono manufatti acheuleani.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia manufatti clactoniani sono noti nell'Appennino romagnolo e marchigiano, in Abruzzo, nel Gargano, in Sicilia e in Sardegna.[1]

Tecnologia litica[modifica | modifica wikitesto]

In riferimento ai materiali clactoniani di High Lodge (contea di Suffolk, regione East Anglia) Forestier (1993) ha identificato il metodo di scheggiatura SSDA (Système par surface de débitage alterné - sistema a superfici di scheggiatura alternate). Questo non prevede messa in forma del nucleo e consiste in serie unipolari di distacchi. Le serie sono tra loro tendenzialmente ortogonali.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Broglio - Introduzione al Paleolitico - Editori Laterza - 1998
  2. ^ Arzarello, Fontana, Peresani - Manuale di tecnologia litica preistorica - Carocci editore - 2011