City Angels

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City Angels
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Logo City Angels
Attiva {{{attiva}}}
Nazione Italia
Servizio Protezione al cittadino, Assistenza emarginati (senzatetto, alcoolisti, ...), Attività di senso civico, Volontariato per la sicurezza, Attività Socio-Assistenziali, Attività contro la micro-criminalità
Tipo
Ruolo
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Parte di
Reparti dipendenti
Sede/QG
Equipaggiamento
Soprannome
Patrono
Motto Solidarietà e sicurezza
Colori
Mascotte
Operazioni
Anniversari
Decorazioni Ambrogino d'oro
Presidente
Presidente Mario Furlan (Fondatore)
Vice presidente 1
Vice presidente 2
Segretario
Simboli
Simbolo
Simbolo

I City Angels sono un gruppo laico, indipendente, multietnico e antirazzista di volontari, fondato nel 1994 a Milano da Mario Furlan, giornalista e docente universitario di Motivazione e crescita personale. Sono presenti anche a Roma, Napoli, Torino, Palermo, Salerno, Venezia, Parma, Firenze, Messina, Brescia, Verona, Terni, Taranto, Novara, Como, Varese, Cagliari, Lecce e Iglesias. Dal 2011 i City Angels sono presenti anche in Bosnia-Erzegovina, a Tuzla.

A Milano i City Angels hanno ricevuto due volte l'Ambrogino d'Oro, la massima benemerenza cittadina. Nel 2008 l'Ambrogino è stato attribuito al City Angel onorario Edward "Eddy" Gardner, un ghanese ridotto in fin di vita il 20 luglio di quell'anno da tre spacciatori al grido di "sporco negro!" perché cercava di convincere i giovani a non drogarsi.[1][2]

Madrina dei City Angels è Daniela Javarone. Testimonial nazionali sono l'attore Pippo Franco, il cantautore Alberto Fortis, il comico di Zelig Gabriele Cirilli, la cantante Ivana Spagna e la band dei Nomadi.

Indice

[modifica] Attività

I City Angels sono volontari di strada d'emergenza che assistono cittadini in difficoltà, prestando aiuto a emarginati, senzatetto, immigrati, tossicodipendenti e anziani. Sono inoltre l'unica associazione Onlus che si occupa anche di prevenzione e contrasto della criminalità da strada, in collaborazione con le forze dell'ordine. A Milano gestiscono Casa Silvana, l'unica casa famiglia ad essere aperta tutta la notte e anche agli animali dei senzatetto. Operano generalmente nelle zone che presentano le maggiori problematiche sociali, che in molte città si manifestano nei dintorni delle stazioni ferroviarie.

All'inizio suscitarono scalpore in quanto prima associazione di volontariato per la sicurezza: vennero accolti con diffidenza, se non con aperta ostilità, da parte delle istituzioni. Ma presto la situazione si è ribaltata, e dalla fine degli anni Novanta gli Angeli operano in stretta collaborazione con le istituzioni, che spesso li contattano per aprire nuove sezioni.

I City Angels si sono da sempre pubblicamente dichiarati contrari alle classiche ronde di cittadini. "Le ronde, nella loro accezione comune - spiega Furlan - vanno in cerca del nemico. Noi di persone da aiutare".

City Angels con un clochard
City Angels durante la distribuzione di caldo dell'unità mobile in strada

Tra le attività dei City Angels:

  • aiutano i senza fissa dimora distribuendo cibo, vestiti, coperte e sacchi a pelo, li accompagnano nei centri di accoglienza e stringono con loro un rapporto di amicizia e di fiducia
  • aiutano i tossicomani e gli alcolisti, indirizzandoli verso un percorso di disintossicazione
  • aiutano le prostitute, attraverso la distribuzione di profilattici per entrare in contatto con loro e per convincerle a rivolgersi a comunità protette e a denunciare i loro sfruttatori
  • danno il "buon esempio", comportandosi in modo da instillare il senso civico negli altri
  • aiutano gli immigrati, aiutandoli a regolarizzarsi e a integrarsi
  • aiutano gli anziani, svolgendo ogni giorno un servizio di monitoraggio e di distribuzione dei pasti a 300 anziani soli
  • aiutano i disabili, accompagnandoli sulla strada
  • contrastano, grazie alla loro divisa, la microcriminalità
  • aiutano le vittime della criminalità, svolgendo un servizio di presidio del territorio nei punti più "a rischio" e fornendo un servizio di accompagnamento e scorta a chi ha paura di percorrere certi quartieri da solo (soprattutto donne e anziani)
  • intervengono in flagranza di reato e chiamano le forze dell'ordine quando ce ne è bisogno
  • aiutano i detenuti, prestando servizio nelle carceri a favore dei detenuti dal momento in cui entrano nel penitenziario (servizio nuovi giunti)
  • aiutano gli studenti: intervengono nelle scuole medie inferiori e superiori per tenere incontri sul tema della lotta a droghe e bullismo
  • aiutano gli animali, intervenendo ogni qualvolta trovano un animale maltrattato o abbandonato e promuovendo iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo all'amore verso gli animali e la natura.

[modifica] Sicurezza solidale

Su strada, i City Angels aiutano chiunque necessiti di bisogno e cercano di comportarsi come "perfetti cittadini" che si muovono totalmente nell'ambito della legalità e di ciò che è consentito fare ad un comune cittadino su strada, instillando di fatto il senso civico nelle persone. La squadra durante il servizio si muove in cerca di persone bisognose, con la missione di ascoltare ed aiutare nei limiti del possibile chiunque necessiti di aiuto o soccorso, dalla persona anziana che deve attraversare la strada, alla ragazza che ha paura a tornare a casa di notte, a chi vive in strada e cerca un vestito, del cibo, un riparo per la notte o una parola di conforto.

Grazie alla loro divisa molto visibile inoltre sono un punto di riferimento per i cittadini e un deterrente visivo per i malintenzionati: sono quindi un efficace contrasto alla microcriminalità di strada.

I City Angels chiamano inoltre le forze dell'ordine e i soccorsi qualificati nelle situazioni di emergenza e sono addestrati alle pratiche dell'autodifesa e del primo soccorso. A Milano dal 2010 hanno stretto un accordo con l'Atm (Azienda dei trasporti), che durante la stagione fredda fornisce loro un autobus di 18 metri con cui portare assistenza ai senzatetto. Inoltre l'Atm fornisce annualmente pass con cui i volontari possono accedere, quando in servizio, sui mezzi pubblici, in modo da prestare la loro opera anche in metropolitana e sugli autobus e tram.

[modifica] Casa Silvana

Casa Silvana è il centro di prima accoglienza per senzatetto fondato e gestito dai City Angels a Milano.

Si trova in via Esterle 13, a Milano, nel quartiere di Lambrate - viale Padova, in uno spazio concesso in comodato d'uso gratuito per 15 anni dal Comune di Milano.

Ospita dieci persone più un assistente sociale costantemente presente. Nato come rifugio per donne clochard - le più deboli della categoria dei senza fissa dimora, le più esposte a violenze - è il primo e unico centro di prima accoglienza in Italia che:

  • è aperto tutta la notte, senza interruzioni
  • accoglie anche coppie e famiglie, oltre a mamme con bambini
  • accoglie anche gli animali domestici dei senzatetto

In Casa Silvana, oltre a dormire, gli ospiti ricevono cena, prima colazione e abiti puliti: possono lavarsi e ricevere assistenza psicologica e legale. Casa Silvana è un luogo dove chi è senza dimora può trovare serenità, un ambiente caloroso e un momento in cui fare il punto della propria vita per ripartire con nuovi obiettivi.

Casa Silvana è stata chiamata così in ricordo di Silvana, una senzatetto rapita da una gang di sfruttatori, costretta a prostituirsi e poi uccisa. Il centro è stato inaugurato il 17 maggio 2007 da Letizia Moratti, Sindaco di Milano, e dall'Assessore ai Servizi sociali Mariolina Moioli.

[modifica] Divisa dei City Angels

City Angels in metropolitana (a sinistra il Fondatore, Mario "Stone" Furlan)

I City Angels durante il loro servizio sono tenuti ad indossare una divisa che ha lo scopo di renderli riconoscibili da parte degli "utenti della strada", ovvero da parte di immigrati, clochard, tossicomani, etilisti ma anche da parte di comuni cittadini e turisti che possono trovare nella figura del City Angel un punto di riferimento a cui rivolgersi in caso di dubbi, necessità o per segnalare situazioni di emergenza.

La divisa è composta da:

  • scarpe comode nere e robuste, utili per camminare tra cocci, siringhe e fango
  • pantaloni lunghi neri multitasca, per contenere l'attrezzatura del volontario
  • maglietta/felpa/giubbotto rossi con l'emblema dei City Angels (rosso = colore dell'emergenza)
  • basco blu con lo stemma dei City Angels (blu = colore della pace)

La divisa dei City Angels, assieme ad altre informazioni sui City Angels, da fine maggio 2009 è esposta al Museo del Risorgimento di Milano in un salone dedicato.[3]

[modifica] Emblema

L'emblema dei City Angels è un'aquila che, con le ali aperte, protegge i grattacieli di una città. L'aquila rappresenta il coraggio, la lungimiranza, la nobiltà d'animo. Al di sopra di questo simbolo sono riportate le parole "City Angels" e al di sotto è riportato il motto e la missione dell'associazione, "Solidarietà e sicurezza".

[modifica] Corso di formazione

Gli Angels sono prevalentemente tra i 18 e i 45 anni di tutte le nazionalità (ma non vi sono limiti superiori di età); il 40% sono donne, il 30% immigrati. Non portano armi, indossano una maglietta o giubba rossa e il basco blu dell'ONU, per sottolineare il fatto di voler essere una forza di pace.

Uscita dei City Angels in strada durante un corso formazione ("ausiliari")

I volontari sono ben addestrati, coraggiosi ed equilibrati. Per diventare City Angel esiste un corso di formazione della durata di tre mesi, per un totale di 24 lezioni, due volte alla settimana. Dopo aver superato un test psico-attitudinale si compila la domanda d'ammissione, si versa la quota annua per l'assicurazione e si producono i seguenti documenti: certificato di sana e robusta costituzione, fototessere, fotocopia della carta d'identità. Dodici lezioni si svolgono in sede e dodici lezioni in palestra (frequenza obbligatoria). In sede vengono date nozioni di primo soccorso, alcolismo e tossicodipendenza; viene illustrato il regolamento interno e si forniscono nozioni giuridiche, di psicologia e di comunicazione. In palestra vengono date lezioni su tecniche di squadra e autodifesa.

Chi giunge al termine del corso può sostenere l'esame finale: prima di aver superato l'esame finale non si è City Angels, bensì ausiliari, e si circola con la pettorina anziché la maglietta rossa.

In media su dieci aspiranti volontari, sei superano il test psico-attitudinale, tre arrivano all'esame finale e due lo superano. Come dice il presidente e fondatore, "ci interessa più la qualità della quantità dei volontari".

[modifica] Decreto sicurezza

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Decreto Maroni.

Nel febbraio 2009 il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha proposto il cosiddetto "decreto sicurezza" che ha previsto, tra le altre cose, l'istituzionalizzazione delle associazioni di volontari per la sicurezza, cosiddette "ronde". Nel formulare il decreto il ministro ha ripetutamente dichiarato di essersi ispirato al modello dei City Angels di Milano, che dal 1994 portano avanti un'opera unica nel loro genere.[4]

Nell'agosto 2009, a valle dell'emanazione di tale decreto, le cosiddette "ronde" vengono istituite come associazioni di volontari che devono venire formate dai Comuni di appartenenza tramite corsi appositi e registrate presso appositi registri in Prefettura. Il presidente e fondatore dei City Angels, Mario Furlan, si è dichiarato favorevole riguardo al provvedimento[5], in maniera analoga a quanto aveva già fatto a febbraio ("Siamo soddisfatti che il ministro Maroni abbia riconosciuto la nostra serietà e il lavoro che svolgiamo da anni a presidio del territorio e d'accordo sull'ipotesi di ronde di cittadini, a patto che siano composte da persone con la testa sulle spalle e appositamente formate. I volontari non devono andare "in cerca del nemico", ma sentirsi come angeli in cerca di persone da aiutare")[6]. Dopo il varo del provvedimento i sindaci di alcune città (Roma, Torino, Bologna, Reggio Emilia), pur dichiarandosi scettici sulle ronde, hanno affermato di volersi avvalere del contributo dei City Angels.

A settembre 2010, i City Angels non risultavano registrati né in attesa di registrazione come associazioni di volontari per la sicurezza presso la Prefettura di Milano. Sempre secondo Furlan: "Le norme volute da Maroni si sono rivelate inutili, almeno per noi. I City Angels infatti non sono ronde, ma volontari che si limitano a dare una mano ai bisognosi. Noi svolgiamo un'attività sociale, che nulla ha a che fare con la sicurezza. In strada non cerchiamo il nemico, anche se non ci tiriamo indietro di fronte a situazioni di difficoltà".[7].

[modifica] Iniziative pubbliche

Dalla loro nascita i City Angels organizzano iniziative pubbliche volte a promuovere tolleranza, solidarietà, antirazzismo e fratellanza tra popoli. Tra i loro eventi, la preghiera multireligiosa di Pasqua davanti alla Stazione Centrale di Milano: esponenti di varie religioni (preti, imam, rabbini, pastori protestanti...) pregano insieme in mezzo ai clochard; e l'Angel Day presso la mensa dei poveri di Milano, una giornata in cui personaggi dello spettacolo, della cultura, dello sport e delle Istituzioni indossano la divisa dei City Angels e fanno da camerieri dei clochard. Tra i sessanta partecipanti dell'edizione 2010 il sindaco di Milano, Letizia Moratti, Roberto Vecchioni, i Nomadi, Edoardo Raspelli, Maria Teresa Ruta, Jo Squillo, Enrico Beruschi, Stefano Zecchi, Michel Altieri, Arianna Bergamaschi. Nel gennaio 2012 a Palazzo Marino il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha pubblicamente elogiato e ringraziato i City Angels, auspicando di rendere la collaborazione tra Comune e Associazione ancora più stretta e costruttiva.

[modifica] Premi e riconoscimenti

Mario Furlan incontra il presidente Giorgio Napolitano al Quirinale)

I City Angels hanno ricevuto nella loro storia vari premi dalle istituzioni. Tra questi i più importanti sono:

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Riferimenti

  1. ^ Ambrogino d'Oro al ghanese Edward Gardner
  2. ^ Il ghanese aggredito nominato City Angel ad honorem
  3. ^ Il Museo del Risorgimento di Milano crea un salone sui City Angels
  4. ^ Maroni cita i City Angels
  5. ^ Ronde, si va avanti - i sindaci preoccupati
  6. ^ Le ronde ci sono già secondo il Ministro Maroni: i City Angels. Ma attenzione, niente rambo
  7. ^ Il flop delle ronde padane Dopo un anno ce n'è una sola, Repubblica, 12 settembre 2010
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