Città imperiale

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Mappa della Città imperiale
Localizzazione della Città imperiale

La Città imperiale (cinese tradizionale 北京皇城; Pinyin Běijīng Huángchéng; mancese: Dorgi hoton, letteralmente "La città interna") è una porzione della città interna di Pechino sotto le dinastie Ming e Qing. Tale denominazione fa riferimento all'insieme di giardini, templi e altre aree di servizio tra la Città proibita e la città interna dell'antica Pechino. La Città imperiale era circondata da mura e accessibile da sei porte.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la dinastia Yuan, Pechino era nota come Dadu, e la Città imperiale ne costituiva il centro. Nel 1368 gli eserciti Ming conquistarono Dadu cambiandone il nome in Beiping (i due caratteri significano "nord" e "pace" o "pacificato"), con la capitale trasferita a Nanchino. Poiché la Città imperiale non era stata interessata dalla battaglia, sopravvisse alla guerra, sebbene nel 1369 l'imperatore Hongwu ne ordinasse la demolizione.

Nel 1370 il quarto figlio di Hongwu, Zhu Di, venne nominato Principe di Yan, con capitale Beiping, costruendo un palazzo all'interno della città imperiale Yuan.

Nel 1399 Zhu Di condusse un colpo di stato che lo portò ad essere l'imperatore Yongle nel 1402. L'anno dopo il nome Beiping fu cambiato in Beijing (Pechino, letteralmente "la Capitale settentrionale"), col piano di riportarvi la capitale nel 1406.

Nel 1416 iniziò la costruzione della Città proibita, sull'impostazione dei palazzi esistenti a Nanchino. Il nuovo palazzo imperiale era ad est del palazzo Yuan, per mettere quest'ultimo nella posizione "Tigre Bianca" o "Kill" del Feng Shui. Sempre per motivi di posizione venne creata con la terra scavata per il fossato del palazzo la collina Jingshan a nord.

Sulla base della Città imperiale Yuan, l'area venne allargata per comprendere i laghi di Zhongnanhai e Beihai e una grande area oltre a questi.

Dinastia Ming[modifica | modifica wikitesto]

La Città imperiale ruota intorno alla Città proibita. Ad ovest di questa ci sono lo Zhongnanhai e il Beihai, circondati dai giardini imperiali e noti nel complesso come Parco Occidentale.

A sud della Città proibita si trovavano il Santuario Imperiale della Famiglia (太庙) ed il Santuario di Stato (太社稷). Più a sud c'era il Corridoio dei Mille Passi, sui lati del quale c'erano gli yamen, ossia gli uffici ministeriali.

C'erano sei porte nelle mura della Città imperiale: a sud la Grande Porta Ming (poi chiamata Grande Porta Qing e Porta di Cina); la Chengtianmen, (poi chiamata Tian'anmen, "Porta della Pace Celeste"); ai lati di questa le Porte Chang'an sinistra e destra; a est Donganmen ("Porta della Pace Orientale"); a ovest Xi'anmen ("Porta della Pace Occidentale"); a nord Houzaimen (poi chiamata Di'anmen, "Porta della Pace Terrena").

Nella Città imperiale c'erano inoltre molti edifici di servizio al palazzo imperiale come magazzini, una casa per i leopardi, templi taoisti e un palazzo per il nipote dell'Imperatore.

Dinastia Qing[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta della Dinastia Ming, i Qing rimossero gran parte degli edifici di servizio. Eccetto una piccola area intorno ai laghi di Zhongnanhai e Beihai, le parti occidentali della Città imperiale furono concesse ai Principi e ai membri delle Otto Bandiere come area residenziale. Allo stesso modo, eccetto pochi magazzini, le parti orientali della Città imperiale. Ai molti templi della Città imperiale fi aggiunta una chiesa cattolica sulla sponda ovest dello Zhongnanhai.

Dalla Repubblica di Cina a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Tiananmen, l'unico accesso rimasto alla Città imperiale

Dopo la caduta della Dinastia Qing nel 1912, il governo della Repubblica di Cina ha occupato Città imperiale. Zhongnanhai divenne il Palazzo Presidenziale e i templi una parte dei musei della Città proibita. Beihai e Jingshan divennero parchi pubblici e gran parte degli antichi templi e magazzini furono trasformati in aree residenziali.

Nel 1912, durante una rivolta del signore della guerra Cao Kun, la porta Donganmen fu distrutta dal fuoco. Nel 1914 venne demolito il Corridoio dei Mille Passi per far spazio al Parco Zhongshan Park, che portava il nome di Sun Yat-sen. Nel 1915, per alleggerire il traffico, venne demolita gran parte della cinta muraria della Città imperiale. Dopo il trasferimento della capitale a Nanchino Zhongnanhai divenne un parco pubblico.

Nel 1949 nacque a Pechino la Repubblica Popolare Cinese. Negli anni successivi vennero demolite la Porta di Cina, le porte Chang'an sinistra e destra, le porte orientali e occidentali e Di'anmen, oltre a gran parte dei templi e Paifang della Città imperiale.

Zhongnanhai divenne il complesso centrale del governo, con la sede del Partito Comunista Cinese e il Consiglio di Stato. La maggior parte degli edifici sopravvissuti venne demolita.

L'area a ovest del Parco Beihai fu occupata dal Ministero della Difesa, gran parte dei templi della Città imperiale furono occupati dall'Esercito Popolare di Liberazione. Alcuni di questi edifici sono in rovina.

Dal 2000 l'amministrazione municipale di Pechino ha restaurato alcuni templi e formato un parco intorno alle sezioni rimaste delle mura della Città imperiale. Ci sono progetti per trasferire altrove le istituzioni che occupano edifici storici. Nel 2004 è stata rinnovata un'ordinanza del 1984 che stabiliva restrizione in altezza per gli edifici della zona della Città imperiale come zona di rispetto per la Città proibita. Nel 2005 si è proposto di allargare il sito Patrimonio dell'umanità della Città proibita anche alla Città imperiale e a Beihai.