Città dello sport

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Città dello sport
Città dello sport (Roma) 20-03-11 1817.jpg
Informazioni
Ubicazione Roma
Italia Italia
Inizio lavori 2007
Inaugurazione
Struttura Palazzetto dello Sport
Progetto Santiago Calatrava
Uso e beneficiari
Nuoto
Capienza
Posti a sedere
 

La "Città dello sport" è una struttura incompiuta progettata come complesso sportivo polifunzionale dall'architetto spagnolo, Santiago Calatrava la cui costruzione è stata avviata e poi interrotta, nell'area dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata". Sono state realizzate la struttura di uno stadio del nuoto con l'intelaiatura della copertura che costituisce la caratteristica "vela a pinna di squalo" visibile da grande distanza, e la struttura di base dell'altro palazzetto per il basket e la pallavolo.

Il progetto fu avviato nel 2005, all'epoca del primo mandato della giunta Veltroni, e nelle intenzioni sarebbe stato destinato a ospitare i Campionati mondiali di nuoto 2009. Per il protrarsi della costruzione e l'aumento dei costi, i mondiali di nuoto sono stati svolti nelle strutture, realizzate tra il 1927 e il 1932, del Foro Italico, che avevano già ospitato l'edizione del 1994.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il piano per la città dello sport prevedeva una coppia di palazzetti dello sport, uno per basket e pallavolo e l'altro per il nuoto, posti uno di fronte all'altro con di fronte una coppia di laghi artificiali a formare una struttura a quadrifoglio. Intorno a questa struttura sarebbero stati realizzati altri impianti sportivi: piscine all'aperto e al coperto, pista di atletica ed altre strutture sportive.[1]. Di fronte al complesso di impianti sportivi, era prevista inoltre una torre destinata al rettorato dell'università e alta circa 90 metri. La costruzione del complesso è stata avviata nel quartiere romano di "Tor Vergata".

Inoltre, sempre l'architetto Calatrava, ha progettato un campus per ospitare gli studenti universitari e gli atleti, altre piscine olimpioniche per l'allenamento degli atleti.

Storia dei lavori[modifica | modifica sorgente]

Il progetto avviato nel 2005 l'amministrazione dell'allora sindaco di Roma Walter Veltroni prevedeva un costo di 60 milioni di euro, che già all'assegnazione dei lavori tramite gara d'appalto diventano 120 milioni. La società che riceve l'incarico della costruzione è la Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, la gestione dei fondi è affidata alla Protezione Civile di Guido Bertolaso che chiama a gestire l'amministrazione dei capitali Angelo Balducci, tra il 2006 e il 2007 i lavori di costruzione pur non avanzando vedono il raddoppio dei costi di costruzione che arrivano a 240 milioni di euro. A giugno 2008 Claudio Rinaldi subentra ad Angelo Balducci, ad ottobre dello stesso anno il nuovo sindaco di Roma Gianni Alemanno afferma che dopo 3 anni dall'inizio lavori stanno per essere gettate le fondamenta della " Città dello Sport", a dicembre però viene deciso che i mondiali di nuoto non verranno più disputati a Tor Vergata in quanto la struttura non potrà essere completata in tempo e si opta per il Foro Italico già utilizzato per i 1994 presentandolo come già pienamente efficiente, vengono comunque stanziati 45 milioni di euro per dei lavori di ristrutturazione in questo sito. La "Città dello Sport" nel 2009 viene bloccata per mancanza di fondi nonostante si sia speso fino a quel momento 4 volte la cifra inizialmente stimata per la realizzazione dell'opera. Nel 2011, con la candidatura di Roma quale sede delle Olimpiadi 2020, si decide di riattivare il cantiere di Tor Vergata, i lavori riprendono senza nessuna data certa per la consegna dell'impianto e con una cifra stimata per il completamente lavori di 660 milioni di euro, 11 volte il prezzo iniziale.[2]

Condizioni attuali e prospettive[modifica | modifica sorgente]

Calatrava ha dichiarato, nell'aprile 2010: "Attualmente sono stati realizzati i due stadi, uno per il basket e l'altro con le piscine per il nuoto, i tuffi e quella per il riscaldamento, piccoli servizi e l'accesso per gli atleti. È in corso di realizzazione il parcheggio e la copertura a cupola di uno dei due palazzi, mentre sono state già costruite anche la piscina esterna ed un'altra sempre per il riscaldamento degli atleti"[2].

Nel novembre 2012, il sindaco Alemanno ha dato annuncio che il complesso sportivo verrà completato con il contributo di privati.[3]

Operazioni di completamento che al gennaio 2014 non erano ancora partite. A inizio 2014 è stata valutato il cambio di destinazione d'uso per la "vela" già completata[4], quella destinata allo stadio del nuoto, con una proposta dell'Università di Tor Vergata per trasformare la struttura in una serra/orto botanico. La spesa prevista completare la copertura è di 60 milioni di euro[1] In questo piano il secondo palazzetto potrebbe comunque essere realizzato completato come struttura polifunzionale per eventi sportivi e musicali, sebbene la struttura per essere completata richieda altri 426 milioni di euro[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Tor Vergata, monumento allo spreco. L'ira M5S: “Chi ha sbagliato paghi”, 28 gennaio2014.
  2. ^ a b Laura Mari, Calatrava alla città dello sport di Tor Vergata Alemanno: "Con 400 milioni pronta in 3 anni", repubblica.it, 07 aprile 2010.
  3. ^ Paolo Boccacci, Tor Vergata trova i soldi per finire la Città dello Sport, repubblica.it, 21 novembre 2012.
  4. ^ Città dello Sport, cantiere infinito l'ultima idea, la serra più grande del mondo, repubblica.it, 28 gennaio 2014.