Città del 6 ottobre

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Città del 6 ottobre
città
السادس من أكتوبر
Localizzazione
Stato Egitto Egitto
Governatorato Giza
Territorio
Coordinate 29°56′19.21″N 30°54′52.74″E / 29.93867°N 30.91465°E29.93867; 30.91465 (Città del 6 ottobre)Coordinate: 29°56′19.21″N 30°54′52.74″E / 29.93867°N 30.91465°E29.93867; 30.91465 (Città del 6 ottobre)
Abitanti 184,000
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Egitto
Città del 6 ottobre

Città del 6 ottobre[1] è il nome della municipalità egiziana di al-Sādis min Uktūbir (in arabo: السادس من أكتوبر)[2] nel governatorato di Giza, situata a circa 20 km a sud-ovest del Cairo, che conta circa 184.000 abitanti.

La città è stata il capoluogo del governatorato del 6 ottobre dalla sua istituzione (2008) alla soppressione (2011).

La città è dotata di un aeroporto, di un'università privata, la "Jāmiʿa Sādis min Uktūbir" (in inglese "6th October University"), e di un'ampia zona industriale che costituisce il polo automobilistico del paese, infatti molte aziende straniere hanno impiantato qui i propri stabilimenti.

La giapponese Suzuki ha iniziato a produrre qui dal 1989 le vetture Swift e Vitara. Altro gruppo giapponese presente è la Nissan che nel 1997 ha aperto un impianto destinato a produrre veicoli commerciali leggeri come i pick-up e più di recente la berlina Sunny.

Il costruttore di veicoli Mercedes-Benz è presente in Egitto sin dagli anni cinquanta ma solo dal 1997 quando è stata costituita la EGA (Egyptian German Automotive) che ha iniziato a produrre le vetture Classe C e Classe E sul suolo egiziano. Nel 2003 un altro gruppo automobilistico tedesco, la BMW ha iniziato a produrre automobili qui, attraverso la Bavarian Auto il cui stabilimento assembla svariati modelli di vetture BMW e della cinese Brilliance.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. in Naṣr Ḥāmid Abū Zayd, Una vita con l'Islam, Bologna, Il Mulino, 2004.
  2. ^ La data si riferisce alla guerra arabo-israeliana del 1973, avvertita come vittoriosa dagli egiziani. A prescindere da altre considerazioni, infatti, le forze armate egiziane riuscirono a superare la munitissima Linea Bar-Lev israeliana, ponendo le basi per il ritorno sotto la propria sovranità della Penisola del Sinai, occupata da Israele fin dalla guerra dei sei giorni del 1967.

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