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Del titolo di città, in Italia, si possono fregiare quei comuni che ne siano stati insigniti con decreto del capo dello Stato (il re sino al 1946, poi capo provvisorio dello Stato e presidente della Repubblica) in virtù della loro importanza storica, artistica, civica o demografica.
Alcuni comuni precedentemente appartenuti a stati diversi dal Regno di Sardegna usano fregiarsi del titolo di città concesso dalle istituzioni degli stati di cui facevano parte prima dell'unità d'Italia. Tale uso è da ritenersi nelle regioni a statuto ordinario mera consuetudine praeter legem dal momento che nell'ordinamento italiano generico vigono esclusivamente le norme del Regno di Sardegna, nel 1861 divenuto Regno d'Italia e infine Repubblica Italiana; non è così invece in talune regioni a statuto speciale, e in particolare in Trentino-Alto Adige dove tutta la materia è stata devoluta alla legislazione regionale che riconosce i titoli rilasciati dall'Impero Asburgico e stabilisce una propria procedura di consessione.
In alcuni casi, come per San Severo, titoli concessi da stati preesistenti sono stati ratificati con norme dello Stato unitario italiano.
Concessione del titolo[modifica]
Il titolo viene conferito con specifico provvedimento avente forma di decreto del Presidente della Repubblica, di iniziativa autonoma del comune richiedente o su proposta del Governo o del comune interessato.
L'art. 18 del DLgs n. 267 del 18 agosto 2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) prevede che "Il titolo di città può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell'interno ai comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l'attuale importanza". Tale impostazione reitera quanto già precedentemente stabilito dall'art. 32 del RDL n. 651 del 7 giugno 1943 (Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano) e dalla Legge n. 142 dell'8 giugno 1990 (Ordinamento delle autonomie locali), oggi abrogate. Il titolo viene successivamente trascritto nel Registro Araldico dell'Archivio Centrale dello Stato.
Inoltre, molti comuni (e in particolare le città più antiche e importanti) hanno ottenuto il titolo per concessione formale da parte di governi precedenti all'unità d'Italia e lo mantengono tuttora.
Ai comuni dotati del titolo di città spetterebbe, nello stemma, la presenza della corona muraria d'oro, questo a meno che sia stato diversamente disposto nel decreto presidenziale di approvazione dello stemma. Gli stemmi sono assegnati o con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) o con decreto del Presidente della Repubblica (DPR) (a seconda se lo stemma venga riconosciuto, quale arme Ab antiquo, oppure concesso ex novo) su proposta del dipartimento del Cerimoniale dello Stato - ufficio Onorificenze e Araldica pubblica (ripartizione della Presidenza del Consiglio nata dalla trasformazione della Consulta araldica, soppressa ai sensi delle disposizioni finali della costituzione repubblicana). Non è così invece in Alto Adige, dove tutto l'armoriale comunale segue l'antica tradizione dei paesi di lingua tedesca e non è quindi previsto alcun uso di qualsivoglia corona.
La regione autonoma Friuli-Venezia Giulia disciplina la concessione del titolo di Città con la legge regionale 12 febbraio 2003, n. 4 che prevede all'articolo 4: con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell'assessore regionale per le autonomie locali, può essere concesso, ai comuni che ne facciano richiesta il titolo di "Città", dopo che siano state verificate le condizioni.
Elenco di città italiane[modifica]
- Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere aggiornata.
Di seguito è riportato l'elenco alfabetico (fortemente incompleto) delle città italiane, suddivise per Regioni e con l'indicazione della provincia di appartenenza. Le città capoluogo di provincia sono segnalate in grassetto. A margine è riportato l'anno e l'atto di elevazione al rango di città (DPR, RDL, DPCM, DPGR o altro).
- ^ Stemma Comune di Atessa
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali
- ^ Art. 2, comma 3 dello Statuto comunale
- ^ Fonte dal sito Araldica Civica-Comune di Celano
- ^ Consegna del gonfalone su iltempo.it. URL consultato in data 23-08-2012.
- ^ Decreto su comune.ferrandina.mt.it. URL consultato in data 07-04-2013.
- ^ Vedi art. 2 dello Statuto comunale di Crotone (PDF)
- ^ Vedi art. 7 dello Statuto comunale di Lamezia Terme (PDF)
- ^ Statuto comunale di Nicotera, Consultato il 24-03-2012
- ^ Le Accademie - Comune di Rogliano
- ^ Art. 3 dello statuto comunale
- ^ Articolo de “il Giornale di Cava” sul titolo di città. URL consultato in data 30-3-2010.
- ^ Articolo de “Il Mattino” dell'11 marzo 2009. URL consultato in data 30-3-2010.
- ^ Vedi art. 3 dello Statuto Comunale
- ^ Comune di Fisciano - Fisciano in breve
- ^ Comune di Foglianise (BN) - Sito Ufficiale
- ^ Comune di Frattamaggiore - Frattamaggiore in breve
- ^ Collezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari, 1877, anno LVI, p. 289.
- ^ Collezione celerifera delle leggi, dei decreti e delle istruzioni e circolari, Firenze, Tipi della Stamperia Reale, 1874, anno LIII, p. 98.
- ^ A seguito della resistenza posta agli invasori francesi al comando di Francesco I di Valois, Nola fu proclamata "città fedelissima e nobilissima" e "città demaniale" con larghe autonomie e liberata dalla soggezione feudale degli Orsini dal Vicerè di Napoli Filiberto di Chalons Principe di Orange (fonte: Due filosofi del regno. Giordano Bruno e Nicola Antonio Stigliola, di Saverio Ricci, in Nola fuori di Nola. Itinerari italiani ed europei di alcuni nolani illustri, a cura di Tobia R.Toscano, XXX Distretto Scolastico-Ager Nolanus, Nola 2001)
- ^ Storia stemma cittadino sito Comune di Salerno
- ^ http://teggiano.asmenet.it/index.php?action=index&p=224
- ^ Statuto comunale di Torre Annunziata, art. 4. URL consultato in data 3 novembre 2012.
- ^ DPR 7 novembre 2006
- ^ Fiorano diventa Città su comune.fiorano-modenese.mo.it
- ^ Decreto Città Meldola su comune.meldola.fc.it. URL consultato in data 23-08-2012.
- ^ Città di Montecchio Emilia consultato il 26-11-2009
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Nel corso dell'Ottocento, il governo del Regno Lombardo-Veneto aveva fregiato con il titolo di città minori della Venezia i comuni di Adria, Asolo, Badia (oggi Badia Polesine), Ceneda, Chioggia, Cividale (oggi Cividale del Friuli), Cologna (oggi Cologna Veneta), Conegliano, Este, Lendinara, Lonigo, Montagnana, Oderzo, Pordenone, Portogruaro, Sacile, Schio e Serravalle. Per quanto riguarda Ceneda e Serravalle, poco dopo l'unità d'Italia sono state unificate nel nuovo comune di Vittorio Veneto, trasferendo a quest'ultimo il titolo. Vedi Ruggero Simonato, Roberto Sandron, Portogruaro nell'Ottocento: contesto storico e ambiente sociale, Nuova Dimensione Editrice, 1995, pp. 18/21 Portogruaro nell’Ottocento: contesto storico e ambiente sociale - Google Libri
- ^ a b c d e f g h i j k Città (Stadtgemeinde) dell'Impero austro-ungarico
- ^ Vedi
- ^ Vedi sito del comune
- ^ Vedi l'art. 2 dello Statuto comunale di Tolmezzo
- ^ a b c d e f g h i Le 9 Città Regie della Venezia, costituite con Patente I.R. nel 1815 nel Regno Lombardo-Veneto, sono Bassano (Bassano del Grappa), Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Vicenza e Verona. Vedi Gaetano Moroni Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni Tip. Emiliana, 1846, p. 130 Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri ... - Gaetano Moroni - Google Libri; Ruggero Simonato, Roberto Sandron, Portogruaro nell'Ottocento: contesto storico e ambiente sociale, Nuova Dimensione Editrice, 1995, pp. 18/21 Portogruaro nell’Ottocento: contesto storico e ambiente sociale - Google Libri
- ^ Fonte dal sito Araldica Civica-Città di Arpino
- ^ Fonte dal sito Araldica Civica-Città di Ceccano
- ^ Art. 2 dello Statuto comunale.
- ^ Vedi
- ^ Araldica Civica, Città di Camogli
- ^ Statuto del Comune di Chiavari (consultato il 06-12-2012)
- ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Lavagna
- ^ Araldica Civica, Città di Lerici
- ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Sarzana
- ^ Fonte dal sito Araldica Civica-Città di Abbiategrasso
- ^ a b c d e f g h i j k Le 10 Città Regie della Lombardia nel Regno Lombardo-Veneto erano originariamente Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Crema e Casalmaggiore. Nel 1839 si aggiunse Sondrio e nel 1857 Monza. Vedi Marco Meriggi, Il Regno Lombardo-Veneto, in Storia d'Italia, Vol. 18, tomo II, UTET 1987. ISBN 88-02-04043-5.
- ^ Vedi l'art. 3 dello Statuto comunale e altra fonte.
- ^
- ^ Araldica civica. Città di Castel Goffredo. URL consultato in data 19 settembre 2011.
- ^ Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia - Italy - Google Libri
- ^ Titolo notificato con Det. I.R. 15 aprile 1816.
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Le Città del Piemonte durante il Regno di Sardegna erano Alba, Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Cuneo, Fossano, Ivrea, Mondovì, Mortara, Nizza, Novara, Pinerolo, Saluzzo, Savigliano, Susa, Torino, Tortona, Vercelli e Vigevano.
- ^ Fonte dal sito Araldica Civica
- ^ Articolo 1, comma 6 dello Statuto Comunale [1]
- ^ Delibera di giunta per nuova toponomastica stradale.
- ^ Soncino Turismo link visitato l'11 marzo 2010
- ^ Concessione stemma e gonfalone con ornamenti da Città. URL consultato in data 13-06-2013.
- ^ Art. 7, comma 4 dello Statuto comunale.
- ^ Grottammare ottiene il titolo onorifico di “Città”
- ^ La storia di Matelica
- ^ Da "borgo marinaro" cresciuto, senza perderne le radici, Porto Recanati diventa Città, Napolitano ha firmato il decreto, la soddisfazione del sindaco. URL consultato in data 26-05-2013.
- ^ Illius fulciti presidio del 30 luglio 1571, v. Archiva Ecclesiae, Statuto comunale.
- ^ Statuto comunale
- ^ Vedi l'art. 2 dello Statuto comunale.
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- ^ Vedi art. 4 dello Statuto comunale di Ormea
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- ^ Vedi l'art. 3 dello Statuto comunale
- ^ Vedi UTG Verbano-Cusio-Ossola, Febbraio 2007-Concessione del titolo di Città al Comune di Verbania. I due comuni uniti di Intra e Pallanza possedevano già il titolo di città.
- ^ Vedi preambolo dello Statuto comunale di Altamura
- ^ L'atto è riportato da Stefania Mola. Bitonto: la Cattedrale. URL consultato in data 31-01-2008.
- ^ Art. 2, comma 3 dello statuto comunale.
- ^ Conversano, da "paese" a "città". URL consultato in data 28-02-2011.
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- ^ Comune di Otranto - Statuto comunale Statuto comunale
- ^ Dal sito del Comune
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- ^ Statuto del comune di Taviano
- ^ a b c d e f g Le 7 Città Regie del Regno di Sardegna iberico sono Alghero, Bosa, Cagliari, Castellaragonese (Castelsardo), Villa di Chiesa (Iglesias), Oristano e Sassari.
- ^ Art. 5, comma 1 dello Statuto comunale.
- ^ Vedi l'art. 7 dello Statuto comunale.
- ^ Vedi l'art. 5 dello Statuto comunale
- ^ Statuto comunale Macomer
- ^ a b c Le 3 Città istituite durante il Regno di Sardegna sabaudo sono Nuoro, Ozieri e Tempio (Tempio Pausania).
- ^ Vedi l'art. 7 dello Statuto comunale.
- ^ Presidenza della Repubblica. Conferimento titolo di Città (PDF). 28 maggio 2013. URL consultato in data 17 giugno 2013.
- ^ Vedi l'art. 4 dello Statuto comunale.
- ^ Vedi l'art. 2 dello Statuto comunale.
- ^ Marrone Antonino, Bivona città feudale vol. I, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta-Roma 1987, pag. 152
- ^ Contratto del 18 aprile 1542 stipulato a Messina tra il procuratore di Mineo e il viceré. Il contratto fu ratificato dall'imperatore Carlo V il 27 giugno 1543 - Il titolo fu concesso tacitamente e aggiunto in margine al documento. Cfr. Giuseppe Gambuzza, "Mineo", 1995. Cfr. L'allegato "B" dello Statuto del Comune di Mineo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana parte I n. 32 del 30 luglio 2004.
- ^ Comune di Piazza Armerina - Organi Istituzionali - Stemma e Gonfalone
- ^ Regio Decreto di San Cataldo su araldicacivica.it. URL consultato in data 18-03-2012.
- ^ a b c d e f g h i j k l m n Con legge del Granduca di Toscana del 1º ottobre 1750 vennero riconosciute le 14 città nobili di Arezzo, Colle Val d'Elsa, Cortona, Firenze, Livorno, Montepulciano, Pescia, Pisa, Pistoia, Prato, Sansepolcro, San Miniato, Siena e Volterra. Vedi [2] e [3].
- ^ COMUNE DI FOLLONICA
- ^ Vedi http://www.associazionestoria.livorno.it/pdf/nsl_XIII_b.pdf
- ^ Statuto del comune di Massa Marittima, Art.2
- ^ Vedi la voce "Storia" sul sito del comune
- ^ Bolla del Papa Pio IV, in quanto sede vescovile e capoluogo di diocesi; vedi all'art. 2 dello Statuto
- ^ Statuto del comune di Orbetello, Art. 4.1
- ^ [4] Decreto del Presidente della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige n.43/A del 15 ottobre 2012
- ^ Archivio comunale di Rovereto e archivi aggregati, cap. Comunità di Rovereto (ordinamento austriaco), 1509 - 1810 (con docc. fino al 1881)
- ^ Nel 1888 Trento ottenne lo status di "città a statuto proprio": Johann Rainer, La Città a Statuto proprio in Austria nella seconda metà dell'Ottocento, in Atti del convegno storico su "Trento nell'età di Paolo Oss Mazzurana", Società di studi trentini di scienze storiche, Trento, 1985.
- ^ Titolo conferito da Papa Gregorio XVI. Vedi [5] e [6].
- ^ Fonte dal sito Araldica Civica-Comune di Arzignano
- ^ Comune di Castelfranco Veneto - Statuto.
- ^ Il comune di Mestre (dal 1926 frazione di Venezia) è stato insignito del titolo di città con RD 26 agosto 1923.
- ^ Vedi l'art. 6 dello Statuto comunale [7].
- ^ Statuto comunale. URL consultato in data 15 maggio 2011.