Città Bianca (Tel Aviv)

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32°04′40″N 34°46′26″E / 32.077778°N 34.773889°E32.077778; 34.773889

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
La Città Bianca di Tel Aviv - il movimento moderno
(EN) White City of Tel Aviv – the Modern Movement
Zina.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2003
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Tel Aviv White City WHS.svg
Museo Bauhaus di Tel Aviv

La Città Bianca (in ebraico: העיר הלבנה, Ha-Ir HaLevana) fa riferimento alla presenza a Tel-Aviv di più di 4.000 edifici costruiti in stile Bauhaus o International Style negli anni trenta da architetti tedeschi ebrei immigrati nel Territorio britannico di Palestina a seguito della salita al potere del Nazionalsocialismo.

La città è la maggiore al mondo per la presenza di edifici realizzati secondo i principi del Movimento Moderno.

Nel 2003 la United Nations Educational Scientific and Cultural Organization (UNESCO) ha proclamato la Città Bianca di Tel-Aviv Patrimonio Culturale dell'Umanità, come "un sorprendente esempio dell'urbanistica e architettura di una nuova città del primo XX secolo"[1].

La citazione riconosce l'eccezionale adattamento di una tendenza architettonica moderna internazionale alle condizioni culturali e climatiche della città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto di una nuova città giardino, da chiamare Tel-Aviv, fu sviluppato tra le dune di sabbia fuori Giaffa nel 1909[2].

L'urbanista inglese Patrick Geddes, che aveva già lavorato al progetto urbanistico di New Delhi, fu incaricato dal sindaco della città, Meir Dizengoff, di realizzare il masterplan per la nuova città. Geddes iniziò a lavorare al progetto nel 1925 e fu accettato solo nel 1929.[3] La posizione dell'autorità britannica si dimostrava favorevole.

L'ingegnere Ya'acov Ben-Sira contribuì significativamente allo sviluppo del progetto a cui partecipò tra il 1929 e il 1951.[4]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ UNESCO, Decesion Text, World Heritage Centre, retrieved 14 September 2009
  2. ^ Barbara E. Mann, A place in history: modernism, Tel Aviv, and the creation of Jewish urban space, Stanford University Press, 2006, p. XI. ISBN 0-8047-5019-X
  3. ^ Yael Zisling, A Patchwork of Neighborhoods, Gems in Israel, April 2001
  4. ^ Selwyn Ilan Troen, Imagining Zion: dreams, designs, and realities in a century of Jewish settlement, Yale University Press, 2003, p. 146. ISBN 0-300-09483-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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