Circus cyaneus

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Albanella reale
Henharrier2.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Accipitriformes
Famiglia Accipitridae
Sottofamiglia Accipitrinae
Genere Circus
Specie C. cyaneus
Nomenclatura binomiale
Circus cyaneus
(Linnaeus, 1766)

L'albanella reale (Circus cyaneus, (Linnaeus, 1766)) è un rapace della famiglia Accipitridae.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Specie politipica a distribuzione olartica, migratore. Da alcuni autori considerata conspecifica di Circus cinereus (Vieillot 1816).

le due sottospecie sono:

  • Circus cyaneus cyaneus: nidifica in Europa e Asia.
  • Circus cyaneus hudsonius: nidifica in Nord America (a volte considerata una specie distinta Albanella Americana C. hudsonius).

Aspetti morfologici[modifica | modifica sorgente]

Rapace di medie dimensioni (circa 50 cm di lunghezza), con struttura intermedia tra il più massiccio C. aeroginosus e le più snelle C. pygargus /C.macrourus. Ha coda relativamente lunga e ali larghe in corrispondenza del "braccio" e più corte e arrotondate alla "mano" dove sono evidenti le 5 "dita". Da posato le ali non superano la lunghezza della coda ma i tarsi relativamente corti fanno sembrare sia le timoniere che le primarie più sporgenti che nelle altre albanelle. Il volo di caccia è tipico di circus radente al terreno con 5-6 battiti intervallato da planate con le ali leggermente rivolte all'insù. A differenza dei suoi congeneri effettua anche scivolate ad ali piatte o incurvate verso il basso e procede in volo battuto per lunghi tratti. Il maschio adulto è caratterizzato da una colorazione grigio-bluastra sulle parti superiori ad eccezione delle primarie più lunghe di colore nero. Capo e petto dello stesso colore e nettamente distinti dalle restanti parti bianche. Osservando in volo da sopra si notano il sopraccoda bianco e le ampie aree nere all'estremità delle ali. Da sotto risaltano oltre alle primarie nere il cappuccio grigio e il bordo nero lungo il margine posteriore dell'ala. L'iride è scura, il becco nero, cera e zampe gialle. La femmina adulta possiede le parti superiori brune omogenee con orli delle penne di colore più scuro ad eccezione delle copritrici del sopra ala che hanno orli color crema. Il sopracoda è bianco mentre le parti inferiori sono bianco-fulviccio con marcate striature più scure su petto e copritrici. Remiganti e primarie sono ampiamente barrate. Vista in volo si notano le tre barre sulle remiganti Il disegno facciale è solitamente privo di contrasto in quanto non è presente una mascherina ma soltanto una tenue macchia bianca attorno all'occhio e una sottile e non molto evidente linea chiara a forma semilunare lungo il margine posteriore delle auricolari. Vertice e retro-collo fortemente striati su sfondo rossiccio e quindi non è presente una evidente macchia nucale. Iride variabile con l'età poiché da giallo chiaro diventa con il tempo color ambra.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

In riproduzione frequenta paludi, canneti e zone a marema; durante lo svernamento e la migrazione luoghi aperti, colline e rive del mare. Non si attestano più casi di riproduzione in Italia.

Volo[modifica | modifica sorgente]

Volo basso; sul terreno salta e cammina.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si ciba di vari animali di palude, ratti, lucertole, piccoli uccelli, nidiacei e uova.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

Come molti altri accipitridi, è un uccello a rischio d'estinzione. È "specie particolarmente protetta" ai sensi della legge 157/92[1]. Tra le minacce ci sono l'allargamento delle città, la distruzione di paludi, canneti e zone a maremma, il bracconaggio, la cattura dei nidiacei, la somministrazione di bocconi avvelenati e gli incendi.

Falconeria[modifica | modifica sorgente]

Per la sua indole non particolarmente aggressiva, non trova largo impiego in falconeria.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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