Circuito di Monte Carlo

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Coordinate: 43°44′05″N 7°25′14″E / 43.734722°N 7.420556°E43.734722; 7.420556

Circuito di Monte Carlo
Tracciato di Circuito di Monte Carlo
Ubicazione
Stato Monaco Monaco
Località Monte Carlo
Dati generali
Inaugurazione 1929
Lunghezza 3 340[1] m
Curve 19
Categorie
Formula 1
GP2
Formula E
Formula 1
Tempo record 1'13"532[1]
Stabilito da Kimi Raikkonen
su McLaren MP4-21
il 27 maggio 2006
record in qualifica
Aggiornamento: maggio 2013

Il circuito di Monte Carlo è il tracciato cittadino sulle strade del Principato di Monaco su cui si svolge l'annuale Gran Premio di Monaco di Formula 1 e le gare di contorno come la Formula 3, la Formula 3000 ed ora la GP2 Series.

Il circuito è una sorta di collegamento tra la Formula 1 attuale e quella di una volta. In un calendario che ha progressivamente visto l'ingresso di autodromi ultramoderni e sicurissimi (come il circuito di Manama in Bahrain e quello di Sepang in Malaysia), Monaco riporta la mente ai vecchi Gran Premi, dove il rischio e l'abilità dei piloti erano in primissimo piano. Ricavato utilizzando le strade del centro cittadino, negli anni di storia, questo circuito ha scritto molte pagine memorabili e altrettante drammatiche. Diverse deroghe sono previste nel regolamento della Formula 1 a favore della pista[2].

Il tracciato, che ha sempre avuto una lunghezza di base di 3 km (negli anni sono state apportate piccole modifiche che però non ne hanno intaccato il disegno originario), si snoda fra gli edifici del centro storico. Dopo la partenza si affronta una curva a destra detta Sainte Devote (in onore della patrona di Monte Carlo) a cui segue un tratto in salita, il Beau Rivage.

Il tornantino Grand Hotel Hairpin aperto al traffico.

Dopo la curva a sinistra Massenet, le vetture affrontano la curva Casino per giungere alla curva Mirabeau Haute e al successivo strettissimo tornantino Grand Hotel Hairpin (ex Loews e Vecchia Stazione). Si tratta della curva più stretta e lenta dell'intero mondiale di Formula Uno, dove i piloti arrivano a ruotare il volante verso sinistra per più di 180 gradi. Quest'angusta curva porta verso due curve a destra (Mirabeau Bas e Portier), dopodiché le vetture entrano nel velocissimo curvone Tunnel, coperto, al cui termine c'è la Nouvelle Chicane. La pista si sviluppa qui attorno alla darsena del Principato, giungendo alla piega a sinistra Tabac (o Tabaccaio) che immette su una doppia chicane (la prima delle quali assume il nome Louis Chiron mentre la seconda è denominata Piscine). Il tracciato entra così nella sua parte finale, con le vetture che affrontano il tornantino Rascasse e la curva finale a destra, intitolata ad Antony Noghes (commerciante del tabacco e organizzatore delle prime edizioni del Rally di Montecarlo e del Gran Premio di Monaco), per ritornare infine al rettilineo di partenza.

La corsia dei nuovi box.

Storico e difficilissimo, soprattutto a causa delle sue pieghe insidiose e dei suoi tombini, ma anche per il fatto di essere impietoso con i piloti, chiamati ad un numero di cambi di marcia superiore a qualsiasi altra gara di Formula Uno ed obbligati a non fare il minimo errore; anche per questo motivo Monaco ha sempre laureato vincitori i migliori corridori di sempre.

Su queste strade hanno trovato gloria campioni come Ayrton Senna, il quale vi ha vinto sei volte (di cui cinque consecutive dal 1989 al 1993), Michael Schumacher, Graham Hill, Alain Prost, Gilles Villeneuve. In passato, erano piloti come Juan Manuel Fangio e Jack Brabham a entusiasmare i tifosi. Senna fu lanciato ai massimi livelli della F1 proprio da una gara su questo circuito, nell'edizione 1984. Si rese infatti protagonista sotto un diluvio di una incredibile rimonta su Alain Prost a bordo della sua Toleman. La rimonta fu bloccata solo dalla sospensione della gara.

Oltre che di imprese eccezionali, il circuito è stato anche teatro di alcuni episodi tragici. Nel 1967 l'italiano Lorenzo Bandini morì a causa delle ustioni provocate dall'incidente (e successivo rogo) che lo vide protagonista nella chicane del porto all'ottantaduesimo giro. Nel 1955 Alberto Ascari, con la sua Lancia, finì in mare nello stesso punto, senza fortunatamente riportare contusioni. Nel 1994, durante le qualifiche, Karl Wendlinger rischiò di morire a seguito di un brutto incidente all'uscita del tunnel. Altri numerosi e spettacolari incidenti senza conseguenze si sono succeduti negli anni[3].

Evoluzione del tracciato[modifica | modifica sorgente]

Il tracciato di Monte Carlo è rimasto sostanzialmente invariato dal momento della sua introduzione nel 1929, essendo legato alla conformazione delle vie del principato. Le modifiche sono quindi state legate quasi sempre a variazioni della rete viaria cittadina.

Nelle prime edizioni del Gran Premio, la partenza e l'arrivo erano posizionati sul rettifilo opposto ai box, sul lungomare. All'epoca non esistevano né il complesso delle Piscine, né il tornante della Rascasse. Dopo la curva del Tabaccaio, il tracciato procedeva con un tratto semirettilineo, con andamento simile al rettilineo di partenza odierno, e i due tratti erano uniti da un unico tornantino, detto del Gasometro. Nel 1962 la partenza venne spostata nella posizione attuale, sul rettifilo opposto, mentre nel 1972 i box vennero installati nella zona della chicane del Porto, spostata più vicino alla curva del Tabaccaio. La soluzione definitiva era quella di installare anche i box sul rettilineo di partenza, ma erano necessari lavori ulteriori.

Nel 1973 la pista venne modificata in diversi punti, a causa di nuove costruzioni civili: la costruzione di un nuovo albergo nella zona del tornante della Vecchia Stazione (Hotel Loews) comportò un allungamento del tunnel, che ora iniziava molto più vicino alla curva del Portiere. Dopo la curva del Tabaccaio venne costruito il complesso delle Piscine, per cui il tracciato venne modificato per aggirarlo, con due "S" (sinistra-destra e destra-sinistra) raccordate da un breve rettilineo. Nel tratto successivo, la costruzione di un ristorante (La Rascasse) costrinse ad eliminare la curva del Gasometro e sostituirla con un tornante (denominato come il ristorante), situato nella posizione attuale. Dopo il tornante si apriva l'ingresso ai nuovi box (con una corsia separata dalla pista) sulla destra e poi si tornava sul rettifilo del via con la curva dedicata ad Anthony Noges.

Nel 1976 vennero modificate le curve di Sainte Devote e di Anthony Noges, per renderle più lente, riprofilando protezioni e cordoli secondo quello che è il disegno odierno.

Nel 1986, grazie all'ampliamento della sede stradale nella zona della chicane del Porto, la variante stessa venne modificata e resa più lenta, con due curve ad angolo retto, al posto del veloce cambio di direzione precedentemente usato, e ritenuto troppo pericoloso. La configurazione corrisponde a quella attualmente in uso.

Nel 1997 venne modificata la prima variante delle Piscine, resa leggermente più veloce, ma soprattutto spostando le protezioni per migliorare la visibilità per i piloti.

Nel 2003 le ultime modifiche, che hanno portato alla conformazione attuale del tracciato: la seconda variante delle Piscine subì un trattamento simile a quello della prima variante, con lo spostamento delle barriere per migliorare la visibilità. Contemporaneamente però vennero sistemati cordoli provvisori che ne resero il profilo molto più lento. La modifica di maggior rilievo fu comunque l'espansione della parte asfaltata, sulle acque del porto: in questo modo il tratto tra le Piscine e La Rascasse divenne più diretto e rettilineo, rendendo più veloce (nonché meno impegnativo) l'approccio al tornante. Lo spazio guadagnato fu utilizzato per sistemare nuove tribune e per ampliare la corsia dei box (che poi è ricavata utilizzando il largo marciapiede a lato del rettilineo di partenza, e la cui uscita è fra due della fila di alberi ivi esistenti, con l'aggiunta di un piccolo "scivolo" di asfalto per ovviare al dislivello del marciapiede rispetto alla sede stradale), con l'installazione di costruzioni permanenti a due piani, in cui alloggiare le squadre con i tecnici ed il materiale. Dall'edizione 2003 del Gran Premio di Monaco, lo spartitraffico presente alla Sainte Devote viene rimosso durante gli eventi per allargare la pista, ma la curva è comunque disegnata dal cordolo che non viene spostato. Ciò ha causato la modifica della corsia di uscita dai box, che continua all'interno della prima curva (quando usciranno dalla pit-lane, i piloti dovranno "tagliare" la Sainte Devote). Lungo l'intero percorso del tracciato, su tutti i marciapiedi ed ove necessario sono presenti dei fori adiacenti alla sede stradale, di solito chiusi con apposite coperture metalliche, dove vengono fissati in occasione della corsa i pali di sostegno dei guard-rail.

Inoltre, dal 2004 la corsia box è stata rivista, con l'inversione della posizione della corsia stessa e dei box. Nella configurazione attuale, infatti, la corsia box non è più separata dalla pista solamente per mezzo del "muretto", ma anche dai box stessi: Monte Carlo è diventato così l'unico circuito di Formula 1 in cui i box non guardano verso la pista.

Modifiche alla chicane del porto sono state richieste dai piloti alla Federazione dopo gli incidenti del 2011, dovuti sia alle sconnessioni in fondo al tunnel, sia alla posizione dello spartitraffico nella via di fuga.[4]

Il Circuito di Monte Carlo nei media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Formula 1 Grand Prix de Monaco 2012, formula1.com. URL consultato l'11 dicembre 2012.
  2. ^ Monaco, regole ed eccezioni: le deroghe che valgono solo a Monte Carlo, F1WEB.it. URL consultato il 23 giugno 2012.
  3. ^ Monaco, 70 edizioni di pathos: storie e personaggi, curva per curva, 23 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  4. ^ Monte Carlo, troppi incidenti alla chicane del porto. Forse non è un caso, 31 maggio 2011. URL consultato il 2 giugno 2011.

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